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Notizie > Attualità > 20 Agosto 2014

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Borsa di studio del Comune e del Collegio del Mondo Unito per frequentare l'istituto di Mostar

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - Sarà Tetjana Samiliv del Liceo Petrarca, triestina fin da piccola in quanto di genitori ucraini immigrati nella nostra città, a rivestire per i prossimi due anni il ruolo di “ambasciatrice di Trieste per la pace” andando a frequentare l’ultimo biennio di scuola superiore al Collegio del Mondo Unito di Mostar.
Si concretizza così la seconda edizione di un significativo progetto che vede il Comune di Trieste e la sua Area Educazione collaborare con il Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico (UWCAD) di Duino, di cui quello gemellato di Mostar si può considerare per molti aspetti “figlio” essendo sorto nel 2006 su iniziativa dell’ex Rettore di Duino David Sutcliffe nel dichiarato intento di consentire ai giovani di tutte le diverse comunità etniche dell’ex Jugoslavia di vivere e studiare assieme oltre che con altre ragazze e ragazzi provenienti da una trentina di nazioni.

L’apporto del Comune di Trieste è costituito in particolare dall’erogazione del contributo necessario ad attivare una borsa di studio tale da garantire l’ammissione e la frequentazione biennale del Collegio di Mostar (che, non va dimenticato, conduce tra l’altro al “Bacellierato internazionale”, equiparato ai diplomi italiani di scuola superiore ai sensi della legge 30 ottobre 1986 n. 738, ma anche titolo preferenziale per l’accesso alle più prestigiose Università del mondo) a uno studente residente nel territorio provinciale. “Si tratta di un impegno che il Comune può sostenere grazie ai fondi derivanti dal lascito del barone Giuseppe Marenzi, il cui scopo, già nel secolo scorso, era proprio quello di supportare con premi e borse di studio i giovani meritevoli iscritti nelle scuole di Trieste”, ha precisato in merito l'Assessore comunale all'Educazione Antonella Grim nel corso di una conferenza stampa cui sono intervenute anche Valentina Bach segretaria generale del Collegio del Mondo Unito di Duino, la direttrice del Servizio Bibliotecario Urbano Bianca Cuderi in rappresentanza dell’Area Educazione, Cultura e Sport, la “vincitrice” della borsa di studio di questo nuovo biennio Tetjana Samiliv e la beneficiaria per il precedente biennio 2012-2014 Margherita Tommasini che ha appena concluso la sua esperienza a Mostar.
Ancora l’Assessore Grim ha voluto rimarcare l’importanza di “un progetto educativo che si pone con chiarezza all’insegna dei valori della pace e della collaborazione fra i popoli e che quindi il Comune sostiene con piena convinzione, nella certezza – ha detto – che la costruzione di azioni concrete come quella di far conoscere e far studiare assieme giovani di diversa provenienza sia il ‘metodo’ migliore e più efficace per promuovere la pace”.

La segretaria generale del Collegio del Mondo Unito di Duino Valentina Bach, dal canto suo, ha voluto esprimere una grande soddisfazione per i bei risultati che già si sono potuti riscontrare con l’appena conclusa prima edizione della borsa di studio a Mostar: “Abbiamo assistito – ha affermato – a una significativa maturazione dei ragazzi, a nuove forme di collaborazione tra le istituzioni, a nuove amicizie e alla crescita di rapporti umani “in loco” fra ragazzi, famiglie, insegnanti. E oggi possiamo dire con gioia che il buon seme che noi qui, da Trieste, per primi abbiamo lanciato si sta diffondendo ovunque, tanto che prossimamente nuovi Collegi del Mondo Unito nasceranno in Germania e in Armenia, e sono in progettazione anche in Cina e in altri Paesi, sulla base del “modello” pensato e sviluppato a Duino”.

E mentre Bianca Cuderi per l’Area Educazione, Cultura, Sport del Comune ha ribadito la costante attenzione dell’Amministrazione per le politiche per la pace e in particolare per il coinvolgimento delle giovani generazioni nelle attività in tal senso sviluppate, è toccato alla “reduce” Margherita Tommasini tracciare un bilancio “da protagonista” del percorso da lei appena concluso. “E’ stata un’esperienza indimenticabile – ha detto con emozione – che mi ha fatto conoscere me stessa e gli altri, altri modi di vivere e un diverso approccio allo studio. Mostar – ha voluto sottolineare – è una città speciale e diversa per molti aspetti, che sta ancora superando i segni della guerra, ma che mi è rimasta profondamente nel cuore”.

Una Mostar che adesso aprirà le sue peculiarità, il suo fascino e i suoi “segreti” alla sua prossima ospite, Tetjana Samiliv, che ha confessato di prepararsi con trepidazione “a un’esperienza che fortemente speravo e desideravo e verso la quale non vedo l’ora di partire”.
E in proposito sarà interessante ricordare quel che nella sua lettera di motivazione per concorrere alla borsa di studio Tetjana aveva scritto: "La possibilità di entrare in uno dei Collegi del Mondo Unito per me è un dono, una possibilità in più per dimostrare al mondo la mia collaborazione e voglia di aiutarlo a migliorare, a cambiare. Ma quando si vuole cambiare qualcosa o qualcuno c'è sempre la ribellione: è impossibile cambiare qualcuno se non cambi anche te stesso. Allora ho deciso di dare l'esempio con me stessa, con il mio modo di pensare e di essere. Perchè il mondo è come un bambino: funziona per imitazione. Se qualcuno gli si rivolge con violenza, allora lui risponde allo stesso modo. Ma se si cerca di comportarsi con bontà si ottiene tutto! (....) Se c'è compassione allora si comprende la differenza; se c'è responsabilità, ci sarà anche l'idealismo. Questa sarà la mia missione: cambiare me stessa e il mondo per gli altri e grazie a loro."

Da rilevare infine che il Collegio del Mondo Unito di Mostar è collocato proprio nella sede restaurata dello storico vecchio Ginnasio della città erzegovese, che negli anni della sanguinosa guerra in Bosnia venne a trovarsi proprio sulla linea di confine – e quindi degli scontri – tra le zone controllate e contese da due delle tre principali parti allora in conflitto: in questo caso e in quest’area specifica, fra i croati e i musulmani bosniaci, qui duramente contrapposti.
Il senso di tutta questa iniziativa è, dunque, certamente anche quello di far sì che, grazie agli incontri fra le nuove, giovani generazioni, quelle tragiche situazioni di vent’anni fa, purtroppo ancor oggi non completamente sopite, non abbiano invece più a ripetersi.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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