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Cultura > Arte > 06 Luglio 2013

Alla Sala Comunale d’Arte di Piazza Unità si inaugura la mostra "Ruggine" di Andrea Giorgi

"Ruggine" di Andrea Giorgi

Trieste (TS) - Sarà inaugurata lunedì 8 luglio, alle ore 18.30, nella Sala Comunale d’Arte di Piazza dell’Unità d’Italia, 4 la mostra di Andrea Giorgi “Ruggine”.

Scrive di lui Ermanna Panizon: “Ruggine raccoglie una selezione di opere grafiche di Andrea Giorgi. L'omogeneità stilistica delle incisioni in mostra corrisponde alla coerenza della ricerca figurativa dell'autore: le tre serie esposte – Cimeli, Residui e Agricola – rappresentano infatti tre momenti della stessa riflessione. Attraverso la pratica dell'acquaforte Andrea Giorgi indaga l'azione del tempo sulla memoria. La lastra metallica, matrice della stampa, è corrosa da un agente chimico: il tratto non è quindi prodotto direttamente dalla mano dell'artista, ma dipende dal tempo di immersione nell'acido. L'incisore di acqueforti può decidere di considerare l'errore e l'imperfezione che derivano dall'imprevedibilità della tecnica come produttori di significato[...]".

"Le opere di questo giovane incisore giocano sul confine tra l'arbitrio dell'azione chimica e la volontà dell'artista: il risultato finale è di rara raffinatezza ed eleganza compositiva. Questo esercizio di trasformazione dell'immagine interviene coerentemente sul dispositivo cui l'uomo moderno delega la sua memoria visiva: ogni incisione deriva infatti da una vecchia fotografia. Nella prima serie, Cimeli, Andrea Giorgi ha rielaborato ritratti fotografici, spesso di gruppi famigliari. Nella scansione delle grafiche nel tempo si assiste al progressivo abbandono della figura umana: in Residui la macchina occupa sempre più spazio nella composizione; in Agricola prende il sopravvento. Le fotografie ritraggono sempre più spesso scene di vita contadina di inizio Novecento e, successivamente, macchine agricole in disuso. Questa duplice direzione rivela la ricerca dell'autore di una sintesi di forma e contenuto, perché la macchina agricola è un oggetto che può essere esplorato graficamente come fosse astratto, permette cioé di comporre attraverso puri rapporti di linee e campiture".

"Nonostante il loro aspetto straniante, le macchine agricole evocano nell'autore memorie personali ed affettive, si allacciano a ricordi di infanzia nella campagna istriana. La scelta di questo tema figurativo è funzionale ad indagare l'azione del tempo sulla materia, perché produce una condizione di identità tra l'oggetto rappresentato e l'oggetto che produce l'immagine: il metallo della macchina ed il metallo della lastra sono entrambi corrosi dal tempo. I minuti necessari ad incidere la lastra sono immagine del tempo che la ruggine impiega a corrodere il metallo dello strumento agricolo. La ruggine a sua volta testimonia l'abbandono dell'oggetto: le macchine che Andrea Giorgi ritrae hanno perso la loro funzione e sono abbandonate come relitti o conservate come documento storico. I bruni caldi della terra e del ferro corroso sono i colori delle stampe di Andrea Giorgi; la trama imprecisa dei tratti, i confini slabbrati delle forme incise rievocano la superficie scabrosa del ferro arrugginito, che perde in definizione e al contempo acquista in complessità materica. Le macchine agricole di Andrea Giorgi sembrano ritratte durante una trasformazione: come scheletri sembrano destinate al disfacimento e alla ricongiunzione con la terra”.

La mostra rimarrà aperta fino al 28 luglio 2013, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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