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Cultura > Arte > 01 Agosto 2013

Museo Revoltella: Inner Weehl restaura il "Paesaggio con lavandaie" di Marco e Sebastiano Ricci

"Paesaggio con lavandaie" di Marco e Sebastiano Ricci

Trieste (TS) - Una delle opere più importanti della collezione del barone Pasquale Revoltella, il "Paesaggio con lavandaie" di Marco e Sebastiano Ricci -che rappresenta anche uno dei rari dipinti antichi appartenenti al patrimonio della galleria d'arte moderna e, nel contempo, uno dei più suggestivi paesaggi settecenteschi presenti nelle raccolte pubbliche cittadine- sarà restaurata grazie all’intervento dell’Inner Weehl di Trieste in accordo con la direzione del Museo Revoltella.

Così la presidente uscente di Inner Weehl Trieste Anna Maria Cossutti ha deciso di concludere il suo mandato proponendo al club di sostenere un intervento di recupero piuttosto impegnativo, ma di grande significato, grazie al quale sarà riportata al suo originario splendore una tela di indiscutibile pregio e di notevoli dimensioni (quasi due metri e mezzo di altezza per una base di 170 centimetri), tradizionalmente esposta nel salone da ballo di Palazzo Revoltella, e da tempo afflitta da problemi di conservazione della superficie pittorica. A questi si è posto rimedio già in passato con alcuni interventi parziali di emergenza, ma non si è mai riusciti a eseguire un trattamento definitivo che ora è possibile con il sostegno generoso dell'Inner Weehl di Trieste.

L'opera raffigura un intenso brano di paesaggio che si snoda seguendo le rive tortuose di un ruscello; in primo piano compaiono le lavandaie intente al loro lavoro mentre una famiglia di mendicanti attraversa il fiume. Più indietro sono raffigurate altre figure di lavandaie e viandanti, e sullo sfondo un gruppo di frati si sta dirigendo verso un castello. Esposta in diverse mostre dedicate al paesaggio italiano tra Sei e Settecento, la tela rappresenta per molti studiosi un vero "rebus" attributivo". Sicuramente attribuibile a Marco e Sebastiano Ricci, ancora si discute sui ruoli avuti dai due cercando gli indizi per assegnarla in prevalenza all'uno o all'altro. Va aggiunto che l'opera risale con certezza agli anni 1706-1710 quando Sebastiano Ricci era attivo a Firenze grazie a importanti incarichi per i quali si serviva dell’aiuto del nipote Marco. Determinante per Marco fu certamente anche l'incontro fiorentino con Alessandro Magnasco, al quale si possono ricondurre le tipologie delle figurine presenti nel paesaggio, "pescate" dal giovane pittore nel repertorio del genovese.

Marco Ricci (1676-1730) e Sebastiano Ricci (1659-1734), sono due figure centrali nello sviluppo della pittura tra Seicento e rococò. Originari di Belluno, viaggiarono in tutta Europa, nutrendosi di diverse esperienze che arricchirono il loro linguaggio di base, formatosi alla scuola veneziana. Lavorarono spesso insieme, condividendo complesse opere decorative eseguite nei palazzi, in particolare a Firenze.

Il restauro dell'opera sarà completato prima dell'autunno e presentato al pubblico nella sala da ballo del palazzo, dove ritroverà la sua collocazione.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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