Home News & Cultura
Cerca in
Cerca in

Notizie > Incontri > 07 Ottobre 2013

"Affascinati dal cervello": all'Irse si parla di genetica del gusto

genetica del gusto

Pordenone (PN) - Il segreto per un cervello giovane anche nella terza età? La dieta giusta, senza dubbio. Proprio alla “Genetica del gusto” è dedicato il secondo incontro del ciclo “Affascinati dal cervello”, come sempre promosso dall’Irse Pordenone al Centro culturale Casa Zanussi, dedicato quest'anno al tema Neuroscienze per nuove consapevolezze. Mercoledì 9 ottobre, alle 15.30 nell’Auditorium di Casa Zanussi (via Concordia 7 – Pordenone), appuntamento con uno dei maggiori esperti internazionali del rapporto fra dieta ed efficienza cognitiva: sarà il docente Paolo Gasparini ad accompagnarci attraverso la “Genetica del gusto: oltre le mode e il marketing, di cosa stiamo parlando?”. Ingresso libero, gradita l’iscrizione, facendo pervenire i propri dati alla Segreteria Irse (irse@centroculturapordenone.it, tel. 0434 365326).

Come aiutare, dunque, il cervello a restare sempre giovane? Ricerche recenti evidenziano la stretta correlazione fra marcatori biologici, riconducibili alla dieta, ed efficienza cognitiva. “Fino ad oggi – spiega Paolo Gasparini, anticipando i contenuti del suo intervento - sono stati scoperti alcuni geni collegati con il gusto e le preferenze alimentari. Da essi dipende il piacere che proviamo a sorseggiare un tè, a mangiare una mela, a bere vino, ad assaggiare una salsa e a molto altro. Al momento, tra i geni dall’effetto più rilevante, ci sono quelli da cui dipende la sensibilità all’amaro. Molti non provano sensazioni fortemente sgradevoli quando incontrano questo sapore. I ricercatori chiamano queste persone non taster. In Italia, 3-4 persone su dieci appartengono a questa categoria. I non Taster in genere apprezzano l’amaro ma anche i cibi piccanti e in generale sono molto aperti verso la scoperta di nuovi sapori. Insomma di sicuro si godono di più uno dei piaceri della vita, ma c’è un rovescio della medaglia: spesso la curiosità alimentare li porta ad essere in sovrappeso. Al contrario, sempre in Italia, una persona su dieci è un cosiddetto supertaster e ha una sensibilità estrema all’amaro. Sembra incredibile, ma persino la cioccolata può risultare immangiabile per queste persone. Identificare i geni del gusto e capire come funzionano non è solo una curiosità. Può servire infatti a capire perché alcune persone non riescono ad evitare cibi poco sani, e ad aiutarle a trovare diete che possano soddisfare i loro gusti senza danneggiare la salute. Inoltre l’impatto di questi studi può essere molto rilevante per l’industria alimentare che conoscendo le differenze genetiche potrà adattare i cibi alle caratteristiche delle singole popolazioni. In futuro ad esempio potrebbero trovarsi in commercio salse poco caloriche ma con i sapori giusti per essere apprezzate dai nontaster. Oppure pietanze dai sapori particolarmente delicati, adatte ai supertaster di tutto il mondo. Durante l’incontro verranno presentati e discussi i dati più recenti sulla genetica del gusto e delle preferenze alimentari, nonché le possibili implicazioni in termini di salute e i possibili sviluppi pratici come quello della realizzazione di diete personalizzate sulla base dell’informazione genetica”.

Paolo Gasparini, docente di Genetica Medica all'Università di Trieste, nel 2001 è diventato professore di Genetica Medica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli e ricercatore del Telethon Institute of Genetics and Medicine. Dal 2005 insegna a Trieste, dov'è Primario dell’omonimo servizio dell’IRCCS Burlo Garofolo. L’attività di ricerca svolta in Paolo Gaspariniquesti anni si è concentrata sull’identificazione dei geni per malattie ereditarie, malattie metaboliche mitocondriali. Da vari anni si interessa anche di genetica del gusto, settore nel quale ha sviluppato varie linee di ricerca e collaborazioni con aziende come Illy caffè e associazioni come Slow Food. È co-fondatore di G&Life e ricopre il ruolo di Advisor Scientifico.

Leggi le Ultime Notizie >>>