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Cultura > Film > 11 Giugno 2013

Cinemazero: la programmazione nelle sale dal 13 al 19 giugno

"Il fondamentalista riluttante" di Mira Nair (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione nelle sale di Cinemazero fino al 19 giugno 2013
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GIOVEDÌ 13 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 18.15 - 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

VENERDÌ 14 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 18.15 - 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

SABATO 15 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 18.15 - 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

DOMENICA 16 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 17.15 - 19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaPasolini, ore 17.00 - 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 18.15 - 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

LUNEDÌ 17 GIUGNO 2013
SalaGrande riposo
SalaPasolini, ore 17.00 - 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 17.15 - 19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair

MARTEDÌ 18 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore 19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaPasolin, ore 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 18.15 - 21.00 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino

MERCOLEDÌ 19 GIUGNO 2013
SalaGrande, ore19.30 - 21.45 IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE di Mira Nair
SalaPasolini, ore 19.15 - 21.30 QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui
SalaTotò, ore 18.15 LA GRANDE BELLEZZA di Paolo Sorrentino
SalaTotò, ore 21.00 THE DAY HE ARRIVES di Hong Sang-soo: Piccolo ritratto di un grande maestro.


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"Il fondamentalista riluttante" di Mira Nair
Lahore, Pakistan 2010. Le manifestazioni che vedono coinvolti studenti fondamentalisti islamici sono in aumento. Al loro centro sta il giovane professore Changez Khan. Il sequestro di un suo collega americano fa precipitare la situazione. È proprio in questo momento delicato che Khan accetta di farsi intervistare dal giornalista americano Bobby Lincoln al quale decide di raccontare la propria vita di giovane professionista rampante nel campo della finanza, cooptato dal capo di un grosso studio newyorchese che ne individua le notevoli capacità. Nell'ambiente della upper class Changez sembra aver anche trovato l'amore nell'artista fotografica Erica. Tutto va bene per lui quindi fino a quando l'11 settembre 2001 cambia di colpo le prospettive. La sua vita comincia a mutare di segno: è diventato improvvisamente l'islamico da amare o odiare, non più una persona. C'è poi la riflessione su come si può diventare integralisti vista non più attraverso il reclutamento nelle fasce più incolte della popolazione di una manovalanza pronta anche ad immolarsi. Changez proviene da una famiglia non più abbiente ma di classe medio alta. Ha un padre poeta con un suo seguito nel Punjab e si inserisce, grazie alle sue doti, in uno Studio di valutazione finanziaria che lo mette in contatto con settori dell' establishment newyorkese.

"Quando meno te lo aspetti" di Agnès Jaoui
Si spengono le luci in sala e sullo schermo appare l’immagine di un bosco incantato. C’è una principessa che ha perso il cammino e non riesce a ritrovare la strada di casa. Ad un tratto nell’inquadratura entra un principe azzurro: è un presagio che promette alla donzella l’incontro imminente con l’uomo della sua vita, un sogno premonitore. Poi, improvvisamente, siamo catapultati nella realtà: Laura (Agathe Bonitzer), moderna principessa con alle spalle ventiquattro anni alla ricerca del suo principe azzurro, incontra Sandro (Arthur Dupont), compositore in erba incredibilmente simile al ragazzo dei suoi sogni, e decide al primo sguardo di aprirgli il suo cuore. Il loro è un idillio d’amore, fatto di passeggiate, baci e vagheggiamenti di matrimonio, destinato inevitabilmente al lieto fine, finché accade qualcosa di imprevisto: l’incontro di Laura con Maxime (Benjamin Biolay), moderno lupo cattivo di cui la pulzella non può che invaghirsi. Il risultato è una fiaba moderna basata su un intreccio ingarbugliato di incontri improbabili da cui si sviluppano delle sottotrame imprevedibili che danno vita ad una storia bizzarra e spassosa. Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri, co-sceneggiatori e compagni di lavoro e di vita, sembrano essersi divertiti molto nella scrittura di Quando meno te lo aspetti : destrutturando uno a uno i punti cardine della fiabe più note al pubblico, da Cappuccetto Rosso a Cenerentola, a Biancaneve, per portare sul grande schermo, con ironia e intelligenza, uno spaccato di ciò che potrebbe succedere dopo il famoso “ e vissero tutti felici e contenti”.

"La grande bellezza" di Paolo Sorrentino
Ideato e scritto dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello, il film è ambientato e interamente girato a Roma. Dame dell'alta società, parvenu, politici, criminali d'alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti tessono trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, le ville sterminate, le terrazze più belle della città. Ci sono dentro tutti. E non ci fanno una bella figura. Jep Gambardella, 65 anni, scrittore e giornalista, dolente e disincantato, gli occhi perennemente annacquati di gin tonic, assiste a questa sfilata di un'umanità vacua e disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da capzioso, distratto divertimento. Un'atonia morale da far venire le vertigini. E lì dietro, Roma, in estate. Bellissima e indifferente. Come una diva morta. Ultimo, attesissimo, lavoro di Sorrentino, è l’unico film italiano della selezione officiale del Festival di Cannes.

"The day he arrives" di Honh Sang-soo. rassegna: Piccolo ritratto di un grande maestro
In The Day He Arrives la visita a Seul del protagonista diventa un gioco di specchi e ricordi, appannati dai fumi dell'alcool, lungo l'arco di tre notti bianche. A Seoul fa proprio tanto freddo. Il giovane regista Seong-jung non fa che ricordarcelo, mentre vaga per la città, mangia, beve, fuma, parla a vanvera e intanto non fa più film. È appena ritornato nella capitale dalla provincia, dove si è trasferito da alcuni anni e dove vive insegnando cinema. Per strada incrocia i suoi colleghi ed allievi del passato, con cui tenta di riallacciare un rapporto che sembra svanito per sempre. Un film che vive di momenti e di ellissi, dove il dialogo riempie il vuoto a morsi e dove le insicurezze dei personaggi tessono legami inarrestabili ma fragilissimi e destinati a scindersi troppo presto. Un cinema che si ripete in continuazione ma che, parlando di vita, non riesce a stancare: perché i suoi personaggi sono reali dispersi che affogano nell'alcol, in sigarette perennemente accese e rapporti sessuali senza amore. È l'inferno del cinema, ma anche della vita, raccontato con una leggerezza introvabile in altri autori. E sembra che parli di te, che ti punti il dito contro, condannandoti per il tuo voyeurismo e obbligandoti a guardarti dentro, prima di tuffarti nelle vite altrui. Ed è geniale.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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