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Notizie > AttualitĂ  > 09 Dicembre 2013

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Si festeggiano i 10 anni del Museo petrarchesco piccolomineo

Museo petrarchesco piccolomineo

Trieste (TS) - Giovedì 12 dicembre, alle 17.00, si festeggia un Museo giovane con un cuore antico, il Museo petrarchesco piccolomineo, aperto dieci anni or sono per valorizzare il patrimonio artistico e letterario lasciato alla Biblioteca Civica dal conte Domenico Rossetti de Scander (1774-1842).

Il patrimonio donato comprende, tra l’altro, manoscritti miniati di Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini, Vescovo di Trieste e poi Papa Pio II, Incunaboli, Cinquecentine ed un fondo iconografico con alcuni beni artistici d’eccezione, come i forzieri fiorentini con il ciclo dei Trionfi di Francesco Petrarca.

Tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso Stefano Zamponi ha curato l’edizione del catalogo dei codici petrarcheschi e Anna Zembrino il catalogo dei manoscritti piccolominei, e negli ultimi anni, oltre a procedere nel lavoro scientifico e alla catalogazione informatizzata delle opere antiche a stampa per fornire un riferimento agli studiosi di tutto il mondo, il Museo ha investito anche in esposizioni rivolte a un pubblico più vasto. Infatti oltre a facilitarne la consultazione agli studiosi, ci si è impegnati per rendere noto il patrimonio posseduto ai triestini e al turismo colto.

L’Assessore alla Cultura Franco Miracco aprirà gli interventi e il direttore del Servizio Biblioteche Civiche, Bianca Cuderi, introdurrà Claudio Griggio, insigne studioso del Boccaccio, ordinario di Letteratura italiana, già direttore del Corso di laurea magistrale interateneo Udine-Trieste in Italianistica Il suo intervento in occasione della ricorrenza del decennale della fondazione del Museo, vuole sottolinearne il legame con il mondo della ricerca umanistica. Il museo, scrigno di edizioni antiche a stampa di tutti i principali esponenti dell’Umanesimo europeo, si presta anche a nuove ricerche sulle traduzioni di opere latine di Petrarca, sui rapporti tra Petrarca e Boccaccio, sulla fortuna del lirico aretino e sulla storia della filologia italiana del XIX secolo, di cui la Biblioteca tergestina è stata uno dei centri più importanti della penisola in seguito agli studi di Attilio Hortis.

La festa del decennale è anche l’occasione per presentare al pubblico l’allestimento virtuale con tecnologia touch screen dei quattrocenteschi cassoni nuziali, che Domenico Rossetti acquistò negli Anni Venti dell’Ottocento sul mercato antiquario fiorentino. Come molti manufatti con soggetti letterari realizzati quale dono sponsale dalla famiglia della nubenda, i forzieri trasmettono i valori in cui s’incardinava il matrimonio nella civiltà del Rinascimento.

Il Museo ha voluto dedicarvi una “lettura” multimediale, sviluppando un’idea di Franca Falletti, già direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze che al Trionfo d’Amore del cassone datato 1468, attribuito alla Bottega di Marco del Buono e Apollonio di Giovanni, ed esposto a Firenze nel 2010 aveva dedicato un video nell’esposizione “Virtù d’Amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino” (Galleria dell’Accademia e Museo Horne 8 giugno- I novembre 2010).

Con l’intenzione di riprendere e ampliare il progetto di valorizzazione e divulgazione dell’opera ad un più vasto pubblico, Alessandra Sirugo, referente del Museo, ha scritto una sintesi dell’opera e ideato i testi che illustrano le immagini in movimento. Sulle immagini ad alta risoluzione scattate da Marino Ierman, dei Civici Musei di Storia ed Arte, l’Art Media Studio ha impostato le sintesi e i testi illustrativi, disponibili in versione italiana e inglese. L’Art Media Studio di Firenze, degli architetti Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, artefici, tra l’altro, del percorso multimediale ”Michelangelo a Firenze. Alla scoperta dei capolavori del Genio in città” per la Soprintendenza e per il Polo museale del capoluogo toscano, ha realizzato i video con un allestimento touch screen.
Dal 13 dicembre sarà possibile a tutti visionarli nella sede del Museo di via Madonna del mare 13, unico museo rinascimentale di Trieste.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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