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Cultura > Film > 08 Febbraio 2015

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"Ariston CineClub" prosegue all'Ariston con un doppio omaggio al regista Francesco Rosi

Scena dal film "LE MANI SULLA CITTÀ"

Trieste (TS) - Prosegue al Cinema Ariston, nell'ambito della rassegna "ARISTON
CINECLUB", la programmazione di classici restaurati del ciclo "Il
cinema ritrovato", organizzata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground in collaborazione con la Cineteca di Bologna.

Il mese di febbraio sarà dedicato ad un doppio omaggio al Francesco Rosi, maestro del cinema italiano scomparso il mese scorso, il cui il cinema è stato testimonianza di vicende nevralgiche della vita italiana, dove i silenzi spesso avevano la meglio sulla verità, e dove la collusione di legge e malavita dettava i labirinti delle trame di potere. Lunedì 9 febbraio in calendario "LE MANI SULLA CITTÀ" (1963), in edizione restaurata da CSC - Cineteca Nazionale, in programma alle ore 16.30, 18.45 e 21.00.

Sceneggiato da Rosi insieme all'amico di una vita, lo scrittore
Raffaele La Capria, il film mette in scena la Napoli degli anni di
ricostruzione come scacchiera del potere corrotto. All'inizio c'è il
crollo di un immobile e l'apparente caduta in disgrazia d'un
costruttore: che però sa molto bene come ci si muove, come si compra e ci si vende tra i banchi della politica locale, e stringendo molte mani sporche viene nominato assessore all'edilizia. Un racconto di snodi sottili, di ipocrisie di non immediata decifrazione, ma se Salvatore Giuliano era "un cono d'ombra" (Michel Ciment) Le mani sulla città è alla fine una parabola lampante sulla politica come arte della presa di potere: "Volevo continuare il discorso sul potere iniziato con Salvatore Giuliano. Mettere in evidenza quelle che erano le collusioni tra i vari poteri, tra potere economico e potere politico, rendere chiaro come una città fosse regolata da questo rapporto, da questo intrico di interessi che mescolavano in maniera molto oscura, e anche molto chiara, la politica con l'economia" (Francesco Rosi).

Lunedì 16 febbraio il secondo titolo in calendario è "SALVATORE GIULIANO" (Italia, 1961) in edizione restaurata in digitale 2K, in
programma alle ore 16.30, 18.45 e 21.00. Il capolavoro politico del
cinema italiano è un film in forma d'enigma, tessuto narrativo
crivellato di buchi, cinema-verità senza verità possibile. Al centro, un uomo senza volto. Tutto è concreto e allucinato, il realismo è
rigore visionario. La forma è conturbante, disorientante, quasi
borgesiana; intanto Rosi non molla il colpo un istante, incalzando e
interrogando, attraverso la storia del bandito separatista (poi venduto alla mafia del latifondo) Salvatore Giuliano, l'Italia tra
guerra e dopoguerra, gli incroci tra poteri legali e illegali, la truce e melmosa nascita d'una nazione. "Il mio scopo era la tragedia
umana scaturita dai rapporti tra Giuliano e gli altri siciliani, tra
Giuliano e i carabinieri, tra Giuliano e la vera politica italiana di
quell'epoca. Il primo dei misteri italiani, l'uccisione di Salvatore
Giuliano, e la prima strage politica, Portella della Ginestra, sono ancora in parte rimasti misteri" (Francesco Rosi). Il film favorì
l'istituzione della Commissione nazionale d'inchiesta sulla mafia.

A partire da settembre 2013, la Cineteca di Bologna ha promosso la
distribuzione di una serie di grandi film del passato nelle sale
dell’intero territorio nazionale. Classici del cinema che ritrovano il
grande schermo, l’incontro vivo con il pubblico di una sala

cinematografica, capolavori di ogni tempo (e senza tempo) che tornano ad essere prime visioni: perché è solo la visione condivisa davanti a un grande schermo che può recuperare, di questi film, l’autentica bellezza visiva, l’emozione dirompente, e tutto il divertimento, il piacere, il brivido. Vedere o rivedere “I 400 colpi”, o “Tempi moderni”, o “Gioventù bruciata” sullo schermo e nella dimensione d’una sala cinematografica significa fare di ciascuno di questi film un’esperienza importante, capace di incidere nelle nostre vite, e di non perdersi in un indistinto frastuono di immagini. Si tratta, in tutti i casi, di film restaurati negli ultimi anni con tecnologia digitale, riportati quindi a uno splendore e a una nitidezza visiva mai raggiunti prima. La tecnologia digitale, inoltre, alleggerendo costi e modalità della distribuzione, ha reso possibile quel che fino a oggi sarebbe stato impensabile: organizzare un Cinema ritrovato al cinema non come serie di occasioni o eventi speciali, ma come una vera e propria stagione di novità che copre l’intero anno, e che della stagione di novità ha il ritmo, l’impatto comunicativo e anche l’ambizione commerciale. Nella convinzione che, visti in sala, questi che presentiamo tornino a essere nuovi film, pronti a conquistare il pubblico delle nuove generazioni.

Informazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina
facebook cinema.ariston.trieste.


INF:
La Cappella Underground
Piazza Duca degli Abruzzi n.3
tel 040 3220551
fax +39 040 9673002
info@lacappellaunderground.org
www.lacappellaunderground.org

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