Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

oggi in friuli venezia giulia

in evidenza

Il Rinascimento di Pordenone Con Giorgione, Tiziano, Lotto, Jacopo Bassano e Tintoretto
Pordenone
Dal 25/10/19
al 02/02/20
Mostra Pordenone
PICCOLO TEATRO CITTÀ DI SACILE E UTE DI SACILE E ALTOLIVENZA INSIEME PER L’EVENTO “LEONARDO&FRIENDS"
Palazzo Ragazzoni - Villa Frova
Sacile - Caneva
Dal 17/11/19
al 30/11/19
Leonardo
Concerti Aperitivo: 17 novembre 2019, Gorizia, Trio flauto, viola e violoncello
Palazzo De Grazia
Gorizia
Il 17/12/19
Tommaso Bisiak

enogastronomia

Enogastronomia Le tipiche Osmize triestine
varie sedi
provincia di Trieste (TS)
Dal 01/01/18
al 31/12/20
Sabato on Wine Sabato on Wine
varie sedi
Gorizia - Pordenone - Udine (--)
Dal 01/01/19
al 31/12/19
Laguna in Tecja Laguna in tecja 2019
Grado (GO)
Dal 26/10/19
al 15/12/19

Notizie > Attualità > 31 Agosto 2013

Bookmark and Share

"Strigoi...Strigoi": esoterismo, psicologia e mistero nel romanzo d'esordio di Anja Zobin

di Claudio Bisiani

La copertina di “Strigoi...Strigoi” di Anja Zobin (Iris 4 Edizioni, Roma)

Trieste (TS) - «Non siamo noi che scegliamo di chi innamorarci, è l'Amore che ti sceglie». Il richiamo al mito classico dell'ermafrodito descritto nel “Simposio” di Platone – quello delle due metà che, secondo il racconto di Aristofane, vagano nel mondo con il desiderio insopprimibile di ricongiungersi – è uno degli indizi chiave per dipanare l'avvincente trama del romanzo thriller “Strigoi... Strigoi”, opera prima della giovane scrittrice triestina Anja Zobin. Un giallo a tinte forti, calato in atmosfere noir, cupe e suggestive, intriso di mistero e di richiami all'esoterismo, alla storia e alla magia. Ma venato pure di complesse sfaccettature psicologiche, che emergono attraverso gli enigmatici personaggi che animano una narrazione intensa e dal ritmo incalzante. Una storia di “eros e thanatos” che coinvolge, appassiona e corre sempre in bilico fra passato e presente, fra apparenza e realtà, fra antiche superstizioni e ataviche paure.

“Strigoi... Strigoi” fin dalle prime righe immerge il lettore in scenari di taglio surrealista, in ambientazioni quasi oniriche e impalpabili che rievocano – mutatis mutandis – il genio creativo di David Lynch e la straordinaria serie televisiva da lui diretta, “I segreti di Twin Peaks”, autentico cult che spopolò negli anni Novanta. Descrizioni fortemente evocative, agili ma al contempo accurate, mai banali o ridondanti, che una dopo l'altra danno forma ai personaggi e ai luoghi, inquietanti entrambi, che costituiscono i sapori più speziati del racconto. In modo così intenso ed efficace da riuscire quasi a percepire, tra le pagine del libro, il clima umido autunnale della verde provincia americana e il gusto inconfondibile di quelle ambigue ed enigmatiche atmosfere. Luoghi apparentemente tranquilli, ma che nascondono spesso tanti scheletri nell'armadio: ignoranza, bigottismo, ipocrisia, conformismo, segreti inconfessati e perfino tragedie dimenticate. O per meglio dire, che bisogna dimenticare e fingere che non siano mai accadute. Perché in questi luoghi “ai confini della realtà” è difficile stabilire con precisione il limite netto fra ciò che è e ciò che appare, tra maschera e volto, tra realtà empirica e sensazione istintuale, tra sogno premonitore e tangibile materialità. L'unica certezza che resta è il mistero – che aleggia incontrastato ovunque – unito a quel senso d'impercettibile che in un battito di ciglia può essere spazzato via e può trasformarsi in qualcosa di assai meno evanescente e metafisico. Come quando, ad esempio, entra in scena "sorella morte" e il ritrovamento del corpo senza vita di una diciassettenne dai capelli lunghi e biondi sconvolge la monotona routine di Burncreek, piccola cittadina del Maryland.

La vittima, un'adolescente di nome Jenny, è la figlia «viziata, impertinente e fanatica» del sindaco del paese Calvin Farrell. La ragazza, appassionata di leggende antiche e dedita a pratiche magiche, viene trovata avvelenata nel cimitero dismesso del paese con addosso pochi vestiti e una “S” marchiata a fuoco sul petto. La lettera, dalle estremità triangolari e inserita in un cerchio, si rivela un simbolo esoterico – simile al pentacolo – usato nel Seicento dal giudice inquisitore del luogo per bollare di stregoneria cinque giovani donne che proprio lì furono bruciate e poi sepolte. Una di esse, Mary Jane Marley, sulla tomba della quale viene ritrovato il corpo di Jenny, viene ancora oggi ricordata in paese per aver lanciato una violenta maledizione contro i discendenti del giudice e verso gli abitanti di Burncreek che approvarono la sua condanna.

Sulle assi scricchiolanti di questo palcoscenico tetro e minaccioso – attraversato da strani personaggi, tra cui un gruppo di adolescenti che praticano l'esoterismo e perfino fantasmi ("strigoi", le anime tormentate dei morti) che vagano in paese e nel locale Museo delle Streghe – si trova ad agire il detective Mark Connelly, «un realista che non giudica», una sorta di Dylan Dog in versione “stars and stripes”, che assieme alla ricercatrice e studiosa Kate Canfield sarà chiamato a dipanare l'aggrovigliata matassa di un omicidio che affonda le sue radici nel passato.

Un passato lontano di secoli o molto più recente che riemerge all'improvviso? La conseguenza della maledizione di una strega o solo il "gioco magico" di cinque ragazze che si è trasformato in tragedia? Il gesto estemporaneo di uno psicopatico o più semplicemente il suicidio di un'adolescente ribelle e problematica? O ancora la risposta «disperata e imponderabile» di chi approfitta dell'ignoranza e delle superstizioni popolari per difendere il suo “Amore”, la sua “metà” finalmente raggiunta?

Un puzzle intricatissimo, avvincente e aperto a mille interpretazioni, che tassello dopo tassello il caparbio investigatore riuscirà con fatica a ricomporre. Anche con l'aiuto di strane premonizioni, che si riveleranno una sorta di messaggio subliminale. Intuizioni senza apparente fondamento, che diventeranno sempre più «lampi di senso, ragioni che superano la normale comprensione del mondo». Intuizioni che alzeranno il velo su una storia di amore “malato”, di gelosia, di possesso e disperata ossessione che riaffiora in tutta la sua lacerante morbosità.

Romanzi di questo genere, letterariamente parlando, corrono il rischio d'inciampare sovente nel banale, di essere ripetitivi e risultare alla fine troppo scontati. A maggior ragione se si considera la massiccia quantità di proposte editoriali che negli ultimi anni hanno visto – e vedono (ahimè!) ancora – nel ruolo di eroi maghi e maghetti, streghe e streghette, vampiri e vampiresse, investigatori “belli e dannati” o detective “dell'impossibile” alle prese con misteri ultraterreni, leggende antiche, poteri arcani, segreti vaticani, forze occulte e fenomeni paranormali. Spesso un “melting pot” ribollito di giallo, romanzo storico, thriller, noir, dark, fantasy, horror et similia che probabilmente attira ancora tanti lettori e appassionati, ma di cui in molti casi – con buona pace di Dan Brown, Clive Cussler, James Rollins & co. – si farebbe volentieri anche a meno.

Ma c'è sempre un “ma”. C'è sempre un'eccezione che conferma la regola. “Strigoi... Strigoi” di Anja Zobin rientra con pieno diritto in questo “ma” e fa eccezione. Perché il romanzo mantiene una sua netta fisionomia, un rigore narrativo impeccabile e quindi una personalità matura, ma anche un'ingenua freschezza - dovuta alla giovanissima età dell'autrice - che lo rende del tutto unico, diverso e spontaneo. Perché la vera, grande abilità di uno scrittore, come la capacità di ogni creativo in qualsiasi forma d'arte, è quella di riuscire a raccontare qualcosa – anche di già letto e riletto mille volte – in modo nuovo, spiazzante e originale rispetto tutti gli altri. Per ottenere in fondo lo scopo precipuo e più agognato da un narratore: appassionare, sorprendere e catturate il lettore dalla prima all'ultima riga. Scopo che il romanzo d'esordio di Anja Zobin ha pienamente raggiunto.

“Strigoi... Strigoi” di Anja Zobin è pubblicato da Iris 4 Edizioni di Roma.

Leggi le Ultime Notizie >>>