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Notizie > Scienza e Salute > 05 Novembre 2007

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Salute e alimentazione: incontro pubblico giovedì 8 novembre nella sede dell’Ipasvi

cibo e salute

Trieste (TS) - Il 49,1% cento degli italiani ritiene che mangiare sia un momento importante da condividere con la propria famiglia; il 68% presta sempre o spesso attenzione alla quantità di grassi, dolci, e bevande zuccherate ingerite; il 69,8% richiede maggiore informazione sui prodotti che acquista e ancora il 49,3% degli italiani legge sempre l’etichetta, prima di acquistare un prodotto alimentare, mentre il 10,9% non lo fa mail. Soprattutto, il 74,6% afferma di tener conto della preoccupazione di evitare cibi contaminati nelle scelte alimentari … I dati della ricerca realizzata per “Salute – La Repubblica” evidenziano una accresciuta consapevolezza, da parte degli italiani, che una migliore qualità della vita e della salute inevitabilmente passi attraverso la qualità, la conoscenza e la scelta del nostro cibo quotidiano. Intorno a questi temi, per approfondire e sensibilizzare i cittadini sulle implicazioni connesse al rapporto con il cibo – laddove entrano in gioco fattori genetici, psicologici, familiari, culturali, politici ed economici – l’Ordine professionale IPASVI degli Infermieri Professionali, Assistenti e vigilatrici d’Infanzia della provincia di Trieste, organizza per giovedì 8 novembre, dalle 16.30 alle 18.30, nella sede IPASVI di via Roma 17, l’incontro pubblico “Alimentazione e prevenzione: La medicina del XXI secolo”, che vedrà la partecipazione dello psicologo Giandomenico Bagatin e del medico chirurgo Roberto Semani, incaricati proprio di evidenziare che la scienza della nutrizione, negli ultimi anni, ha dimostrato l’ottima incidenza degli alimenti ben utilizzati per la cura di malattie croniche, disturbi e il rallentamento dell’invecchiamento. Accanto a loro la psicologa Carla Piccini, partendo dal rapporto con il cibo durante il primo ciclo della vita, illustrerà come, con il trascorrere del tempo, le persone tendono a perdere la facoltà di scegliere consapevolmente, analizzando poi limiti e vantaggi delle abitudini alimentari. Come sottolinea lo psicologo Giandomenico Bagatin, “e’ difficile immaginare una tematica di portata così ampia come quella dell’alimentazione: nel rapporto delle persone con il cibo sono coinvolti fattori genetici, psicologici, familiari, culturali, politici ed economici. Molti, anche addetti ai lavori, sono portati a credere che solo chi soffre di disturbi alimentari evidenti come l’anoressia, la bulimia e l’obesità vive un conflitto rispetto al cibo. E’ invece più che plausibile ipotizzare che nei ricchi paesi occidentali il conflitto, consapevolmente o meno, appartenga a tutti noi, dai maniaci dei dolci e della “buona tavola” che sostengono di godersi la vita senza pensieri nonostante un sovrappeso più o meno evidente alle “donne da insalata” che dicono di essere assolutamente soddisfatte dalle loro terrine colme di lattuga e pomodoro. Raggiungere l’equilibrio e la moderazione, e sviluppare una nuova cultura dell’alimentazione in grado anche di cambiare l’offerta, spesso di bassa qualità, di chi i generi alimentari li produce e li vende, richiede un lavoro serio per superare ostacoli a volte insospettati”.
Per ulteriori informazioni: tel. 040-370122; www.ipasvitrieste.it

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