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Cultura > Film > 20 Novembre 2013

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Cinemazero: la programmazione in sala dal 21 al 27 novembre

Zoran, il mio nipote scemo (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione settimanale nelle sale di Cinemazero fino al 27 novembre.

GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 17.45
SalaGrande, IN SOLITARIO di Christophe Offenstein, ore 20.00 - 22.00
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 16.45
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 18.45
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 21.15
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 16.45 - 19.00 - 21.30

VENERDÌ 22 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, IN SOLITARIO di Christophe Offenstein, ore 18.00
SalaGrande, GOD SAVE THE GREEN di M. Mellara e A. Rossi e WASTE AFRICA di Matteo Lena - Gli occhi dell’africa | sett. unesco 20.45
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 16.30
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 18.45
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 21.00
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 16.45 - 19.00 - 21.30
ZANCANARO-SACILE, ASPIRANTE VEDOVO di Massimo Venier, ore 19.30 - 21.30

SABATO 23 NOVEMBRE 2013
SalaGrande Wolf cHildren 15.00 cinemazero Kids
SalaGrande, IN SOLITARIO di Christophe Offenstein, ore 17.30 - 22.00
SalaGrande, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 19.45
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 16.30
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 18.45
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 21.00
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 14.30-16.45-19.00-21.30

DOMENICA 24 NOVEMBRE 2013
SalaGrande Wolf cHildren 15.00 cinemazero Kids
SalaGrande, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 17.30
SalaGrande, IN SOLITARIO di Christophe Offenstein, ore 20.00 - 22.00
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 15.00 - 19.15
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 17.00
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 21.15
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 14.30-16.45-19.00-21.30
ZANCANARO-SACILE, I PUFFI 2 di Raja Gosnell, ore 15.00 - 17.00
ZANCANARO-SACILE, I PUFFI 2 di Raja Gosnell, ore 19.00 - 21.00

LUNEDÌ 25 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, AN AFRICAN ELECTION di Jarreth Merz, ore 20.45 - Gli occhi dell’africa
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 17.00 - 21.15
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 19.15
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 16.45 - 19.00 - 21.30

MARTEDÌ 26 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, IN SOLITARIO di Christophe Offenstein, ore 18.00 - 22.00
SalaGrande, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 20.00
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 16.45
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 19.15
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 21.15
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 16.45 - 19.00 - 21.30

MERCOLEDÌ 27 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, IN SOLITARIO di Christophe Offenstein, ore 18.00 - 22.00
SalaGrande, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 20.00
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 16.45
SalaPasolini, VENERE IN PELLICCIA di Roman Polanski, ore 19.15
SalaPasolini, ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 21.15
SalaTotò, IL PASSATO di Asghar Farhadi, ore 16.45 - 19.00 - 21.30
ZANCANARO-SACILE via castellana bandiera 19.30 - 21.30.


Il passato di Ashgar Farhadi
Ahmad arriva a Parigi da Teheran. Marie, la moglie che ha lasciato quattro anni prima, ha bisogno della sua presenza per formalizzare la procedura del divorzio. Marie ha due figlie nate da altre relazioni e ha un difficile rapporto con la più grande, Lucie. Ahmad viene invitato a non risiedere in hotel ma a casa e ha così modo di scoprire che Marie ha una relazione con Samir la cui moglie si trova in coma. Asghar Farhadi si è fatto conoscere sugli schermi occidentali grazie all'Orso d'argento vinto al Festival di Berlino con About Elly e ha confermato le sue qualità con il successivo Una separazione (vincitore, tra gli altri premi, di un Oscar di cui la stampa ufficiale iraniana non ha dato notizia all'epoca). Ora con The Past offre un'ulteriore conferma delle proprie doti di scrittura oltre che di regia.

In solitario di Christophe Offenstein
produttori di "Quasi amici" segnano un altro film da record di incassi in patria con questo "In solitario": Yann Kermadec parte per partecipare alla Vendée Globe, una regata in barca a vela che consiste nell'effettuare il giro del mondo in solitario. Per dedicarsi a questa impresa Yann, vedovo 57enne, lascia a casa la figlia Léa, la fidanzata Marie e il collega di lavoro Franck, che avrebbe tanto voluto partecipare alla regata ma si è infortunato. È l'unica, forse l'ultima occasione di Yann di partecipare a una gara internazionale di quel livello, e lui conta di giocarsela fino in fondo, costi quel che costi. Ma non è preparato all'incontro con alcune presenze inattese che si avvicendano a bordo della sua barca, trasformando la gara "in solitario" in un confronto fra Yann e quel mondo che, forse, la sua passione per la vela lo ha spinto fino a quel momento a evitare. La regata diventa dunque una metafora di come la vita non possa essere affrontata da soli, e come ci si debba sempre confrontare con gli altri, persino in mare aperto.

Venere in pelliccia di Roman Polanski
Thomas è un regista teatrale che sta cercando l'attrice giusta per il ruolo di Vanda nel suo adattamento per le scene del romanzo «Venere in pelliccia» di Leopold Von Sacher-Masoch. Arriva in teatro fuori tempo massimo Vanda, un'attricetta apparentemente del tutto inadatta al ruolo se non per l'omonimia. La donna riesce a convincerlo all'audizione e, improvisamente, Thomas viene attratto dalla trasformazione a cui assiste. Dopo poche battute si accorge che nessun'altra può aderire come lei al personaggio. Ha così inizio un sottile e ambiguo gioco a due.
Dopo il quartetto di Carnage Roman Polanski torna con un duo ad affrontare un testo teatrale; se infatti di base all'origine c'è il libro omonimo datato 1870 il film è l'adattamento per lo schermo di uno spettacolo di David Ives. In Venere in pelliccia si mettono a nudo non i corpi ma le anime con il loro lato oscuro, con le verità non dette, con i ruoli che uomini e donne si trovano a recitare in quel copione non scritto che chiamiamo vita.

Waste Africa di Matteo Lena - GLI OCCHI DELL'AFRICA per la Settimana UNESCO
Mockumentary di 33 minuti sui rifiuti tecnologici in Ghana. La storia del piccolo Samsung e della sua lotta per ridare alla sua Terra, ora ricoperta di rifiuti, prosperità e futuro. Waste Africa è una fiaba crudele che racconta di Samsung, un piccolo principe. Senza padre e abbandonato dalla madre, dovrà lottare per ridare alla sua Terra, ora ricoperta di rifiuti, prosperità e futuro.

God Save the Green di M. Mellara e A. Rossi - GLI OCCHI DELL'AFRICA per la Settimana UNESCO
Dal 2007 la maggior parte delle persone che popolano il nostro mondo, per la prima volta nella storia, vive nelle periferie delle città e non più nelle campagne. Una trasformazione antropologica si sta compiendo a livello globale: l'uomo, da pastore e agricoltore che era, si è trasformato in cittadino. Eppure nelle ferite delle metropoli, tra i grattacieli brillanti di cristallo, negli slum fatiscenti delle megalopoli, riemerge prepotente il bisogno degli uomini di immergere le mani nelle zolle di terra. Quell'essere agricoltori, quel bisogno costitutivo della nostra specie, in ogni cultura, di lavorare la terra, riaffiora scardinando ritmi e obblighi del vivere urbano. La narrazione sviluppa un mosaico di storie: l'ultimo giardino in uno dei più popolati quartieri di Casablaca in Marocco, le coltivazioni idroponiche gestite da un gruppo di donne a Teresina in Brasile, gli orti comunitari a Berlino, le coltivazioni all'interno di sacchi nella bidonville di Nairobi in Kenya e infine i giardini pensili a Torino e Bologna. Si compone così l'affresco di un mondo che, attraverso il verde urbano, ha ridefinito la propria esistenza, in una travolgente e globale risposta politica e culturale al declino e alle storture del modello consumistico.

An African Election di Jarreth Merz - GLI OCCHI DELL'AFRICA
Ghana 2008. Il paese vota per eleggere il nuovo presidente. I candidati dei due principali partiti si affrontano in una campagna elettorale molto accesa e sembrano disposti a tutto pur di vincere. Malgrado qualche intoppo, il processo democratico procede regolarmente fino al giorno del voto, quando un inaspettato testa a testa tra i candidati minaccia di far precipitare il paese nella violenza e nel caos.
"an African election" è un documentario politico che mostra quello che non si è mai visto o non si è mai osato mostrare: l'essenza del sistema legato alle elezioni in Africa, gli intrighi, la campagne, l'atmosfera da carnevale corretta con la paura dello sconosciuto e il pericolo che si nasconde "dietro le quinte".

Wolfe Children di Mamoru Hosoda - CINEMAZERO KIDS
Dal momento in cui i genitori si conoscono fino alla maturità, Yuki con la sua voce fuoricampo accompagna il racconto di come sua madre si sia innamorata di un uomo lupo (l'ultimo rimasto) e abbia così partorito lei e suo fratello Ame, bambini lupo capaci di trasformarsi (prima involontariamente, successivamente a comando) da lupi in umani e viceversa. Attraverso una vita prima in città e poi in campagna, prima isolata e poi necessariamente in mezzo agli altri bambini Yuki e Ame sviluppano personalità diverse e modi diversi di venire a patti con la propria doppia natura sotto lo sguardo della madre.
Quasi 7 anni dopo La ragazza che saltava nel tempo Mamoru Hosoda torna ad un lungometraggio che racconta la realtà inserendovi un elemento fantastico a fare da perturbatore ed enfatizzare i problemi e le idiosincrasie della vita umana.

Aspirante vedovo di Massimo Venier
Alberto Nardi è un cialtrone velleitario che ha sposato la ricchissima Susanna Almiraghi e ora vive nella sua ombra, cercando di convincerla a finanziare progetti in perdita e imprese fallimentari. Susanna considera il marito "uno gnu gnu" e non perde occasione per umiliarlo e ricordargli la sua condizione di inferiorità. Quando la moglie viene indicata come vittima di un incidente aereo, Alberto intravede la sua occasione di riscatto. Ma come sempre niente va come lui vorrebbe, e il destino, di cui lui stesso è fabbro, continua a ritorcerglisi contro.
Il soggetto di Aspirante vedovo è "liberamente tratto" dal film Il vedovo di Dino Risi, i cui sceneggiatori erano Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Sandro Continenza, Dino Verde e lo stesso Risi. Gli sceneggiatori di questo "omaggio" sono invece Ugo Chiti, Michele Pellegrini, Piero Guerrera e il regista Massimo Venier. E ad Alberto Sordi e Franca Valeri subentrano, nei ruoli di Alberto e della moglie (che nell'originale si chiamava Elvira), Fabio De Luigi e Luciana Littizzetto.

I puffi 2 di Raja Gosnell
Alla fine del primo film Gargamella rimaneva intrappolato nel mondo reale mentre i puffi tornavano al loro villaggio. Ora lo ritroviamo a Parigi, ha sfruttato la sua magia per diventare uno degli illusionisti più famosi del mondo mentre trama per conquistare il pianeta. Il piano prevede ovviamente la cattura dei puffi e l'estrazione della sostanza che li rende blu, la stessa che alimenta la sua magia. A questo scopo Gargamella ha creato artificialmente altri due puffi (che sono grigi proprio perchè gli manca la sostanza in questione) e li ha educati ad essere monelli. Saranno loro a rapire Puffetta, che in passato aveva compiuto il passaggio da creatura grigia di Gargamella a puffo blu, per farle rivelare il segreto delle trasformazione e attirare di nuovo nel mondo reale i puffi.
Scritto da un vero e proprio team di specialisti del cinema rivolto all'infanzia I puffi 2 replica in toto la struttura del primo film, senza variare nulla nella formula che aveva portato il trionfo al boxoffice e aggiungendo (come si conviene) un paio di personaggi nuovi che passeranno da antagonisti a puffi veri e propri, ovvero da devianti ("monelli" nel senso stretto) a individui integrati nella società dei puffi.

Via Castellana Bandera di Emma Dante
Samira ha tanti anni e un dolore grande: ha perso sua figlia, uccisa dal cancro e da una vita tribolata nella periferia di Palermo. Da sette anni la ritrova in un cimitero assolato e desolato, dove sfama cani e cuccioli prima di riprendere la strada di casa alla guida della sua Punto e a fianco di un genero ostile. Rosa ha una madre da lasciare andare e un passato da dimenticare a Palermo, dove accompagna Clara, la donna amata, al matrimonio di un comune amico. Inquieta e infastidita da una città da cui è fuggita anni prima, infila via Castellana Bandiera, un strada stretta e senza senso di marcia. In direzione ostinata e contraria arriva Samira e chiede il passo per raggiungere la sua casa a pochi metri dall'impasse. Contrariata e altrettanto risoluta, Rosa è decisa a mantenere la posizione. Irriducibili sotto il sole tenace di Palermo, Samira e Rosa si affronteranno in un duello che non contempla resa e retromarcia.
Di un uomo caduto morto in un duello non si penserà che "abbia dimostrato di essere in errore riguardo al proprio punto di vista", scrive Cormac McCarthy in "Meridiano di sangue". Allo stesso modo Emma Dante, regista teatrale che debutta al cinema, elude 'giustificazioni' o allineamenti, decidendo per il dicotomico senza stabilire una vittoria di una parte sull'altra o affermare quello che è giusto su quello che invece è avvertito come inopportuno.

L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi
Ernesto Fioretti, figlio di tappezziere romano, tifoso della Roma, bambino, poi ragazzo, poi uomo e infine anziano per nulla diverso da qualsiasi altro italiano della sua età, attraversa 30 anni di storia del paese tra fatti personali e sociali: dominio e fine dei socialisti, ascesa berlusconiana, sogni di gloria di amici che non disdegnano di sporcarsi le mani o rifiutano di lavorare, amore sincero per la compagna di una vita e inevitabili malattie. Per il suo film più audace, dotato di maggiori aspirazioni e nettamente più riuscito, Giovanni Veronesi è partito dal più casuale, umano e popolare degli spunti: la vera vita di Ernesto Fioretti (che appare brevemente nel ruolo del sacrestano), autista suo e di molti altri registi e attori del cinema italiano. Fioretti non ha avuto un'esistenza particolarmente eccezionale (questo è parte della forza della trama), come tutti ha attraversato le diverse fasi della storia italiana, come pochi (o almeno così vuole raccontare il film) ha vissuto gli alti e bassi della propria vita in coincidenza con gli alti e bassi del paese.

Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto
Opera prima di Matteo Oleotto, Zoran, il mio nipote scemo
ha conquistato Venezia e si svolge in un piccolo paese della provincia friulana che, come quella di Andrea Molaioli contempla 'lo scemo del villaggio' ma declina la storia in commedia. 'Alterato' da uno sguardo etilico, Zoran, il mio nipote scemo descrive un territorio e un soggetto che il regista goriziano conosce bene, dedicandosi alle vigne e al vino nel tempo libero. E il vino è senza dubbio la materia di cui è fatto il film di Oleotto e il sogno del suo protagonista. Praticando leggerezza e sorriso, Zoran, il mio nipote scemo gravita intorno a due nodi narrativi, il caso e l'occasione. Il caso, la morte improvvisa di una zia dimenticata e forse mai conosciuta, offre al Bressan di Giuseppe Battiston l'occasione di dare una svolta alla propria vita, trasformandola, nell'epilogo, in esperienza di vita.


INFO/FONTE: Cinemazero Ufficio Stampa

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