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Cultura > Film > 12 Novembre 2013

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Cinemazero: la programmazione nelle sale dal 14 al 20 novembre

"L'ultima ruota del carro" di Giovanni Veronesi (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione settimanale nelle sale di Cinemazero di Pordenone e al Teatro Zancanaro di Sacile fino al 20 novembre 2013.

GIOVEDÌ 14 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 20.00 - 22.00
SalaPasolini, L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronisi, 17.15 - 19.30 - 21.45
SalaTotò, LA GABBIA DORATA di Diego Quemada-Diez, ore 17.00
SalaTotò, GIOVANE E BELLA di Francois Ozon, ore 19.00 - 21.00

VENERDÌ 15 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 18.00 - 20.00 - 22.00
SalaPasolini, L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 17.15 - 19.30 - 21.45
SalaTotò, LA GABBIA DORATA di Diego Quamada-Diez, ore 17.00
SalaTotò, GIOVANE E BELLA di Francois Ozon, ore 19.00 - 21.00
ZANCANARO-SACILE, UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE di Rocco Papaleo, ore 19.30 - 21.30

SABATO 16 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, PLANES di Klay Hall, ore 15.00 - Cinemazero KIDS
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 18.00 INCONTRO CON GLI AUTORI
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 20.00 - 22.00
SalaPasolini, L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 14.45-17.15-19.30-21.45
SalaTotò, LA GABBIA DORATA Diego Quemada-Diez, ore 15.15 - 19.00
SalaTotò, ore GIOVANE E BELLA di Francois Ozon, ore 17.00 - 21.00
ZANCANARO-SACILE, UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE di Rocco Papaleo, ore 19.30 - 21.30

DOMENICA 17 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, PLANES di Klay Hall, ore 15.00 - Cinemazero KIDS
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 16.45 - 18.45 - 20.45
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 14.45-17.15-19.30-21.45
SalaTotò, GIOVANE E BELLA di Francois Ozon, ore 15.15 - 17.00
SalaTotò, LA GABBIA DORATA di Diego Quemada-Diez, ore 19.00 - 21.00

LUNEDÌ 18 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, VADO A SCUOLA di Pascal Pisson, ore 20.30 - Giornata Mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza promossa dall'UNICEF
SalaPasolini, L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 17.15 - 19.30 - 21.45
SalaTotò, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 16.45 - 18.45 - 20.45

MARTEDÌ 19 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 18.00 - 20.00 - 22.00
SalaPasolini, L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, ore 17.15 - 19.30 - 21.45
SalaTotò, GIOVANE E BELLA di Francois Ozon, ore 17.00 - 19.00
SalaTotò, IL GATTOPARDO di Luchino Visconti, ore 21.00

MERCOLEDÌ 20 NOVEMBRE 2013
SalaGrande, ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto, ore 18.00 - 20.00 - 22.00
SalaPasolini, L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Oleotto, ore 17.15 - 19.30 - 21.45
SalaTotò, GIOVANE E BELLA di Francois Ozon, ore 17.00 - 19.00
SalaTotò, IL GATTOPARDO di Luchino Visconti, ore 21.00.


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"L'ultima ruota del carro" di Giovanni Veronesi
Ernesto Fioretti, figlio di tappezziere romano, tifoso della Roma, bambino, poi ragazzo, poi uomo e infine anziano per nulla diverso da qualsiasi altro italiano della sua età, attraversa 30 anni di storia del paese tra fatti personali e sociali: dominio e fine dei socialisti, ascesa berlusconiana, sogni di gloria di amici che non disdegnano di sporcarsi le mani o rifiutano di lavorare, amore sincero per la compagna di una vita e inevitabili malattie. Per il suo film più audace, dotato di maggiori aspirazioni e nettamente più riuscito, Giovanni Veronesi è partito dal più casuale, umano e popolare degli spunti: la vera vita di Ernesto Fioretti (che appare brevemente nel ruolo del sacrestano), autista suo e di molti altri registi e attori del cinema italiano. Fioretti non ha avuto un'esistenza particolarmente eccezionale (questo è parte della forza della trama), come tutti ha attraversato le diverse fasi della storia italiana, come pochi (o almeno così vuole raccontare il film) ha vissuto gli alti e bassi della propria vita in coincidenza con gli alti e bassi del paese.

"La gabbia dorata" di Diego Quemada-Diez
Dentro a una rigorosa organizzazione degli spazi, restituita da una direzione artistica secca e severa, si muovono tre attori adolescenti coi quali lo spettatore instaura subito una forte empatia: anche le evoluzioni dei loro rapporti, dall'iniziale avversità che il risoluto Juan prova verso Chauk fino al totale ribaltamento, stanno a sottolineare l'importanza della condivisione, della solidarietà, il falso mito dell'individualismo. Esordio riuscito e maturo, è il lavoro di un regista che sa benissimo come muoversi all'interno di un idea di cinema molto precisa. Non per niente, Diego Quemada-Díez ha maturato un'esperienza ventennale accanto a nomi come Ken Loach, Oliver Stone, Alejandro González Iñárritu e Fernando Meirelles.

"Planes" di Klay Hall - Cinemazero KIDS
Dusty è un piccolo aereo agricolo, costruito per irrorare i campi del Midwest americano, con un sogno più grande di lui: partecipare alle gare ad alta quota come aereo da competizione. Peccato che soffra di vertigini. Solo un veterano dell'aviazione militare come Skipper potrebbe aiutarlo ad affrontare una sfida tanto impervia. Così, quando Skipper, superate le prime resistenze, accetta di fargli da preparatore atletico, Dusty trova il coraggio di spiegare la ali e Ripslinger, il campione in carica, comincia a tremare.
Il film ripete e ribadisce il concetto per cui superare i propri limiti (soprattutto quelli che le etichette degli altri ci hanno cucito addosso) può riservare grandi sorprese, e il piccolo aeromobile va dritto per la sua strada, lungo la pista del "niente è impossibile, basta crederci". Leggerezza, simpatia e insolita modestia sono certamente gli ingredienti vincenti di questo ultimo lavoro della Disney.

"Il gattopardo" di Luchino Visconti
Il ciclo dei grandi capolavori del cinema riporta sul grande schermo questo film di Luchino Visconti del 1963. Dall'alto della propria villa, la famiglia nobiliare dei Corbera accoglie con preoccupazione la notizia dello sbarco delle truppe garibaldine in Sicilia per rovesciare il regno borbonico e avviare il processo di unificazione dell'Italia. Il capofamiglia Fabrizio, principe di Salina, sfruttando la propria intelligenza politica e l'attivismo dell'ambizioso nipote Tancredi Falconeri fra le file delle camicie rosse, comprende che i tempi stanno cambiando e che il potere politico e istituzionale è ormai in mano ad una nuova classe di ricchi borghesi. Per adattarsi al tramonto dell'aristocrazia e difendere il prestigio della propria casata, il principe decide così di attendere la presa di Palermo da parte dei garibaldini, appoggiare apertamente l'annessione all'Italia ed accettare le nozze fra l'adorato Tancredi e la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, perché "affinché niente cambi, bisogna che tutto cambi".

"Vado a scuola" di Pascal Pisson - Giornata Mondiale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza
Dalla savana del Kenia ai sentieri che solcano la catena dell'Atlante in Marocco; dall'altopiano della Patagonia al calore dell'India meridionale seguiamo Jackson, Zahira, Carlito e Samuel , quattro bambini con il desiderio di imparare. Per soddisfare questo desiderio (e come milioni di loro coetanei nel mondo) affrontano, nella maggioranza dei casi quotidianamente, percorsi lunghissimi e spesso pericolosi. Ognuno di loro ha un sogno di emancipazione che nessun ostacolo può frenare Jackson 10 anni, percorre, mattina e sera con la sorellina, quindici chilometri in mezzo alla savana e agli animali selvaggi; Zahira 11 anni, che percorre una giornata di faticoso cammino per raggiungere la scuola in cui resterà per la settimana, con le sue due amiche. Samuel, 11 anni, ogni giorno viaggia in India per otto chilometri, anche se non ha l'uso delle gambe, spinto nella sua carrozzina dai due fratelli minori e Carlito, 11 anni, attraversa le pianure della Patagonia per oltre venticinque chilometri, portando con se la sua sorellina.

"Giovane e bella" di F rancois Ozon
Isabelle è un'attraente studentessa diciassettenne che vive con il fratello minore, la madre e il patrigno. Dopo un'estate al mare durante la quale ha avuto il suo primo (e insoddisfacente) rapporto sessuale torna in città e inizia a prostituirsi fissando appuntamenti
via internet. Guadagna molto ma non spende. Un giorno però, durante un rapporto con uno dei clienti più assidui, succede un fatto che muta profondamente il corso della sua vita. Ozon, con acuta e intelligente capacità di indagine, cerca di raccontare il mistero perenne dell’adolescenza pur senza giudicarlo. E non perché si rifiuti di esplicitare una propria morale dinanzi alle azioni della sua protagonista ma, più semplicemente, perchè anche lui come molti di noi in fondo, non può fare altro che assistere impotente allo svolgersi di un periodo - quello dell'adolescenza appunto - che rappresenta da sempre un enigma e oggi è sottoposto a pressioni che si manifestano in misura esponenziale rispetto al passato. Emozionante senza mai essere sentimentale e asciutto nella sua ricchezza, Jeune et jolie è la prova della crescita di un cineasta da sempre interessante, ma oggi più completo e sensibile.

"Zoran, il mio nipote scemo" di Matteo Oleotto
Opera prima di Matteo Oleotto, Zoran, il mio nipote scemo
ha conquistato Venezia e si svolge in un piccolo paese della provincia friulana che, come quella di Andrea Molaioli contempla 'lo scemo del villaggio' ma declina la storia in commedia. 'Alterato' da uno sguardo etilico, Zoran, il mio nipote scemo descrive un territorio e un soggetto che il regista goriziano conosce bene, dedicandosi alle vigne e al vino nel tempo libero. E il vino è senza dubbio la materia di cui è fatto il film di Oleotto e il sogno del suo protagonista. Praticando leggerezza e sorriso, Zoran, il mio nipote scemo gravita intorno a due nodi narrativi, il caso e l'occasione. Il caso, la morte improvvisa di una zia dimenticata e forse mai conosciuta, offre al Bressan di Giuseppe Battiston l'occasione di dare una svolta alla propria vita, trasformandola, nell'epilogo, in esperienza di vita.

"Una piccola impresa meridionale" di Rocco Papaleo
Don Costantino è stato un prete e ora non lo è più. Si è innamorato, si è spretato e poi è stato mollato. Con le pive nel sacco se ne torna al paese natale, giù a Sud. Reo confesso, trova nella madre un faro! Non una persona saggia che lo guida nella buia notte in cui si è cacciato, ma un faro vero e proprio, esilio coatto per evitare un altro scandalo famigliare dopo quello procurato dalla sorella, scappata con un amante. Il prete nel faro cerca di raccogliere i pezzi, quelli metaforici della sua anima e quelli reali che cadono dal soffitto della proprietà di famiglia da tempo abbandonata. Pensandosi solo in quei domiciliari, scopre di attrarre altri "volontari", come il cognato cornuto con velleità di pianista raffinato, la sorella slovacca della giovane domestica della madre (una ex prostituta), la ditta di ristrutturazione chiamata a saldare il tetto (una ex compagnia di circensi), come la sorella rediviva. Un'accolita improbabile di "ex", personaggi in cerca di nuova collocazione ai quali si aggiungeranno pian piano altri come fossero gli elementi di un banda musicale in formazione, un po' scombiccherata, ma animata da passione ed entusiasmo.


INFO/FONTE:
Cinemazero Ufficio Stampa
www.cinemazero.org

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