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Notizie > AttualitĂ  > 09 Gennaio 2015

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La solidarietà della città di Trieste alla Francia dopo l'attentato di Parigi

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - La solidarietà della città di Trieste alla Francia, colpita dal tragico attentato di Parigi al giornale "Charlie Hebdo", è stata espressa a più voci oggi (venerdì 9 gennaio) nel corso di un pubblico incontro, svoltosi nella sala del Consiglio comunale, alla quale sono intervenuti autorità locali, rappresentanti delle istituzioni, molti cittadini francesi (sui circa 300 residenti nella nostra città) e anche rappresentanti della comunità islamica. In questo modo Trieste ha espresso il suo dolore verso il popolo francese, così duramente colpito, offrendo una sentita testimonianza a favore della democrazia, della tolleranza e della libertà di stampa.

“La tragedia di Parigi -ha detto in apertura il presidente del Consiglio comunale Iztok Furlanic- colpisce tutti noi”, mentre il sindaco Roberto Cosolini ha ringraziato la città per la forte adesione data all'iniziativa promossa dal Comune, con l'adesione dell'Ordine dei Giornalisti e dell'Assostampa FVG, e che ha visto, oltre ad una numerosa e qualificata presenza in aula, anche i messaggi dell'Università degli Studi e di tutti i Teatri cittadini. “E' stato un attacco violento al cuore dell'Europa e al mondo dell'informazione” -ha evidenziato il primo cittadino- al quale “si risponde con fierezza e solidarietà internazionale, per difendere quei valori di libertà, democrazia e tolleranza”. “Non è una guerra tra occidente e islam e neppure tra religioni” -ha concluso il sindaco- e per questo “dobbiamo portare quante più persone ci è possibile dalla parte della civiltà, della democrazia e della libertà”. Un invito ad evitare le strumentalizzazioni è venuto quindi anche dalla presidente della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani che ha partecipato anch'essa all'incontro, dopo aver già scritto una lettera di solidarietà e vicinanza all'ambasciatore francese. “Non possiamo accettare -ha detto tra l'altro Serracchiani- che questo diventi una guerra aperta tra popoli e religioni”.

Ringraziando per quanto fatto dalla città di Trieste, il console onorario di Francia in città, Christia Chiaruttini Leggeri, ha da parte sua messo in luce la necessità di “ripartire dal rispetto per avere un futuro migliore”, sottolineando la bontà di iniziative come queste che “ci fanno capire che non siamo soli”. “Questi -ha aggiunto il presidente dell'Ordine del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano- sono momenti in cui tutti ci sentiamo chiamati in causa. La migliore risposta, soprattutto per noi giornalisti, deve venire da un maggiore impegno, dall'onestà intellettuale e da valori come la libertà dell'informazione, che sta alla base della nostra democrazia”.

“Ieri eravamo in piazza Farnese a Roma - ha detto a sua volta il presidente di Assostampa FVG Carlo Muscatello - e oggi siamo qui per ribadire che la libertà d'informazione, che è anche libertà di critica e di satira, fa parte di quei valori assoluti come la libertà è la democrazia di cui ci si accorge solo quando sono attaccati o vengono a mancare". Ma - ha puntualizzato Muscatello - “della libertà d'informazione ci si deve ricordare non solo in questi tragici momenti, ma anche nella vita di tutti i giorni e sempre”, evidenziando così che il Parlamento sta per approvare una legge sulla diffamazione che diventa un “bavaglio”, e ancora la scarsa sensibilità delle istituzioni e della politica sui problemi dei nostri giornali che diventano sempre più piccoli, sulla riduzione degli organici e dell'offerta informativa che porta ad una diminuzione della qualità e della completezza dell'informazione.

Le ultime sottolineature sono state del vicesindaco Fabiana Martini, che ha parlato di “attentato all'umanità, al diritto di esistere e di essere diverso dall'altro, di attacco al fondamento della nostra esistenza”. Bisogna “pensare alla crudeltà di cui l'essere umano é capace, un male da cui nessuno di noi può sentirsi immune -ha concluso il vicesindaco Martini- “per impegnarsi a coltivare il rispetto e l'attenzione all'altro, per costruire il bene comune”.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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