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Notizie > Incontri > 15 Febbraio 2014

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Revoltella contemporaneo: dal 18 febbraio conversazioni a margine della mostra "Museo illuminato"

Museo illuminato - Corrispondenze d'arte

Trieste (TS) - Quali sono le principali correnti espressive dell'arte contemporanea? Si possono individuare delle chiavi di lettura per avvicinarla e comprenderne l'evoluzione? A partire dalla mostra "Museo illuminato - Corrispondenze d'arte" (aperta fino al 2 marzo nell'ala baronale del Museo Revoltella) che presenta il lavoro di artisti molto differenti per poetica e generazione, si terranno tre conversazioni - a cura di Lorenzo Michelli, curatore della mostra – legate all'espressività attuale con lo scopo di chiarirne alcuni aspetti fondanti.
E tutto questo proprio a partire dai diversi interventi realizzati dagli artisti per la mostra che verranno messi in relazione con la ricerca internazionale.
Che rapporto c'è tra la cosiddetta "morte dell'arte" delle avanguardie anni '60 e l'arte "relazionale"? Si può parlare ancora di citazionismo rapportandolo alle continue "oscillazioni del gusto"?
Il termine globalizzazione è ancora attuale o è un dato ormai consolidato e superato nella ricerca del secondo decennio del XXI secolo? Le dualità tra opere esplosive ed implosive, calde e fredde, pop o concettuali sono definitivamente sorpassate o sono comunque categorie ancora valide per leggere l'opera d'arte contemporanea e capirne l'importanza?

Queste alcune delle domande sulle quali verteranno le tre conversazioni previste legate ciascuna a vasti territori d'indagine e tutte orientate alla comprensione dell’espressività artistica dell’attualità.

Gli incontri, che saranno supportati da immagini e videoproiezioni, avranno inizio da martedi 18 febbraio, alle ore 17.30 con "La morte dell'arte" degli anni '60, la rinascita della pittura tra figurazione iconica, astrazione aniconica degli anni ‘80 e nell’attualità.
Il primo dei tre incontri parte dall'analisi del cosiddetto fenomeno della “morte dell'arte” che negli anni Sessanta significò l'abbandono dei supporti artistici tradizionali a favore di nuove forme d'arte; performance, interventi fotografici e il videotape sembravano allontanare definitivamente il concetto di rappresentazione per calarsi nel reale. La pittura, nella sperimentazione artistica più all'avanguardia, appariva con uno strumento poco adatto a cogliere la modernità; l'artista non desiderava più rappresentare ma fondere l’arte alla vita attraverso nuovi strumenti estetici. Ma subito dopo scoppia la rinascita della pittura. Correnti quali i Nuovi Nuovi, gli Anacronisti e i Citazionisti e soprattutto la Transavanguardia si imposero alla ribalta della scena internazionale e riaprirono il discorso pittorico che a tutt'oggi è più che mai vivo e vegeto e mantiene caratteristiche di originalità.

Proseguiranno poi mercoledì 26 febbraio, sempre alle ore 17.30, sul tema Grandi territori d'indagine: il post concettuale italiano, il "sensazionale" inglese e l'arte relazionale.
Le oscillazioni del gusto si collegano alla teoria dei corsi e dei ricorsi anche nell'arte. Dopo il nuovo affermarsi della pittura negli anni '80, riprendono nuovamente vita le esperienze concettuali in cui le analisi dei fenomeni della realtà e soprattutto della società si sostituiscono a quelle rappresentative pittoriche attraverso nuove forme di linguaggi. Negli anni '90 si afferma in Italia il cosiddetto neoconcettuale, che riunisce un importante gruppo di artisti; è un momento molto vivo per l'arte in Italia che poi viene offuscato a livello internazionale dal fenomeno dell'arte inglese, l'arte del sensazionale attivamente promossa dal mercato e da una sistema che crea delle vere e proprie nuove star. Ma siamo alle soglie del millennio e naturalmente tutto cambia e si evolve; tra le più originali proposte si possono considerare quelle riducibili all'etichetta di "arte relazionale" che molto deve alla società dell'intrattenimento ludico e della sollecitazione sensoriale estesa.

Mercoledì 5 marzo, alle ore 17.30 su Il Palazzo Enciclopedico della Biennale di Venezia: una piattaforma per le mille forme artistiche attuali.
Nell'ottica dell'individuazione delle ricerche emergenti nell'attualità, l'ultima edizione della biennale veneziana rappresenta un ottimo strumento di indagine e di analisi. Nel corso dell'incontro verranno proiettate e descritte oltre un centinaio di immagini scattate ai Giardini e all’Arsenale con l’obiettivo di evidenziare le numerose forme in cui l'artista contemporaneo - e in questo caso più che mai anche il curatore - si esprime. La grande rassegna del 2013 ha messo infatti in evidenza tutta una serie di relazioni tra la contemporaneità e la storia e questo sia in fatto di rimandi che di sottili assonanze e macroscopiche evidenze.
La Biennale si trasforma in una vera e propria piattaforma per cogliere la contemporaneità e gli indirizzi di ricerca del panorama internazionale.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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