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Cultura > Film > 03 Marzo 2014

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Cinema ritrovato: “La grande illusione” di Jean Renoir sugli schermi di Cinemazero

Scena dal film “La grande illusione” di Jean Renoir

Pordenone (PN) - “La grande illusione” di Jean Renoir (1937) – considerato da molti uno dei più grandi film di sempre – arriva a Cinemazero martedì 4 (16.45) e mercoledì 5 marzo (21.15) per il ciclo sul grande cinema ritrovato al cinema, promosso dalla Cineteca di Bologna che ne ha curato il restauro. Capolavoro che ha subito una tortuosa vita distributiva e di censura, “La grande illusione” è il grido pacifista di un maestro del cinema ad un passo dalla seconda guerra mondiale.

“Per caso, il giorno in cui i nazisti entrarono a Vienna, nelle sale distribuivano il mio film. Senza perdere un istante, la Polizia lo proibì e si interruppero immediatamente le proiezioni. È una storia che mi riempie d'orgoglio”, racconterà molti anni dopo Renoir. Film scomodo, aveva potuto contare però sull’incrollabile fede di Jean Gabin – protagonista del film, insieme a Eric von Stroheim e Pierre Fresnay – che aveva spalleggiato senza cedimenti Renoir nell’impresa di realizzare un film di cui nessun produttore voleva sentir parlare. Gabin si accanì a difendere il progetto mettendoci tutto il peso del suo prestigio, rinunciando ad altre proposte di lavoro più affidabili e remunerative e dimostrando che si trattava (e si tratta ancora oggi) di un film necessario.

Il successo del film non si affermò solo in Francia ma molto presto anche all'estero. Mancato il gran premio del Festival di Venezia del 1937 (al posto di Carnet di ballo) per l’evidente impossibilità di dare una 'coppa Mussolini' a un film democratico, la giuria istituì appositamente per questo film un 'Premio del miglior complesso artistico'. Questo purtroppo non impedì che il film venisse proibito in Italia (e ovviamente in Germania), mentre in America il suo successo fu trionfale e portò Roosvelt a dire che “tutti i democratici dovrebbero vedere questo film”.

Dopo numerosi tagli in diverse epoche, la Cineteca di Tolosa, a metà degli anni Sessanta, scoprì che il negativo originale del film si trovava a Mosca. Nel 1945, quando l'Armata Rossa entrò a Berlino, aveva raccolto come trofei di guerra un certo numero di opere d'arte e in particolare alcune pellicole conservate dal Reichsfilmarchiv. Fra questi, in mezzo a titoli statunitensi, tedeschi, francesi - negativi, materiali intermedi, positivi vari - si trovava il negativo originale di La grande illusione che i tedeschi stessi avevano preso a Parigi nel 1940 e portato a Berlino con il chiaro obiettivo di distruggere il film o comunque di impedirne la circolazione (Goebbels l'aveva definito il "nemico cinematografico numero uno"). In piena Guerra fredda i responsabili della Cineteca di Tolosa riescono a farsi consegnare il negativo di La grande illusion, pare in cambio di un film di 007. È sulla base di questo nitrato negativo originale che è stato realizzato il restauro che ci permette oggi di rivedere questo film che il suo autore ha creato nella speranza di portare “il mio umile contributo alla pace del mondo”.


INFO/FONTE: Cinemazero Ufficio Stampa

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