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Cultura > Arte > 06 Ottobre 2007

Alla Galleria Cartesius la mostra “Luigi Spacal. Xilografie dal 1937 al 1978”

Luigi Spacal - "L'alba nel cortile" (1952)

Trieste (TS) - Sabato 6 ottobre, alle ore 18, alla Galleria Cartesius di Trieste, si inaugura la mostra intitolata “Luigi Spacal. Xilografie dal 1937 al 1978”, che propone fino al 14 ottobre una preziosa e in gran parte inedita e rara sequenza di xilografie del pittore Luigi Spacal (1907–2007). Con tale iniziativa la Galleria Cartesius festeggia la 37ª stagione espositiva e il centenario della nascita dell’artista.
“La rassegna - scrive il critico Marianna Accerboni - appare particolarmente armonica, unitaria ed elegante. Attraverso quasi una sessantina di opere in bianco e nero è rievocata, assieme alla sottile vena poetica che percorre l’opera del maestro, tutta l’evoluzione stilistica di Spacal, che eccelse particolarmente, fra le molteplici discipline esperite, proprio nell’incisione, con particolare riferimento alla xilografia. In tale settore egli raggiunse, in virtù dell’abilità tecnica, della sensibilità del segno e della progressiva inclinazione alla sintesi, momenti di grande, icastica finezza, che lo resero noto a livello internazionale e gli valsero fino al 2000, anno della scomparsa, innumerevoli premi e la partecipazione ad appuntamenti di prestigio, quali per esempio le Biennali veneziane e la Quadriennale romana: un linguaggio, quello della xilografia, per altro particolarmente affine al maestro, perché atto a riproporre sulla carta la matericità insita nel suo comporre”.
“La mostra – prosegue Accerboni - è accompagnata anche da un catalogo con foto storiche che ricordano il particolare legame del maestro con la galleria: nel ’71 è infatti proprio una sua rassegna a inaugurare la prima sede di via Giulia, nel 1985 è alla Cartesius di via Marconi che Spacal festeggia con una personale i cinquant’anni di attività nell’ambito delle undici personali ordinate dal maestro in tale spazio; e nel ’91 è ancora una sua esposizione ad aprire il ventennale di attività della galleria. La rassegna documenta anche dei passaggi fondamentali nell’ambito dell’evoluzione del linguaggio di Spacal, che ebbe un’infanzia durissima, segnata, orfano di padre, dalla povertà, e una giovinezza altrettanto aspra, connotata dal confino e dal duro lavoro: giovanissimo operaio nei cantieri navali di Trieste, conseguì nel ’34 la maturità artistica a Venezia e frequentò la Scuola Superiore d’Arte Decorativa di Monza, che gli consentì di seguire i corsi all’Accademia di Brera”.
“Ed è proprio a Milano - conclude il critico - che avviene il fruttuoso contatto con l’avanguardia dell’astrattismo e di Corrente, il quale gli apre la mente verso nuove soglie espressive: dai meravigliosi lavori legati al realismo magico e dai misteriosi racconti con venaturLuigi Spacal - "Baracche in spiaggia" (1952)e esoteriche della fine degli anni trenta, Spacal passa dapprima a un linguaggio più razionale e narrativo e quindi a una personalissima sintesi di matrice anche autobiografica, con cui vince nel ’58 il Gran Premio per la grafica alla Biennale di Venezia, che ne sancisce il successo internazionale e ne consacra la Bellezza. Come la mostra alla Cartesius puntualmente testimonia”.

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