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Notizie > AttualitĂ  > 20 Giugno 2013

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Trieste chiama Siria: mercoledì 26 giugno salpa il convoglio umanitario di @uxilia onlus

@uxilia Onlus

Trieste (TS) - Salperà da Trieste giovedì 26 luglio, destinazione Siria con sbarco a terra in Turchia, il convoglio umanitario organizzato in questi mesi dalla Onlus @uxilia, per iniziativa del suo presidente Massimiliano Fanni Canelles, e da Sebastiano Nino Fezza, reporter della Rai. L’iniziativa è promossa a sostegno dei civili siriani, che sono le prime vittime del conflitto: l’intervento di @uxilia è un primo convoglio di emergenza che serve a portare aiuto soprattutto ai bambini. Due tir partiranno per nave da Trieste e raggiungeranno la Siria via terra, dalla Turchia fino al confine, dove incontreranno i volontari di Maram Foundation che porterà il materiale all’interno del territorio.

Fra i generi trasportati: abbigliamento per bambini, scarpe, calze, tutto il necessario per i neonati, latte in povere, biscotti donati dalla Plasmon e 30 letti per l’ospedale. La base logistica dell’intera operazione è stata gestita dalla sede @uxilia di Trieste alla quale si sono affiancate giorno per giorno le istituzioni, come il Comune di Duino Aurisina che ha dato la disponibilità degli spazi per lo stoccaggio dei beni raccolti, l’Autoporto di Fernetti con i suoi magazzini, ricreatori e spazi di privati. Questa spedizione è la prima di una serie di interventi che @uxilia realizzerà a sostegno dei rifugiati siriani, sempre con un occhio attento alle esigenze dei bambini. Info: www.auxiliaitalia.it

Mercoledì 25 giugno, alle 10 presso la ex Caserma della Polizia a Duino Aurisina, è in programma l’incontro stampa degli organizzatori che illustreranno il dettaglio dell’operazione proprio mentre i due Tir saranno caricati prima della partenza via mare.

«Da circa un anno – spiega Massimiliano Fanni Canelles - stiamo seguendo la situazione del campo profughi di Atma, un campo anomalo situato nella regione di Idlib a ridosso della frontiera con la Turchia. Nel giugno del 2012 i primi civili avevano raggiunto la zona cercando rifugio sotto gli alberi di olivo. Oggi ad Atma vivono 22.000 persone delle quali 4.000 sono bambini. E’ stata sorprendente l’adesione all’iniziativa alla quale hanno partecipato 20 città italiane tutte unite con in mente quei bambini. Le prime immagini che arrivavano erano di bambini senza scarpe che giocavano scalzi nel fango: un campo zeppo di civili fuggiti ai combattimenti, bambini che in poco tempo si sono ritrovati senza una casa, dalle loro camerette colorate ad una tenda in un campo profughi. Da qui è partito un lungo lavoro fatto solo di tanta buona volontà e portato avanti in totale volontariato. Tutti i servizi necessari alla buona riuscita dell’operazione sono stati messi a disposizione a costo zero, una solidarietà senza limiti che collega virtualmente tutte le regioni d’Italia dal Trentino alla Calabria. Ulteriore iniziativa promossa da @uxilia in questi giorni a favore di quel campo rifugiati riguarda la scuola e l'educazione: dall’inizio del conflitto molte scuole sono rimaste chiuse, distrutte o destinate a dormitori per i rifugiati. Oggi, dopo 2 anni dall’inizio del conflitto stiamo pensando di dare ancora speranza a questa gente dando la possibilità ai bambini di ritornare a scuola, allontanarli dall’orrore della guerra. Abbiamo riscontrato una situazione psicologica molto difficile tra i bambini del campo che passano le loro giornate ad imitare i grandi, costruendo armi con pezzi di legno, inscenando funerali, allestendo trincee per nascondersi dagli aerei. La scuola sarà un primo passo per riportare i bambini ad essere bambini, aiutandoli a raccontare ed affrontare gli orrori visti prima di arrivare nel campo. Grazie alle donazioni ricevute in questi mesi verrà allestito all'interno del campo anche un piccolo cinema. Vicino ai bambini siriani c’è anche la scuola italiana, le maestre di molti istituti italiani hanno portato nelle loro classi l’entusiasmo per l’iniziativa di Auxilia insegnando ai loro studenti che esistono realtà diverse dalle nostre e bambini in difficoltà che non vanno dimenticati. Disegni, letterine in italiano, inglese e anche in arabo partono con gli scatoloni di giocattoli, palloni, scarpe per cercare un amico di penna che vive oggi in un Paese meno fortunato ma che non va lasciato solo».

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