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Cultura > Arte > 11 Luglio 2013

Prorogata fino al 20 agosto alla Lux Art Gallery la mostra "Franco Manià da New York a Trieste"

Franco Manià, "Paesaggio surreale"

Trieste (TS) - Più di 1500 persone hanno visitato finora negli ampi spazi della Lux Art Gallery (via Rittmeyer 7/A) di Trieste, diretta da Giorgio Parovel, la grande rassegna “Franco Manià da New York a Trieste”, curata dell’arch. Marianna Accerboni. Considerato il grande successo, la mostra viene prorogata fino al 20 agosto e la cinquantina di opere in mostra viene sostituita da altrettante scelte tra la vastissima produzione dell’artista.

Questa importante rassegna è quella che New York City sogna, poiché è la prima in assoluto a raccontare in modo esaustivo, attraverso 100 dipinti realizzati dal 1990 a oggi, l’arte del pittore surrealista che, nato a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel ‘39, vive e opera nella sua città, dopo aver riscosso negli Stati Uniti un enorme successo. Ha infatti esposto in alcune delle gallerie più importanti degli Stati Uniti e i suoi quadri figurano in alcune delle collezioni più prestigiose degli States: tra i suoi collezionisti Agnes Gund, presidente emerita del prestigioso Museum of Modern Art (MOMA) di New York, nominata dal Presidente Barack Obama membro del Board of Trustees of the National Council on the Arts, e Jo Carol Lauder, vicepresidente del MOMA; nonché Leon Black, grande banchiere di origine polacca, responsabile del prestigioso fondo d’investimento Apollo nonchè collezionista di altissimo livello e proprietario di una selezionatissima raccolta, la cui gemma è l’Urlo di Munch, il dipinto venduto con la più alta quotazione mai raggiunta in un’asta (orario tutti i giorni 17-20/ sab anche dalle 10 alle 13/ dom e merc chiuso/ info 3347231216).

"Sensibilissimo e attraente per la morbida leggerezza dell’essere, riflessivo e vitale - scrive Marianna Accerboni - in lui fremono emozioni e sentimenti intensi, che, con grande, istintiva abilità, sa rivestire e tradurre in colore, segno, messaggio. In bilico fra surrealismo e figurazione neoromantica, vis onirica e introspettiva e linfa lievemente naive, il pittore Franco Manià sa consegnarci un universo ricchissimo, emozionale ed emozionante, che non finisce mai di stupire per quella raffinata e nel contempo “semplice” capacità del comporre fantastico, riflettendo sui confini che separano vita e morte, reale e irreale, che è stata propria dei grandi artisti dal lessico anticonvenzionale e visionario, da Dalì all’Arcimboldo, da Antonio Ligabue a Nathan.
Eccezionale e unico, vive appartato in provincia, nell’estremo Nord Est italiano, ma quando espone nella Grande Mela, il successo divampa: i suoi lavori vengono apprezzati e acquistati con grande entusiasmo da personaggi di altissimo livello tra i quali Agnes Gund, Jo Carol Lauder e da Leon Black.
I lavori di Manià, realizzati prevalentemente a spatola e a pennello attraverso una tecnica personale, che assembla all’olio finiture in acrilico e intersezioni materiche di malta, sabbia, sassolini e colore, pennarello e collage, affascinano pure vari fiduciari del Consiglio del MOMA e diversi altri collezionisti, tra cui S. I. Newhouse”, editore da 7 bilioni di dollari, che acquistano anch’essi molte sue opere.
In particolare la celebre gallerista Abrams gli offre di rimanere a dipingere ospite in una sua villa nel New Jersey, spesato di tutto. Ma lui - conclude Accerboni - rifiuta e torna nella sua terra, che compare sovente, quale landa delle delizie in alcuni lacerti dei suoi quadri, quasi un momento di sospensione fatata e magica, nella drammaticità e nell’angoscia dell’esistere".

Franco Manià (Ronchi dei Legionari, Gorizia 1939) vive e opera nella sua città. Nato alla vigilia del secondo conflitto mondiale, non ha avuto l’opportunità di frequentare la scuola d’arte, ma la pittura è sempre stata la sua linfa vitale. Ha infatti approfondito con studi appassionati ogni aspetto del mondo dell’arte e della cultura. Autodidatta, ha iniziato fin da bambino con l’acquerello, ma molti anni fa, dopo un imprevisto, ha distrutto improvvisamente tale produzione. Vent’anni più tardi ha ripreso a dipingere con la tecnica a olio, su incoraggiamento del fratello Oriente. Temperamento intenso e riservato, per molto tempo non ha voluto mostrare i suoi dipinti al di fuori dell’ambito familiare. Vive da solo, con i fringuelli ai quali insegna a cantare e dipinge da sempre moltissimo, per soddisfare la sua personale passione. Ha esposto con grande successo di pubblico e di critica in alcune delle gallerie più importanti degli Stati Uniti e i suoi quadri figurano in alcune delle collezioni più prestigiose degli States. I suoi lavori sono ospitati in permanenza alla Lumen Gallery di New York.

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