Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Incontri > 24 Novembre 2014

Bookmark and Share

Confini e identità 2014: le strade della democrazia a 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino

Muro di Berlino

Pordenone (PN) - Esperto di geopolitica, giornalista, blogger, autore e saggista, osservatore elettorale per l’OCSE: Matteo Tacconi è senz’altro uno degli studiosi più attenti degli scenari europei che si sono delineati dopo la caduta del Muro e che, 25 anni dopo, magmaticamente trovano nuovi equilibri e nuovi assestamenti, in un contesto globale di gravissima empasse economica. Venerdì 28 novembre (ore 15.30) nell’Auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone, Matteo Tacconi sarà protagonista del secondo incontro in programma per “Confini e identità” 2014, l’iniziativa promossa dall’IRSE e curata da Laura Zuzzi.

Da alcuni anni Matteo Tacconi ha scelto l’Europa centro-orientale, i Balcani e l’area post-sovietica come suo focus privilegiato di osservazione, calandosi nella quotidianità delle persone e nei luoghi cruciali della corsa dell’Est verso la libertà. Ha raccontato le sfide e le difficoltà degli ultimi arrivati in Europa, ha ripercorso le tappe fondamentali che portarono alla caduta dei regimi socialisti, intervistando quelli a cui il Muro sembra crollato l’altro ieri così come quelli che ne hanno sentito appena parlare. “Diverse strade della democrazia, a 25 anni dalla caduta del Muro” è il tema che approfondirà a Pordenone: un intervento che non mancherà di incrociarsi alle questioni del suo ultimo libro fotografico, Verde cortina. Da Lubecca a Trieste, sui confini della guerra fredda (Capponi Editore, 2014 realizzato con Ignacio Maria Coccia). Matteo Tacconi collabora anche con riviste di geopolitica come Limes, East, Studio, Reset, oltre che con Il Venerdì di Repubblica, Europa, Narcomafie. Il suo blog è www.radio europaunita.wordpress.com

«I numeri sulla crescita, quest'anno, premiano tutti – osserva Matteo Tacconi - le economie della regione si espanderanno, secondo le previsioni, a un tasso medio del 2,5%). Ma non tutte le ricette sono uguali. Slovacchia e Repubblica ceca sono legate all'export, realizzato dai grandi gruppi industriali occidentali presenti sui loro territori. La Polonia ha un sistema più articolato, che si fonda anche su un mercato interno dinamico e in crescita. L'espansione ungherese è invece fondata su una politica di ripetuti tagli ai tassi e nuovi balzelli nei confronti dei colossi occidentali che, a detta di molti analisti, sta divenendo insostenibile. La cosa ricorda che l'Europa centrale non è un blocco, né tale è stata al tempo del comunismo. Ognuno ha seguito una sua via, in passato. Ognuno ne segue una specifica, oggi. Anche a livello politico. L'Ungheria ha Viktor Orban, con il suo progetto conservatore e statalista. La Polonia, che quest'anno va alle urne, ha espresso Donald Tusk, politico pragmatico e centrista. Le cose, a Est, non fluiscono necessariamente allo stesso modo».

Ingresso libero, è gradita l’iscrizione presso Segreteria Irse. irse@centroculturapordenone.it tel 0434 365326 www.centroculturapordenone.it/irse Gli studenti universitari e delle Scuole superiori che desiderano un certificato di frequenza devono richiederlo al momento dell’iscrizione.

Leggi le Ultime Notizie >>>