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Notizie > Scienza e Salute > 15 Aprile 2014

Al Villaggio del Pescatore si presenta in prima nazionale il dinosauro Laura

Laura - dinosauro

Duino Aurisina (TS) - Un appuntamento d’eccezione per gli appassionati dei ritrovamenti paleontologici, e dei dinosauri in particolare, è in programma nel periodo pasquale al Villaggio del Pescatore uno dei siti paleontologici più interessanti d’Italia (Comune di Duino Aurisina in provincia di Trieste), luogo dove sono stati rinvenuti gli unici dinosauri italiani in connessione geologica, ovvero precisamente nelle rocce che li contenevano originariamente.

Tutti i fossili di dinosauro ritrovati qui appartengono principalmente a dinosauri dal becco ad anatra, adrosauri, un gruppo di erbivori databili a circa 80 milioni di anni fa. Scavato al Villaggio del Pescatore alla fine degli anni Novanta, e riportato alla luce nei due anni successivi, il noto dinosauro Antonio è sicuramente uno dei ritrovamenti più eclatanti degli ultimi 20 anni, il fossile di dinosauro più grande, completo e di maggior pregio a livello internazionale. Il sito ha di recente riaperto le visite al pubblico grazie alla Cooperativa Gemina, proponendosi come vero e proprio museo a cielo aperto: un giacimento fossilifero che si immagina contenere numerosi altri dinosauri simili ad Antonio, parenti stretti degli adrosauri americani dal becco d’anatra.

E proprio un eccezionale reperto rinvenuto negli Stati Uniti sarà presentato per la prima volta in assoluto al Villaggio del Pescatore, (si era potuto vedere il cranio in anteprima per alcuni giorni nelle scorse settimane) tra venerdì 18 aprile e lunedì 5 maggio: si tratta della dinosaura denominata Laura – un prosaurolophus, genere di adrosauro ovvero dinosauro dal becco ad anatra, vissuto nel Cretaceo Superiore del Nord America - parente più giovane di Antonio, una sua pro-pro-nipote, dichiarata di sesso femminile, in quanto tra i dinosauri gli esemplari di maggiori dimensioni sono femmine.

Laura è stata scoperta durante lo scavo di una strada nel Montana: nell’estate del 2010 i reperti, ancora contenuti nella roccia che li intrappolava, sono stati trasportati come materiale grezzo presso il laboratorio triestino Zoic, lo stesso che alla fine degli anni Novanta aveva eseguito il delicatissimo recupero di Antonio. Dopo 5760 ore di lavoro per estrarre le ossa dalla matrice, lo scheletro di Laura, ancora parzialmente ricoperto dalla pelle, ha finalmente visto la luce e potrà essere ammirato al Villaggio del pescatore accanto al calco del fossile di Antonio su roccia (l’originale è visitabile al Museo di Storia Naturale di Trieste).

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