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Cultura > Arte > 25 Settembre 2014

Al Museo d’arte moderna Ugo Carà si apre la mostra "Blumen mantra" di Femi Vilardo

Opera di Femi Vilardo

Muggia (TS) - Sabato 27 settembre alle ore 18.30 s’inaugura al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di Muggia (via Roma 20), con la presentazione critica della curatrice Marianna Accerboni, la personale della pittrice triestina Femi Vilardo intitolata "Blumen mantra".
La mostra - proposta dall’Associazione Juliet, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia - si inserisce nel programma PRACC che l’Amministrazione Comunale di Muggia ha varato, già nel 2007, assieme alle associazioni culturali Photo-Imago, Gruppo 78 e Juliet con l’intento di promuovere e valorizzare le nuove forme artistiche contemporanee, in una prospettiva nazionale e internazionale.

In mostra più di una ventina di opere scelte, tecniche miste e stampe artistiche digitali stampate in alta definizione su tela, per la maggior parte inedite e realizzate ad hoc nel 2014, in cui l’artista affronta maggiormente la grande dimensione. Con la consueta, fascinosa, calibrata raffinatezza inventiva e tecnica - scrive Accerboni - Vilardo sa comporre un messaggio di passione e riflessione sulla vita e il suo divenire, simbolizzato dalla rosa e sospeso fra caducità e rinascita (fino al 18 ottobre/ orario da mart a ven 17- 19; sab 10-12 e 17-19; dom e festivi 10-12/ info Comune di Muggia-Assessorato alla Cultura 040 3360340 - ufficio.cultura@comunedimuggia.ts.it - www.benvenutiamuggia.eu).

Autrice di una pittura concettuale e neoromantica, l’artista fa assurgere la rosa - Leitmotiv di questa coinvolgente rassegna - a simbolo della vita. I petali sfiniti e accartocciati rappresentano il traguardo della fine, da cui però risorgerà un nuovo fiore. Un ciclo naturale, quello tra vita e morte, che Vilardo interpreta secondo un’accezione positiva, sottolineandone il significato in modo molto personale e attuale grazie anche all’intreccio tra la fotografia, delicatamente rielaborata attraverso la computergraphic, e la pittura. In tal modo, quasi dipingendo con il mezzo tecnologico, l’artista crea una sorta di osmosi fra I diversi lavori: usa per esempio quale sfondo quello di altre sue opere o il colore nero, per accogliere e impaginare le nuove immagini, che, stampate su tela, vengono poi ulteriormente rielaborate e ritoccate ad acrilico e smalto. Il mezzo pittorico dona a tali “dipinti multimediali” una nuova e felice matericità, spesso accentuata anche dall’inserimento di tessuti e garze. Interventi, attraverso i quali Vilardo accentua l’essenza e la matericità del soggetto, aumentandone la profondità prospettica fino quasi a raggiungere un effetto di un delicato bassorilievo.


Nasce da tale complessa operatività un ciclo di lavori così sintonico che spesso le mostre dell’artista assumono il significato di un’opera totale, di un progetto unitario in cui ogni dipinto vive di vita propria.

In questa rassegna il grande giardino della vita, fiorito di accadimenti - di cui D’Annunzio coglieva l’aspetto più sensuale, attraverso le rose sfatte che “decorano” gli interni nel romanzo Il piacere - rappresenta per l’artista lo spunto per una riflessione intellettuale e introspettiva di grande bellezza, che allude alle parole non dette e in tal senso suggerisce al fruitore un momento di concentrazione che ne cattura l’attenzione, oltre che per il suo sottile significato, anche per il calibrato fascino estetico.

Arte e pensiero - conclude Accerboni - si coniugano dunque, come accade sempre nella pittura d’eccellenza: Blumen mantra (blumen in tedesco significa fiore, il mantra è invece ripetizione rituale d’intonazione sacra) è un modulo estetico percettibile ovunque e da tutti, grazie al profumo delle rose della nostra memoria e della vita.

Femi Vilardo è nata a Trieste (Italia), dove vive e lavora. Essenziale è stata, nelle prime fasi della sua formazione artistica, la conoscenza del maestro Nino Perizi, insegnante presso la Scuola Libera di Figura del Civico Museo Revoltella; ha proseguito quindi la propria ricerca, accostandosi ad altri artisti quali Marino Cassetti, Roberto Tigelli, Paolo Cervi Kervischer, Franco Chersicola e Mirella Schott Sbisà alla Scuola Libera dell'Incisione Carlo Sbisà.
La sua attività espositiva, suddivisa fra mostre personali e collettive, si è finora svolta in Italia, Slovenia e in Messico. Nel 2011 ha partecipato su invito alla 54° Biennale d’arte di Venezia - Padiglione Italia Friuli Venezia Giulia.

Nell’ambito dell’esposizione sono previsti alcuni eventi (visite guidate, performances, installazioni, anche con la collaborazione di altri artisti), che arricchiranno e completeranno in maniera organica il percorso della mostra:

Venerdì 3 ottobre ore 18
Cupidus Minimus, video di Fabiola Faidiga con la collaborazione di Enrico Bonivento e l’elaborazione sonora di Paolo Bonivento

Sabato 11 ottobre Giornata del Contemporaneo AMACI ore 18
visita guidata con la curatrice Marianna Accerboni

Sabato 18 ottobre ore 18
finissage con la performance artist Betta Porro

La mostra è stata resa possibile grazie anche alla sponsorizzazione di Vineria Grudina.

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