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Notizie > Incontri > 08 Dicembre 2014

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L’Islam radicale contro l’Occidente al centro dell'ultimo incontro di "Confini e identità" 2014

Renzo Guolo

Pordenone (PN) - «La battaglia contro gli jihadisti dello Stato islamico (Isis) è una terza guerra mondiale: sarà una 'lotta generazionale» ha affermato in queste ore il re di Giordania Abdullah II, dopo aver incontrato il presidente americano Barack Obama alla Casa Bianca. “L’Islam radicale contro l’Occidente” è appunto il tema del terzo e conclusivo incontro promosso a Pordenone dall’IRSE, nell’ambito del percorso “Confini e identità” 2014 curato da Laura Zuzzi, 42° ciclo storico-politico proposto al Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone.

Giovedì 11 dicembre, alle 15.30, appuntamento con il docente universitario Renzo Guolo, editorialista e noto studioso dell’Islam e del fondamentalismo islamico: sarà l’occasione per riflettere sul fenomeno terribile di quei “figli d’Europa stregati dall’odio”, musulmani di seconda generazione, cittadini europei che vanno a combattere nelle file dello Stato Islamico. È “la generazione del rifiuto e del rancore” (Renzo Guolo), spesso giovanissimi e non solo maschi, protagonisti dell’infamia “che svuota le vittime del loro sangue e della umanità per mostrare la morte e nella sofferenza peggiore” (Bernard-Henri Lévy). E’ un gradito ritorno, quello di Renzo Guolo a Casa Zanussi: dodici anni fa, nel dciembre 2002, proprio il suo intervento su “L’ islam sulle due sponde. Etnografia e sociologia di una presenza” aveva concluso il 31° corso di cultura storica dell’IRSE dedicato a “L’Adriatico, un mare di scambie intrecci”. Da allora molto è cambiato nello scacchiere mondiale e nel modo di guardare all’Islam da parte dell’Occidente.

«Quella attuale è una generazione figlia del suo tempo – spiega Renzo Guolo - Anche la partecipazione al jihad segue cicli temporali definiti da fattori impolitici. Così per parte di quei giovani è ‘normale’, dopo aver partecipato alle campagne di Iraq o Siria, tornare nel Paese nel quale hanno vissuto e riprendere una vita quotidiana scandita da altri imperativi, come il lavoro o la famiglia. Per quelli che non sono stati catturati, o da eserciti ostili o da video che ne fissano per sempre il volto negli archivi d’intelligence, si presentano opzioni diverse. Alcuni, che hanno praticato l’esperienza essenzialmente come dimensione esistenziale legata ai loro vent’anni, ritengono il kalashnikov un momento fondamentale ma superato della loro biografia. Altri, invece, rimangono legati, più o meno organicamente, alla rete jihadista, che estende i suoi tentacoli nelle metropoli occidentali. Sono gli jihadisti mascherati o «in sonno», non certo esposti nell’attivismo di quartiere. Hanno un alto profilo di rischio, sanno usare armi ed esplosivi, e possono colpire su input esterno o autonomamente. Il timore, oggi, è che il conflitto siro-iracheno trasformi le città occidentali in nuovo avamposto del fronte. A conferma che la distinzione tra globale e locale è, in questi casi, sempre più effimera».

Renzo Guolo, editorialista de “la Repubblica” e dei quotidiani locali del Gruppo Espresso, insegna Sociologia dell’islam e Sociologia della politica all’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni: Potere e responsabilità (Guerini, 2009); Generazione del fronte (Guerini, 2008); La Via dell’Imam. L’Iran da Khomeini a Ahmadinejad (Laterza, 2007); L’islam è compatibile con la democrazia? (Laterza, 2007), Il partito di Dio. L’islam radicale contro l’Occidente (Guerini, 2004); Il fondamentalismo islamico (Laterza, 2002).

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