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Cultura > Arte > 19 Gennaio 2008

Intervista all'artista Odinea Pamici: "La regione è un arazzo ricco di iniziative ..."

Odinea Pamici, Slip salsa di pomodoro e viscere, stampa lambda courtesy  bnd Milano

Trieste (TS) - La redazione di FvgNews.net dedica una serie di interviste ad alcuni dei protagonisti dell'arte contemporanea in Friuli Venezia Giulia.

Qui di seguito risponde Odinea Pamici. L'artista vive e lavora tra Trieste e Milano.

- FvgNews.net: Quali sono le sue iniziative ed i progetti in programma per il 2008?

Odinea Pamici: "Stiamo lavorando a Milano sulla mia monografia, 30 anni di lavoro, uscirà presto un libro di 250 pagine curato dalla mia galleria di riferimento: bnd – tomasorenoldibracco.
Continuerò ad essere presente nelle fiere internazionali e per quanto riguarda la programmazione di mostre sia pubbliche che private per ora non posso anticipare."

- FvgNews.net: Quale mostra realizzata lo scorso anno ricorda con maggior piacere e perché?

Odinea Pamici: "Il 2007 è stato l’anno di Parigi, un susseguirsi di fiere, prima Fiac poi Slick e Artparis Foire,… due mostre pubbliche ad Artcurial fino ad approdare alla personale da Rabouan-Moussion.
Il piacere è già Parigi in sé e l’apertura della mia personale l’8 settembre è stato un grande appuntamento culturale con tutta la città , aprivano i battenti tutte le gallerie e un vastissimo pubblico curioso, vivace e colto respirava l’arte creando spazi di riflessione e di dialogo con ogni artista."

- FvgNews.net: Cosa ne pensa della situazione in regione per quanto riguarda l'arte contemporanea e in quale direzione si dovrebbe lavorare per il futuro?

Odinea Pamici: "La regione è un arazzo ricco di iniziative, un bombardamento massmediatico ma non è ancora apparsa la Madonna.
Per il futuro una selezione più scremata, pochi ma buoni: per esempio mi piacerebbe un’antologica di Robert Gober."

- FvgNews.net: Qual'è la mostra più interessante che ha visitato in Italia e quale in regione nel 2007?

Odinea Pamici: "E’ stato un anno rutilante di mostre interessanti sia in Italia che in regione, a cominciare dalla Biennale di Venezia a Villa Manin al Museo Revoltella , Maravve, Natura Naturans, Trieste Contemporanea, Teatro Miela ecc… fino a sconfinare nella laterali, collaterali, provinciali. Tutto ciò sicuramente ha portato stimoli culturali al suo esterno, ha dialogato con le persone e il suo territorio ma quando è tanto è troppo, e spesso il bello e il buono si sovrappone al brutto da non poter stilare un giudizio obiettivo, confesso io non ne sarei capace. Evadendo da questo emisfero ricco di immagini ciò che mi ha lasciato un respiro di stupore l’ho ritrovato spesso in un singolo lavoro di un artista, bene inteso tutto questo non comporta un mio allontanamento nei confronti di una manifestazione, trovo che talvolta una grossa mostra è un progetto costruito solo su interessi politici, economici e curatoriali.
Stimoli visivi tantissimi, anche a Milano molte mostre interessanti si sono susseguite nelle gallerie e nelle sedi pubbliche, tanti ricordi sicuramente, il più agghiacciante ma affascinante è stato Andres Serrano.
Mi dispiace per l’Italia ma la sindrome di Stendhal nel 2007 l’ho avuta a Parigi alla Fondation Cartier annichilita davanti a Frustrum di Gary Hill."

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