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Cultura > Arte > 05 Ottobre 2007

Leo Castelli nell'appassionante libro di Alan Jones

“Leo Castelli – L’italiano che inventò l’arte in America” edito da Castelvecchi

Trieste (TS) - Da Trieste a New York passando per Vienna, Bucarest, Parigi... è una grande avventura la vita di Leo Castelli e così come un romanzo la racconta Alan Jones, scrittore americano, nel suo libro “Leo Castelli – L’italiano che inventò l’arte in America” edito da Castelvecchi.
L’introduzione al volume è di Gillo Dorfles, amico di Castelli sin dalla giovinezza in una Trieste operosa, intellettuale e mitteleuropea.
Alan Jones ricostruisce con passione non solo il percorso di appassionato d’arte e di gallerista di Castelli, ma porge attenzione anche all’uomo, alle sue inclinazioni, alle sue passioni.

Il diffuso modo di dire triestino ”no xe pol” (non si può), evidentemente non rientrava nel vocabolario di Leo, che pure di lingue ne parlava diverse: lui dalle assicurazioni, settore cui sembrava destinato, è arrivato alla Pop Art, diventando non solo una delle figure più importanti dell’arte contemporanea, ma contribuendo a scrivere la storiaLeo Castelli in un'opera di Andy Warhol dell’arte del xx secolo.
In 400 pagine che volano via velocemente, Alan Jones ci restituisce il ritratto appassionato del triestino che inventò l'arte in America.

Il libro:
Leo Castelli
L’italiano che inventò l’arte in America
di Alan Jones - introduzione di Gillo Dorfles
Castelvecchi Editore - Pp. 440 - euro 26.00

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