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Cultura > Arte > 15 Ottobre 2014

Si inaugura l'installazione “Rose of the Winds” di Nayari Castillo e Kate Howlett-Jones

Rose of the Winds

Trieste (TS) - Venerdì 17 ottobre, alle ore 18, in largo E.A. Mario (presso il Museo Revoltella, lato piazza Venezia), avrà luogo l’inaugurazione di “Rose of the Winds”, un’installazione realizzata dalle artiste Nayari Castillo e Kate Howlett-Jones nell’intento di ricordare e rinnovare le relazioni fra tre città che condividono un passato comune, Trieste, Sarajevo e Graz, commemorando nel contempo il centenario dell’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando.
Installazione che sarà appunto articolata in tre parti e suddivisa fra le tre città, dove ciascuna parte assumerà la forma di un silenzioso (non-)monumento collegato agli altri, sul quale gli spettatori potranno lasciare tracce leggere della loro presenza.
La realizzazione dell’opera – che rimarrà “in loco” fino al 16 novembre - è stata possibile grazie al generoso supporto del Dipartimento Culturale del Land Steiermark (la Regione Stiria), del Comune di Trieste e della città di Sarajevo oltre che alla stretta collaborazione con istituzioni, curatori - Francesca Lazzarini, Esther Castrianni, Mak Kapetanovic, Marijana Kramaric - e sponsor, in particolare Stein von Grein.
All’inaugurazione triestina interverrà per l’Amministrazione comunale l’Assessore al Demanio, patrimonio e lavori pubblici Andrea Dapretto.

Una rosa dei venti – spiegano i curatori - è un sistema di mappatura, un codice, una misura ed è inoltre un cerchio. Partendo da un’indagine sulle tracce lasciate nelle tre città dalla monarchia austro-ungarica le artiste hanno sviluppato una ricerca di oltre sei mesi spinte dalle seguenti domande: perché gli imperi iniziano, e dove finiscono? Quale mescolanza di ordine e caos hanno lasciato dietro di loro?
Centrale nel loro approccio è l’idea di palinsesto. Un palinsesto è una forma di documento molto antica, sul quale le informazioni scritte vengono continuamente cancellate e sostituite da nuove. A volte, però, i livelli più antichi riemergono o vengono scoperti dagli archeologi. Se applicato alla storia, tale concetto descrive come le persone richiamino alla mente eventi avvenuti durante la loro vita e in epoche precedenti; come una stratificazione di esperienze su passati sbiaditi. Alcune memorie vengono coltivate e rimangono vivide, altre si affievoliscono, altre ancora, quelle sconvenienti o dolorose, vengono deliberatamente sepolte o sovrascritte. Come avviene con un vero palinsesto, queste memorie possono in seguito tornare in superficie, attivate dall’esposizione a risonanze private o collettive.

Le tre città di Graz, Trieste e Sarajevo sono depositarie di simili livelli di scrittura – memorie private e collettive – che possono essere scoperte e decifrate con cura: tracce nascoste ormai ridotte in frammenti, oppure integre ma fragili, mai del tutto fissate stabilmente. Vi sono segni indistinti lasciati da persone amabili, impegnate nella loro vita mentre il mondo intorno a loro si faceva più duro, e vi sono i segni dei loro movimenti, dei loro ritmi quotidiani, piccoli, insignificanti, privati, e per questo ancor più preziosi.
La Howlett-Jones e la Castillo si sono concentrate su queste istanze private della storia post-asburgica delle tre città, sulle interazioni positive, sugli scambi culturali visibili, sulla sovrapposizione storica e sul concetto di condivisione. Le tre installazioni pubbliche, site-specific, svelano i diversi livelli delle dinamiche storiche delle città, precedenti e successive alla caduta dell’Impero: un’archeologia contemporanea delle influenze trinomiali tra le città.

Successivamente all’inaugurazione, sabato 18, alle ore 18.30, Nayari Castillo e Kate Howlett-Jones, terranno un incontro con il pubblico presso l’MLZ Art Dep di via Galatti 14. Sarà un’occasione per scoprire il loro lavoro dalla diretta voce delle artiste. Interverranno Andrea Dapretto, Assessore al demanio, patrimonio e lavori pubblici del Comune di Trieste, Christiane Kada, responsabile della sezione Premi e Progetti Speciali per il Dipartimento Culturale della Regione Stiria, e Francesca Lazzarini, consulente curatoriale del progetto per l’Italia.

Note biografiche
Nayari Castillo, artista venezuelana residente a Graz lavora con il video e l’installazione. Le sue opere sono state esposte in numerosi musei, gallerie e spazi pubblici, in Austria e all’estero. Il suo lavoro installativo si basa su costruzioni site specific fermamente legate ai concetti di viaggio e nomadismo. Tesi a indagare temi quali la storia, lo spazio e il tempo, i suoi interventi dispiegano una semantica nella quale strumenti di epoche passate e dispositivi contemporanei si combinano in un discorso unico.
Kate Howlett-Jones, artista britannica residente a Graz, lavora con i testi, su pagina e in relazione allo spazio. Suoi principali interessi sono la narrativa, le forme di traduzione e l’arte tipografica. Il suo lavoro si distingue per un uso delicato del testo come materia, grazie al quale significati e forme si ricombinano in nuove dimensioni.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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