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Notizie > Incontri > 11 Dicembre 2007

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Al Museo Rivoltella si presenta il volume “Salona negli scavi di Francesco Carrara” di Daria Garbin

Salona

Trieste (TS) - Daria Garbin, spalatina doc, firma un interessante volume su “Salona negli scavi di Francesco Carrara”. Il libro, edito nella collana del Centro Ricerche Culturali Dalmate di Spalato di cui la Garbin è vicepresidente, sarà presentato a Trieste (a cura del CDM e della Fondazione Rustia Traine, con il patrocinio del Comune di Trieste) mercoledì 12 dicembre, alle ore 17.30, nell’Auditorium del Museo Revoltella. Presenzierà all’evento l’assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco, mentre il volume sarà commentato dall’archeologo e direttore della Sopraintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, Paola Ventura e dallo scrittore Enrico Fraulini, interverranno inoltre i due massimi esponenti degli enti organizzatori Renzo Codarin per il CDM e Renzo de’ Vidovich per la Fondazione Rustia Traine.
Francesco Carrara è un personaggio che ebbe grande fama a metà ottocento, amico di Tommaseo, Paravia, Dall’Ongaro, Cantù ed altri intellettuali di spicco della Dalmazia del tempo, impegnati a livello locale ma anche più ampiamente sull’altra sponda dell’Adriatico. Fu direttore del Museo archeologico di Spalato e in quanto tale continuò gli importanti scavi sul sito archeologico di Salona. La città, in Tarda Antichità, fu dopo Roma la seconda città dell’Impero, contava circa 60.000 abitanti ed era un importante centro amministrativo, economico oltre ad essere uno dei tre Conventus dalmati, ovvero centro giuridico del tempo. Fondata probabilmente dagli Illiri fu poi colonizzata da greci e romani che vivevano in simbiosi, infatti le iscrizioni contemplano tutte e due le lingue. Il periodo di maggior splendore lo ebbe con Diocleziano, imperatore romano, che era nato nei pressi della città e che durante il suo dominio le donò particolare cura e bellezza. Con l’arrivo degli Avaro-Slavi nella prima metà del VII secolo d.C., gli abitanti di Salona cercarono rifugio all’interno del Palazzo di Diocleziano dando vita alla moderna Spalato.
Carrara – si scopre nel libro - fu il primo a delineare con precisione il perimetro della città a nord di Spalato adagiata sulla riva dove si sviluppò un porto importante. Portò alla luce le 88 torri che delimitavano la città e fungevano da costruzioni di difesa, e le porte della città stessa. Praticamente riuscì a fotografarne l’esatta ubicazione. Grazie al suo lavoro, vennero alla luce una sezione del teatro e l’anfiteatro. La scoperta poi del Battistero, parte di un ampio centro episcopale, con pavimentazione a mosaico – due cervi che si abbeverano da un calice – è la conferma della presenza del cristianesimo in loco. Il mosaico purtroppo è andato distrutto. Lavorò poi su alcune necropoli svelando i diversi tipi di sepoltura.
Durante la presentazione al Museo Revoltella, saranno proiettate immagini del sito come appare oggi a chi lo visita.

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