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Notizie > AttualitĂ  > 10 Settembre 2013

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Al Magazzino delle Idee si inaugura la mostra "Acqua. Identità di un territorio"

Pescecane

Trieste (TS) - La Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, assieme all’assessore provinciale all’Ambiente, Vittorio Zollia, ha presentato la mostra "Acqua. Identità di un territorio" la cui inaugurazione è prevista giovedì 12 settembre. “L’acqua, elemento semplice e complesso che plasma e definisce le caratteristiche e l’identità di un’area – ha detto Maria Teresa Bassa Poropat - è il filo conduttore di questo articolato percorso espositivo che abbraccia l’intera provincia: una sequenza di luoghi, reperti, fotografie, modellini, strumenti, carte e documenti. Si tratta di una sorta di viaggio che conduce a scoprire tracce degli antichi centri affacciati sul mare, fontane, opere d’ingegneria, traffici, navi e imbarcazioni, palombari, ricerche scientifiche, esplorazioni, grotte e la vita del golfo”. Anche l’allestimento trae spunto dal concetto del viaggio. Il visitatore è come se camminasse sulla banchina di un porto attorniato dai tanti oggetti che costituiscono l’universo acqua e che appena scaricati vengono presentati su pallet e casse da trasporto.

L’Assessore Vittorio Zollia ha evidenziato che “la risorsa acqua costituisce l’elemento pubblico per eccellenza e proprio per questa ragione i soggetti pubblici hanno l’obbligo di prestarvi la massima attenzione”. “Anche in questa occasione – ha aggiunto - la Provincia ha svolto il proprio fondamentale ruolo di coordinamento riunendo ad un tavolo una molteplicità di soggetti che hanno saputo evidenziare ciascuno per la propria parte elementi salienti di collegamento tra territorio e acqua dolce e salata”.

La mostra che apre al pubblico, venerdì 13 settembre, si arricchisce di iniziative collaterali, proiezioni, incontri dibattiti e visite guidate organizzate sia all’interno del Magazzino che sul territorio. Tra queste ci sono le visite all’Acquedotto del Randaccio, impianto che rifornisce di acqua potabile la città di Trieste e la provincia. Particolarmente ricchi di eventi sono poi i week end legati alla "Notte dei Ricercatori" e "Next" (27-28-29 settembre) e alla Barcolana ( 11-12-13 ottobre) con appuntamenti riservati agli studenti, laboratori per i più piccoli, conferenze e dibattiti sempre legati al tema acqua (vedi tabella eventi). In queste giornate la mostra resterà aperta tutto il giorno dalle 10 alle 20.

La città moderna: emporio, commerci, scienza e tecnologia.

La sezione cittadina presenta uno dei personaggi più rappresentativi della Trieste imperiale, Pasquale Revoltella (1795-1869), citato per il sostegno all’apertura del Canale di Suez, determinante a suo parere per lo sviluppo economico cittadino legato ai traffici marittimi. L’apertura del Canale ebbe conseguenze anche a livello ecologico, determinando il passaggio di organismi marini dal Mar Rosso al Mediterraneo (specie lessepsiane).

La mostra poi prosegue alla scoperta delle opere idriche minori (sorgenti, pozzi e fontanili) che hanno permesso a Trieste di rifornirsi d’acqua dall’epoca romana fino alla costruzione degli acquedotti, ma anche di integrare le scorte d’acqua nei periodi in cui la rete idrica non riusciva a stare al passo con l’importante espansione demografica della città. Altri approfondimenti riguardano l’acquedotto teresiano e le tre fontane che fungevano da sbocchi artistici dell’acquedotto (la fontana dei Continenti, quella del Nettuno e quella del Giovanin di Ponterosso), la pescheria cittadina e la sua storia. Trieste come “Città della Scienza” nasce già a fine Settecento, e ribadisce ancora una volta l’importante legame della città con il mare: lo sviluppo marittimo con la nascita del Porto determinarono, infatti, indirettamente anche la creazione delle prime istituzioni scientifiche, come la prima Scuola Nautica, istituita da Maria Teresa d’Austria nel 1753, ma anche il nucleo embrionale del Museo del Mare e del Civico Museo di Storia Naturale, ma anche gioielli della tecnologia come la centrale idrodinamica. Tra i reperti in mostra, la riproduzione delle tre fontane artistiche, cimeli del lavoro delle lavandaie e un frammento ligneo delle condutture dell’Acquedotto Teresiano.

Lasciata Trieste, il percorso si sposta verso gli altri Comuni della Provincia e, partendo da Muggia, attraversa il territorio da Est a Ovest, toccando il litorale e il Carso interno attraverso un susseguirsi di “punti d’acqua”: dai resti abitativi sommersi di epoca romana di Punta Grossa, Punta Sottile e San Bartolomeo, fino alle risorgive del Timavo.

Muggia, la Val Rosandra e il suo torrente. Il percorso tocca il litorale muggesano con i resti archeologici sommersi degli antichi moli e della peschiera; la Valle Rosandra, riserva naturale regionale, dove agli aspetti naturalistici si uniscono importanti opere dell’uomo, come i resti dell’acquedotto romano e le tracce dei mulini che seguivano il corso del Torrente Rosandra. Proprio il Rosandra, assieme al Timavo, fiume carsico e misterioso per antonomasia, sono gli unici due corsi d’acqua superficiali del territorio, situati quasi agli estremi della provincia e racchiudono nel loro corso, la preziosa biodiversità legata agli ambienti umidi di acqua dolce.

In mostra: molti reperti dell’ultimo mulino in funzione in Val Rosandra e un mulino didattico, strumentazioni per misurare la dissoluzione del calcare

L’altopiano carsico. Più in alto, sull’altopiano, altri e diversi manufatti: i pozzi dei borghi carsici, gli stagni per l’abbeverata degli animali e le jazere per conservare più a lungo possibile il preziosissimo ghiaccio, ma anche le grandi opere legate alla costruzione della Ferrovia Meridionale che collegava Trieste e Vienna, come l’acquedotto di Aurisina, inaugurato nel 1857 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Elemento importante in questo quadro sono anche le cavità carsiche e le attività di esplorazione e ricerca ad esse collegate, come la Grotta Gigante, scoperta nell’Ottocento e aperta al pubblico nel 1908, di cui è presente, nel percorso espositivo, una stalagmite sezionata lungo il piano longitudinale, alta 140 centimetri, formatasi 55.000 anni fa e crollata sul 15.000 anni fa sul fondo della Grotta. Un altro approfondimento sarà dedicato alle “grotte soffianti” del Timavo e alle attività di ricerca ed esplorazione del sottosuolo per mezzo di attrezzature storiche e moderne di speleologi e speleosub. Non mancherà nemmeno un incontro con il proteo, affascinate anfibio adattatosi perfettamente alla vita nell’oscurità

Dal ciglione al mare. L’itinerario prosegue seguendo il ripido costone segnato dai pastini, terrazzamenti a viti, ulivi e alberi da frutto che degradano quasi fino al mare lambendo il Castello di Miramare e la riserva marina più vecchia d’Italia, quella di Miramare, centro della rete italiana per la tutela delle tartarughe marine.

La costa, punteggiata da bidoni galleggianti ci segnala un’altra attività economica legata al mare e a basso impatto ambientale: la mitilicoltura. Praticata da almeno due secoli nel Golfo di Trieste, viene oggi studiata per le sue potenzialità e per determinarne eventuali limiti o minacce per la salute umana e per l’ambiente.

Sempre sul fronte scientifico, sono molti i rami di ricerca, curati dall’ OGS-Istituto Nazionale di Geofisica e di Oceanografia Sperimentale che indagano le caratteristiche del nostro mare: dalle acque dolci di risorgenza dal fondo del mare, al fenomeno del plume.

Il percorso continua, e più oltre, lungo la costa, si incontrano i piccoli borghi arroccati sul ciglione con altri mestieri legati al mare, come quello del palombaro, professione agli esordi e molto pericolosa per le scarse conoscenze mediche dell’epoca. Furono palombari molti abitanti di Contovello, che prestarono la loro opera fino in mari lontani, tanto era apprezzata la loro professionalità.

Contovello, Santa Croce e Prosecco erano anche paesi di pescatori, organizzati nei sottostanti porticcioli con čupe, topi e bragozzi, imbarcazioni di cui la mostra ospita due riproduzioni in scala.

In mostra: strumentazione di ricerca meteo-marina, attrezzatura storica dei palombari , fotografie e documenti, modellino di topo e bragozzo.

Lo squalo. Tra i simboli della mostra, il grande squalo bianco, una femmina di 5 metri e quaranta centimetri, memore nel suo muoversi nell’acqua, non può che sorprendere il visitatore: è il più grande esemplare imbalsamato conservato in Europa e nell’intero emisfero Nord, nonchè il secondo al mondo solo dopo quello conservato in Brasile al Victor Sadowsky Museum di Cananéia, Proprietà del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste e riallestito con il sostegno della Provincia in occasione della mostra, è stato pescato nel Quarnero (Croazia) nel 1906.

Il Timavo Dal Villaggio del Pescatore il paesaggio cambia, la costa si abbassa, diventa sabbiosa e accoglie il corso del fiume Timavo, appena riemerso dal suo lungo viaggio sotterraneo iniziato in Slovenia. Incerto e ancora in fase di studio, il suo corso appassiona da decenni speleologi e geologi, e ospita rare specie ipogee che si sono adattate al buio perenne.

L’acquedotto cittadino A San Giovani di Duino ha sede l’acquedotto dedicato al maggiore Giovanni Randaccio, medaglia d’oro al valor militare, caduto sul monte Hermada durante la I Guerra Mondiale; l’impianto rifornisce l'intera città di Trieste e provincia, convogliando principalmente l’acqua dalle falde isontine. La sezione, ricca di materiale messo a disposizione da AcegasAps – gruppo Hera, offre al visitatore la possibilità di scoprire gli aspetti tecnici legati all'acquedotto situato nella pregevole area naturalistica legata alle risorgive del Timavo.

Scienza, analisi, ricerca, innovazione Lungo l’intero itinerario numerosi sono gli approfondimenti di carattere scientifico con particolare riguardo alle acque sotterranee, allo stato del Golfo (temperature, filtraggi), al tema delle perdite idriche, alla strumentazione per i campionamenti.

In mostra: fotografie, documenti, strumenti e la possibilità di assistere ad analisi di laboratorio.

Postazioni multimediali e video Disponibili in mostra una serie di video e documentari che saranno trasmessi a ciclo continuo. Si tratta di Visitando la Grotta Gigante, visita virtuale con tecnologia scanner 3D ad altra risoluzione della Grotta record del Carso messo a disposizione dal Museo Speleologico della Grotta Gigante. Il video è stato realizzato nel 2011 dall’OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, grazie al contributo della Provincia di Trieste e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Sono dedicati ai percorsi naturalistici nelle foreste d’acqua del nostro territorio i video Multivisione nella Trieste Slow e sul sentiero Foresta d’acqua a cura del Progetto Slow Tourism Università degli Studi di Trieste –Dipartimento Scienze Politiche e Sociali. In programmazione poi anche Alieni tra noi una proiezione di un video sull’invasione del gambero rosso della Louisiana nel Friuli Venezia Giulia a cura di Università degli Studi di Trieste, Progetto Rarity – Dipartimento Scienze della Vita.


"Acqua. Identità di un territorio" è promossa e organizzata da Provincia di Trieste con il coordinamento di WWF Area Marina Protetta di Miramare.

Partner di progetto: AcegasAps - Gruppo Hera, Comune di Trieste – Servizio Musei Scientifici, Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste, OGS - Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. Si ringrazia per la collaborazione il Giardino botanico Carsiana- cooperativa Rogos, il Museo Speleologico della Grotta Gigante, il Servizio geologico della Direzione centrale ambiente energia e politiche per la montagna – Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.


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Acqua: identità di un territorio

ESPOSIZIONE § INCONTRI § VISITE § FILMATI § INTERATTIVITA’


Magazzino delle Idee, Corso Cavour, Trieste

13 settembre – 13 ottobre 2013

Orari di apertura: da martedì a giovedì dalle 10 alle 13.

Venerdì, sabato e domenica 10-13 e 16-20

Lunedì chiuso.

Orari di apertura della mostra in occasione di Notte dei Ricercatori e Next

Venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 settembre – orario continuato 10-20

L’ingresso alla mostra e la partecipazione alle conferenze e alle visite guLanternaidate è gratuita.


Omaggio a Margherita Hack. In mostra si raccolgono offerte libere raccolte destinate al restauro della cupola Urania Carsica della Stazione Osservativa di Basovizza in omaggio alla professoressa Margherita Hack cui la Provincia ha consegnato il proprio Sigillo nel settembre 2012.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Provincia di Trieste

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