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Cultura > Arte > 12 Agosto 2013

"Sessant’anni d’arte da Trieste a Trieste": retrospettiva di Paolo Tonzar alla Sala Fittke

Opera di Paolo Tonzar

Trieste (TS) - Sarà inaugurata venerdì 16 agosto alle ore 19.00, nella Sala “Arturo Fittke” di Piazza Piccola 3, la mostra retrospettiva "Paolo Tonzar: sessant’anni d’arte da Trieste a Trieste”.

Le opere della retrospettiva raccolgono una scelta di elementi rappresentativi dei decenni che vanno dagli anni del dopoguerra fino alle ultime opere del 2009. Dal vasto materiale vengono presentati sia "pezzi" che l'artista aveva esposto a Trieste, Venezia e Milano, sia opere che non sono mai state viste dal pubblico. La mostra ripercorre un itinerario eterogeneo, sia nei soggetti che nelle tecniche e nei materiali. Si inizia con opere (olio su tela) del realismo anni Quaranta, per proseguire con la produzione eclettica degli anni Sessanta – Ottanta, tele, sculture, disegni eseguiti con varie tecniche, fino agli ultimi due decenni, con un ritorno all'astrattismo primario su tele di media e grande dimensione.

La retrospettiva a Trieste è un ritorno, dopo sessant'anni nella città che aveva visto l'esordio della carriera dell'Artista, negli anni Cinquanta, e che era sempre stata suo luogo favorito e punto di referenza, pur avendo in seguito vissuto a Milano e infine a Gradisca. Qui si era avviato e dunque qui si conclude un circolo, da Trieste a Trieste, passando per una miriade di altri luoghi ed esperienze.

La mostra “Sessant’anni d’arte da Trieste a Trieste” rimarrà aperta al pubblico fino al 25 agosto, con orario feriale e festivo dalle 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00.


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Paolo Tonzar
(Gradisca, 1927-2011)

La sua carriera artistica ha inizio nei primi anni Quaranta, quando era studente. I giovani di quel periodo che si orientavano verso le avanguardie, guardavano a Parigi e a Berlino, le città in cui le rivoluzioni artistiche che influenzeranno tutto il Novecento erano già in pieno svolgimento. I cosiddetti 'ismi', cubismo, dadaismo,ecc. erano i punti di riferimento per tutta la generazione di artisti nati fra le due guerre. Queste referenze si evolveranno in seguito in direzioni diverse e personali, creando una generazione per la quale il denominatore comune sarà la costante ricerca e sperimentazione continua. In termini più banali, si potrebbe definire l' “inquietudine intellettuale” di una generazione.

Dopo la guerra, l'artista attraversa un breve periodo neorealista, dal quale si muove rapidamente in direzione dell'espressionismo astratto, la corrente che era arrivata dagli USA e sarà la seconda influenza determinante per gli artisti di quella generazione. E' dopo gli anni Cinquanta che le sperimentazioni assumono il carattere sempre più individuale, dell'artista adulto che intende procedere per la sua strada. Le combinazioni stilistiche e cromatiche degli anni successivi, quelle che definiranno il periodo dagli anni Settanta a oltre il 2000, sono il risultato della sintesi di una conoscenza scrupolosa dell'arte e delle tecniche pittoriche - l'artista produce un consistente numero di opere grafiche, oltre che incisioni e sculture - con un talento naturale, senza indulgere nel dilettantismo e l'improvvisazione. La dedizione al lavoro rimane l'eredità che l'artista intende consegnare agli artisti delle future generazioni.

1927 - anni '40 - Nasce a Gradisca, studia a Gorizia. La prima opera del periodo giovanile è un paesaggio che risale al 1942 - La libera interpretazione del paesaggio friulano, con una prevalenza di linee essenziali e colori “freddi”, continuerà fino ai primi anni Cinquanta. Di questo periodo sono anche alcuni ritratti di ispirazione neorealista.
Anni '50 - '60 - Risiede prevalentemente a Trieste, dove presenta le prime esposizioni. L'artista si libera rapidamente dell'influenza realista e si inoltra nell'analisi degli astrattismi. I paesaggi diventano forme geometriche irregolari, le tonalità acquistano colori più contrastati, si evolvono nella serie di macchine metalliche, macchinari, rottamazioni industriali.
Anni '60 - '70 - Risiede a Milano fino alla fine degli anni Settanta, dove lavora come pubblicitario. I macchinari popolano quasi ossessivamente le opere di questi due decenni, diventano quadri di grandi dimensioni e producono una serie di sculture di ferro. Espone a Milano e a Venezia.
Anni '80 - 2011- Risiede a Gradisca e si dedica a tempo pieno alla pittura e al disegno, espone periodicamente nell'ambito regionale. Lo stile pittorico si stacca dall'astrattismo “brutale”, dai toni altamente contrastati e linee crude, per assumere un carattere più distaccato e visionario. La ricerca pittorica si svolge su linee parallele a una vasta produzione di disegni, incisioni, cartografia.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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