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Notizie > Incontri > 17 Febbraio 2014

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Irse: la politica agricola comune raccontata da Francesco Marangon

Politica agricola comune

Pordenone (PN) - La Politica Agricola Comune è uno degli snodi cruciali per l’Europa 2014 alle soglie della svolta elettorale, nello scenario ancora troppo statico della crisi. “La nuova PAC equa ed ecologica.E’ davvero così? Ripartire dal cibo e dalla terra per un'agricoltura produttiva e sostenibile” è il tema dell’incontro che l’IRSE, Istituto Regionale di Studi Europei, propone giovedì 20 febbraio, alle 15.30, nell'Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi a Pordenone, nell’ambito della della 30^ edizione del Corso di cultura economica intitolato “Voglia di + Europa. Quale?"

Per indagare le prospettive legate a una politica agricola comune, capace di rispondere efficacemente alle sfide globali e sempre più incalzanti del nostro tempo, l’IRSE ha individuato uno dei maggiori esperti, il presidente della Società Italiana di Economia agraria Francesco Marangon, ordinario di Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile presso il Dipartimento di Scienze Economiche dell'Università degli Studi di Udine. Introdurrà e coordinerà il dibattito Chiara Mio, docente di Economia aziendale dell'Università di Venezia e consigliere IRSE.

La partecipazione è aperta a tutti, gradita la segnalazione alla Segreteria (irse@centroculturapordenone.it, tel. 0434 365326).

Sostenibilità e lotta allo spreco alimentare – come sollecitato dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2012, che chiede l’istituzione di un Anno europeo contro lo spreco e il dimezzamento degli sprechi nei Paesi membri entro il 2025 – devono certamente rientrare fra i cardini portanti della nuova PAC. Non a caso, l’IRSE propone questo tema anche fra le tracce proposte agli studenti universitari del Concorso internazionali “ Europa e giovani 2014” (il Bando completo al www.centroculturapordenone.it scadenza il 22 marzo) .

Solo in Italia, il valore economico complessivo dei prodotti sprecati nel settore agricolo è pari a 704.865.492 euro, un dato che si somma al comparto industriale con uno spreco pari a 1.266.591.807 euro, e al sistema distributivo per un ulteriore spreco pari a 1.583.512.147 euro (dati Last Minute Market – Università di Bologna).

«La flessibilità che la Politica agricola concede agli Stati membri - spiega Francesco Marangon – è un’opportunità per rafforzare la competitività del sistema agroalimentare, per creare nuovi network fra imprese e di filiera in grado di rilanciare ulteriormente l’export italiano nel mondo. Il comparto agroalimentare è tra i primi a risentirne l’onda d’urto del protezionismo: ad un’azione di chiusura ai prodotti primari di un Paese si collega immediatamente la reazione dell’area colpita. Le ricerche più recenti di economia agraria in campo nazionale indicano in ogni caso che la sensibilizzazione dei consumatori nazionali verso le produzioni locali certificate deve evitare di abbinarsi all’innalzamento di deleterie barriere al libero scambio, soprattutto quando esso garantisce flussi di prodotti contraddistinti da un alto grado di sostenibilità economica, sociale ed ambientale». Francesco Marangon si è occupato di studi economici sui rapporti tra attività agricole e ambiente di valutazione dei beni e servizi paesaggistico-ambientali, con particolare riferimento ai problemi gestionali delle aree naturali protette. Tra le sue attività di studio figurano infine alcuni lavori in tema di ecoturismo ed enoturismo, nonché saggi sulla valutazione di impatto ambientale.

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