Home News & Cultura
Cerca in
Cerca in

Cultura > Teatro > 27 Settembre 2007

Mariangela Melato apre la stagione di prosa 2007/2008 al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”

Mariangela Melato

Udine (UD) - Sarà la grande Mariangela Melato, con l’irresistibile one woman show intitolato “Sola me ne vo”, ad aprire martedì 9 ottobre la Stagione 2007/2008 del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”. Una magnifica prova d’attrice, destinata a lasciare il segno, dove monologhi, canti e balli tracciano la sorridente biografia artistica di una città, Milano, dei suoi giganti, come Fo, Gaber, Jannacci, e, soprattutto, di una donna. Una donna libera e forte, ricca di talento e di autoironia...
La doppia traiettoria del Cartellone di Prosa, firmato per la prima volta da Michele Mirabella, e del Cartellone di Musica e Danza, sempre firmato da Carlo de Incontrera, si chiuderà domenica 11 maggio 2008 con un appassionante live-act di John McLaughlin e si concentrerà, come da radicata consuetudine, sui grandi protagonisti del panorama nazionale e mondiale. Grandi protagonisti che restituiscono tutta l’ampiezza del disegno strutturato dalla Direzione artistica: un attento assetto di equilibri che, attraverso una cinquantina di appuntamenti, fa convivere le migliori espressioni classiche e contemporanee.
Oltre alla conferma di numerose collaborazioni e allo sviluppo di numerosi percorsi paralleli, dalla seconda edizione delle Scuole di musica d’Europa alla quinta della rassegna A Teatro da Giovanni, la Stagione 2007/2008 includerà anche il nuovissimo Laboratorio Modigliani, in coproduzione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, e il progetto Oriente & Occidente, in stretta sinergia con l’Università degli Studi di Udine.

STAGIONE DI PROSA
Aperta ufficialmente, come già detto, da Mariangela Melato, la Stagione di Prosa condensa nello stesso, largo, perimetro diverse temperature stilistiche ed espressive: dai capolavori della nuova drammaturgia europea, come l’intenso “Lorca eran todos” portato in scena da Pepe Rubianes, alle riduzioni di gioielli letterari, come “7 piani” di Buzzati, fino agli spettacoli musicali più amati e applauditi, come il trionfale “Peter Pan”, che ruota attorno alla celebre favola rock di Edoardo Bennato, e l’attesissimo “Parlami di me”, scritto da Costanzo e Vaime per Christian De Sica.
Se la sponda dell’umorismo acuminato porta il segno di uno straordinario enfant terrible come Paolo Poli, con le sue “Brillanti giornaliste”, e di un gigante come Dürrenmatt, con il suo feroce Romolo, la sponda del sorriso batte allegramente bandiera francese con “Le nozze di Figaro”, nell’ottimo adattamento di Tullio Solenghi, mentre le risate portano l’inconfondibile marchio made in Italy di Lillo & Greg, qui alle prese con “La baita degli spettri”.
Decisamente ricco, poi, lo spazio riservato ai grandi autori, ai grandi titoli e, giocoforza, alle varie, possibili, parafrasi moderne: ecco, infatti, “La famiglia dell’antiquario” secondo il giovane regista catalano Lluis Pasqual (immortalato da Almodóvar in Tutto su mia madre), una delle pagine meno frequentate ma più originali e pensose di Goldoni, ecco “Faust” secondo Glauco Mauri, che assieme a Roberto Sturno opera sulla geniale ironia del testo di Goethe, ecco “Le voci di dentro”, che porta avanti la magnifica indagine di Luca De Filippo e di Francesco Rosi nell’anima teatrale di Eduardo, ecco, infine, “La rigenerazione”, che unisce sul comune fronte culturale e geografico di Svevo lo Stabile regionale e gli Artisti Associati di Gorizia.
Oltre ad ospitare “La lungje cene di Nadâl”, atto unico di Thornton Wilder friulanizzato da Paolo Patui per Gigi Dall’Aglio e prodotto dal CSS, e il saggio-spettacolo dell’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe “Una terribile passione”, diretto da Claudio de Maglio, la Stagione di Prosa include anche tre pietre miliari del repertorio operettistico (Eva, La duchessa di Chicago, La principessa della Czarda) e la quinta edizione della rassegna A Teatro da Giovanni, dedicata ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie. Tre preziosi appuntamenti che, per altrettanti pomeriggi domenicali, offriranno un vero e proprio viaggio nella fantasia e nella poesia…

STAGIONE DI MUSICA E DANZA
Particolarmente ricco e articolato, il cartellone musicale offre una panoramica a tutto campo che prende il via con l’Orchestra Giovanile Italiana, fiore all’occhiello della Scuola di Fiesole e ormai considerata una delle più significative realtà internazionali.
Il repertorio sinfonico è largamente rappresentato, oltreché dalla stessa Orchestra Giovanile Italiana, dalla SWR Sinfonieorchester, dall’Orchestra of the Age of Enlightenment, che presenterà in prima nazionale la celeberrima Ottava di Schubert completata nel 2007 da Anton Safronov, dall’Orchestre des Champs Elisées, dalla Sinfonia Varsovia, dalla Jerusalem Symphony Orchestra e, ovviamente, dall’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, con tre concerti basati sull’alternanza di ottimi direttori e ottimi solisti.
Se il repertorio lirico, quest’anno, propone il Trittico di Puccini, Il turco in Italia di Rossini e I pescatori di perle di Bizet, ampio spazio trova anche la musica da camera: dal richiestissimo duo composto dal pianista Inon Bartanan e dalla violinista Liza Freschtman, alla Festival Strauss Orchestra di Vienna, protagonista dell’ormai tradizionale appuntamento del 31 dicembre, fino al Chorus Accentus di Parigi e al Quartetto di Tokyo, che utilizza un intero set di strumenti costruiti da Stradivari.
Una presenza di assoluto rilievo è, senza dubbio, quella di Marc-André Hamelin, ritenuto uno dei maggiori pianisti contemporanei, e un’altra presenza di altissimo profilo, certamente molto gradita al pubblico del Teatro, è quella del soprano siberiano Eteri Gvazava, stella canora di un percorso tematico, Oriente & Occidente, che impegna il “Giovanni da Udine” e l’Ateneo friulano. La chiusura di un altro percorso, dedicato negli ultimi anni alle maggiori opere sacre per soli, coro e orchestra di Bach, vedrà invece impegnato l’Amsterdam Baroque Orchestra & Choir sul fronte dell’Oratorio di Natale.
La musica sacra ritorna anche con l’oratorio vivaldiano Juditha Triumphans, eseguito dall’ensemble Modo Antiquo, mentre spetta a un altro acclamato ensemble, La Venexiana, il compito di celebrare il quattrocentesimo anniversario dell’Orfeo di Monteverdi.
Con Double Vision, firmato dalla leggendaria étoile californiana Carolyn Carlson e dal team creativo degli Electronic Shadow, si apre, poi, il prezioso capitolo dedicato alla danza, dove brillano l’immortale Giselle, qui proposta dallo storico Balletto del Teatro Stanislavsky di Mosca, e l’intensissima Carmen, nata dalla collaborazione tra il compianTeatro Nuovo “Giovanni da Udine”.to Antonio Gades e Carlos Saura.
Grandi nomi, questi, cui fanno da esatta simmetria i grandi nomi della sezione riservata al crossover: il mitico jazzista Uri Caine, la straordinaria compagine che aggrega gli artisti dello U-Theatre e i monaci dello Shaolin Kung Fu, ed infine, per chiudere brillantemente il sipario sulla Stagione 2007/2008, il colosso della chitarra John McLaughlin.

Leggi le Ultime Notizie >>>