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Cultura > Arte > 21 Luglio 2013

Galleria One: prorogata fino al 26 luglio l'antologica “Luigi Spacal. La poetica dell’essenzialità”

Opera di Luigi Spacal

Trieste (TS) - In considerazione del grande successo di pubblico, viene prorogata fino al 26 luglio alla Galleria One San Nicolò di Trieste (via S. Nicolò 1), l’antologica d’eccezione “Luigi Spacal. La poetica dell’essenzialità”, curata da Marianna Accerboni: in mostra una sessantina di opere, soprattutto pezzi unici attentamente selezionati, in prevalenza dipinti, ma anche disegni e incisioni, realizzati dal maestro (Trieste 1907 - 2000) dagli anni ’30 ai ’90. Nell’ambito dell’iniziativa, alcuni lavori di Spacal sono esposti anche nella storica “Nuova bottega” di Parmiani a Barcola (v.le Miramare 183/a), anche per festeggiare i cinquant’anni di attività dell’elegante atelier d’arte e arredamento, autentica icona del buon gusto.

“Il linguaggio essenziale e icastico di Spacal, che fu valente pittore e incisore dal poliedrico virtuosismo tecnico” scrive Accerboni “continua ancor oggi ad affascinare il pubblico di ogni età e provenienza, perché nella sua apparente semplicità tocca il cuore di ciascuno con un velo di lirismo sottaciuto, come spesso accade da queste parti. Il suo elegante simbolismo è ormai divenuto nel corso del tempo, senza dimenticare altre tematiche, immagine e memoria del Carso, del lavoro, del mare e anche del dolore. Un linguaggio che spesso scivola verso le note di un personale surrealismo, connotato da un segno incisivo e avvincente e da accostamenti cromatici raffinati e illimitati”. Non per nulla Spacal, che fu anche splendidamente attivo nell’arazzo e nell’incisione, partecipò più volte alle Quadriennali romane e alla Biennale di Venezia, dove nel ’54 e ’58 ottenne il 1° premio per la grafica.
Nel riassumere con efficacia ed eleganza i momenti salienti dell’attività del maestro, la rassegna ripercorre attentamente le diverse fasi dell’evoluzione del suo linguaggio, apprezzato anche a livello internazionale: dal figurativo elegante e icastico del realismo magico degli esordi, spesso espresso nell’essenzialità del bianco e nero, agli anni in cui la sua pittura, così intensamente materica nella sostanza, ma concettualmente delicata e poetica, si evolve verso simbologie segniche e cromatiche al limite dell’informale. Di particolare interesse un’opera metafisica, inusitata per Spacal, ma riuscitissima, un grande paesaggio istriano del ‘51 e un magnifico collage ligneo degli anni ’60.

Orario visite: 10-13 e 17-20/ dom e lun chiuso (tel. 040 410311).

Luigi Spacal (Trieste 1907 - 2000), figlio di madre lavandaia, a soli quattro anni rimane orfano del padre, tagliapietra a Kostanjevica. Deve perciò iniziare a lavorare appena undicenne. Assunto nel cantiere navale triestino come disegnatore, viene in seguito mandato al confino ad Accetura (Matera), dove impiega il tempo studiando pittura e preparandosi all’esame di maturità per Liceo Artistico di Venezia. Conseguito tale diploma e quello per l‘insegnamento, rientra nella città natale per dedicarsi alla didattica. Nel ’34 s’iscrive all’Istituto Superiore per l’Arte Decorativa di Monza, frequentando come privatista anche l’Accademia di Brera a Milano sotto la guida di Pio Semeghini e degli architetti Giuseppe Pagano e Agnoldomenico Pica.
La sua prima personale ha luogo nel ’40 alla Galleria Jerko di Trieste. Durante il periodo bellico viene rispedito al confino, prima in Abruzzo, poi in Toscana. Nel ’48 è presente alla Biennale di Venezia: prende allora il via una ricchissima produzione artistica accompagnata da un’intensa partecipazione a mostre collettive, personali e premi.
Nel ’53 si aggiudica il Premio per la Grafica alla III Biennale d’Arte di S. Paolo in Brasile, nel ’55 il Premio Città di Roma alla VII Quadriennale della capitale, nel ’74 il premio Preseren per la pittura e la grafica. Nel ’68 il Museo Revoltella di Trieste dedica una grande esposizione alla sua produzione grafica, nel ’77 riceve nel capoluogo giuliano il S. Giusto d’Oro dal Gruppo Cronisti del Friuli Venezia Giulia. Nel ’91 la casa editrice Corbo e Fiore gli assegna il Bulino d’Oro, riservato ai migliori maestri incisori del mondo, nel ’95 la XXI Biennale internazionale di Arte Grafica di Lubiana gli conferisce un premio d’onore e il premio acquisto.
Apprezzatissimo in particolare per le icastiche xilografie, Spacal si palesa in realtà artista a tutto tondo, capace di spaziare dal realismo magico e dagli oli su tela del primo periodo, al mosaico (emblematiche le opere realizzate nel ’55 per la Camera di Commercio di Lubiana e nel ’59 per la Palazzina Veneziana di Pirano), alla decorazione navale - toccando in tal senso un ambito in cui furono presenti i migliori artisti triestini del ‘900, da Mascherini a Carà - e agli arazzi per la motonave Raffaello e per la Eugenio C.
Nel 1988 viene aperto un museo a lui dedicato a S. Daniele del Carso (Slovenia), dove era nato e aveva vissuto il grande architetto e ingegnere Max Fabiani, interprete della modernità della Mitteleuropa.

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