Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Cultura > Film > 18 Giugno 2013

Bookmark and Share

Cinemazero: la programmazione nelle sale dal 20 al 26 giugno

"Passioni e desideri" di Fernando Meirelles (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione nelle sale di Cinemazero fino al 26 giugno 2013.

GIOVEDÌ 20 GIUGNO 2013
Sala Grande, ore 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 18.30 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaTotò, ore 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

VENERDÌ 21 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 18.30 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaTotò, ore 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

SABATO 22 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 18.15 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino
SalaTotò, ore 21.00 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair

DOMENICA 23 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 17.15 - 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles
SalaPasolini, ore 17.30 - 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 18.30 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaTotò, ore 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

LUNEDÌ 24 GIUGNO 2013
SalaGrande riposo
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles

MARTEDÌ 25 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 18.15 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino
SalaTotò, ore 21.00 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair

MERCOLEDÌ 26 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 PASSIONI E DESIDERI di Fernando Meirelles
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 TO BE OR NOT TO BE di Ernst Lubitsch
SalaTotò, ore 18.30 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaTotò, ore 21.00 OKI’S MOVIE - di HONG SANG-SOO: Piccolo ritratto di un grande maestro.


--------------------------


"Passioni e desideri" di Fernando Meirelles
A Vienna una giovane slovacca fa un provino per foto erotiche che la 'promuove' a prostituta da hotel ben pagata. Il primo a richiederne le prestazioni è un uomo d'affari che, scoperto da un possibile acquirente, viene ricattato. L'uomo ha una moglie che ama e che sta cercando di troncare una relazione con un fotografo brasiliano la cui compagna, venuta a conoscenza del tradimento, decide di tornare in Brasile..;Questo non è che l'inizio delle vicende che in un raggio di 360° coinvolgono e intrecciano le vite di numerosi personaggi. Il debito esplicito della sceneggiatura di Peter Morgan (Frost/Nixon - Il duello, Hereafter) è nei confronti di Arthur Schnitzler che nel 1897 scrisse "Girotondo" in cui si metteva in scena una sorta di staffetta erotico-amorosa. Fernando Meirelles deve invece alla lezione di Robert Altman la sua capacità di tenere sempre a fuoco i numerosissimi personaggi a cui aggiunge verso la fine un servizievole split screen. Se la morale sessuale è sicuramente cambiata dai tempi dello scrittore austriaco, i sentimenti di fondo degli esseri umani non lo sono altrettanto, come ben sapeva Stanley Kubrick che proprio con Eyes Wide Shut, adattamento di un suo racconto, ha purtroppo concluso la sua carriera. 
Il film ha il pregio di sottolineare come spesso nella vita il non detto nel campo dei sentimenti finisca con il complicare inutilmente le esistenze.

"To be or not to be" di Ernst Lubitsch
Joseph Tura e sua moglie Maria sono gli attori di punta di una compagnia teatrale polacca che vorrebbe allestire una satira antinazista ma viene bloccata prima dalla censura e poi dall'invasione e dall'occupazione della Polonia da parte di Hitler stesso. Il tenente Sobinski, spasimante di Maria, parte per arruolarsi nella resistenza ma torna rocambolescamente a Varsavia con la notizia che una pericolosa spia, di nome Siletsky, va fermata prima che sia troppo tardi. Saranno le doti attoriali di Maria e di Joseph a compiere l'impresa, in un trionfo di travestimenti e scambi di persona.
Il capolavoro di Ernst Lubitsch torna in sala, in edizione restaurata e rimasterizzata, a ricordarci cos'è un film perfetto, perché non c'è altra descrizione possibile. Girato tra il 6 novembre e il 23 dicembre del 1941, in piena tragedia nazista, come il contemporaneo "Il Grande Dittatore" di Chaplin, il film -accusato erroneamente di leggerezza- combatte la sua guerra con le armi della finzione e della comicità ma anche della più grande poesia tragica (il monologo di Shylok), rivelandosi, specie a posteriori, di una complessità sofisticata e sorprendente, che non va mai a discapito della suspence o della risata incontenibile. Quella di Lubitsch è una rappresentazione (cinematografica) della rappresentazione (l'apparato nazista) che in ultimo sogna il trionfo della grande illusione nella guerra contro la terribile realtà.

"Il fondamentalista riluttante" di Mira Nair
Lahore, Pakistan 2010. Le manifestazioni che vedono coinvolti studenti fondamentalisti islamici sono in aumento. Al loro centro sta il giovane professore Changez Khan. Il sequestro di un suo collega americano fa precipitare la situazione. È proprio in questo momento delicato che Khan accetta di farsi intervistare dal giornalista americano Bobby Lincoln al quale decide di raccontare la propria vita di giovane professionista rampante nel campo della finanza, cooptato dal capo di un grosso studio newyorchese che ne individua le notevoli capacità. Nell'ambiente della upper class Changez sembra aver anche trovato l'amore nell'artista fotografica Erica. Tutto va bene per lui quindi fino a quando l'11 settembre 2001 cambia di colpo le prospettive. La sua vita comincia a mutare di segno: è diventato improvvisamente l'islamico da amare o odiare, non più una persona. C'è poi la riflessione su come si può diventare integralisti vista non più attraverso il reclutamento nelle fasce più incolte della popolazione di una manovalanza pronta anche ad immolarsi. Changez proviene da una famiglia non più abbiente ma di classe medio alta. Ha un padre poeta con un suo seguito nel Punjab e si inserisce, grazie alle sue doti, in uno Studio di valutazione finanziaria che lo mette in contatto con settori dell' establishment newyorkese.

"La grande bellezza" di Paolo Sorrentino
Ideato e scritto dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello, il film è ambientato e interamente girato a Roma. Dame dell'alta società, parvenu, politici, criminali d'alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti tessono trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, le ville sterminate, le terrazze più belle della città. Ci sono dentro tutti. E non ci fanno una bella figura. Jep Gambardella, 65 anni, scrittore e giornalista, dolente e disincantato, gli occhi perennemente annacquati di gin tonic, assiste a questa sfilata di un'umanità vacua e disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da capzioso, distratto divertimento. Un'atonia morale da far venire le vertigini. E lì dietro, Roma, in estate. Bellissima e indifferente. Come una diva morta. Ultimo, attesissimo, lavoro di Sorrentino, è l’unico film italiano della selezione officiale del Festival di Cannes.

"Oki's movie" di Hong Sang-soo. Rassegna: Piccolo ritratto di un grande maestro
Ennesimo triangolo amoroso per Hong Sang-soo, che firma uno dei suoi film più concertati e sereni. Grazie alla consueta, strabiliante lucidità della sua scrittura, Hong suggerisce che “la donna è il futuro dell’uomo” perché solo lei è in grado di spingere fino alle estreme conseguenze i narcisisti sdoppiamenti maschili (a cominciare dallo sdoppiamento cinema/vita). Hong Sang-soo continua a riproporre caparbiamente, con variazioni sempre nuove di film in film, il modulo narrativo che l’ha reso famoso: racconti quietamente caustici, rohmerian-bunueliani, sulle impasse tra i sessi, cagionate soprattutto dal narcisismo e dall’immaturità delle figure maschili. Oki è infatti una studentessa di cinema, contesa tra il coetaneo (e compagno) Jingu e il professor Song. I quattro capitoli in cui è suddiviso il film sono altrettanti punti di vista differenti su diversi momenti del passare di Oki dall’uno all’altro. Vediamo prima il cortometraggio autobiografico che ha girato Jingu, poi un capitolo sul “vero” Jingu, uno su Song… e infine “Il film di Oki”, il cortometraggio che lei ha girato, e che risolve in un colpo solo tutte le varie “duplicità maschili” che il film ha tessuto insieme architettando una struttura narrativa allo stesso tempo infernale e cristallina.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

Leggi le Ultime Notizie >>>