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Notizie > Attualità > 02 Giugno 2013

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Caffè San Marco: una crisi rimandata. A breve un incontro fra il sindaco e i vertici Generali

Un momento della serata al Caffè San Marco

Trieste (TS) - Le rassicurazioni delle Generali sul destino del Caffè San Marco di Trieste non tranquillizzano completamente chi crede che questo luogo sia un "monumento nazionale", che come tale va salvaguardato. Per questo venerdì 31 maggio l'associazione Poesia e Solidarietà ha organizzato in questo spazio storico e misterioso, letterario e popolare, un affollatissimo reading preceduto da alcuni interventi che danno conto di questo punto di vista. Tra i presenti anche l'assessore comunale alla Cultura del Comune di Trieste, Franco Miracco, che ha parlato appunto di una "crisi rimandata", che non consente di prevedere, nel caso di una prossima gestione, che il locale sarà rispettato nella sua natura e per la sua tradizione.

"E' un pezzo di storia della città ed è una storia del presente e del futuro"- ha affermato Miracco. E in ogni caso, viene da pensare, se le condizioni economiche imposte in parte anche dalla proprietà rimarranno le stesse, gli orizzonti di questo futuro saranno davvero angusti per chi prenderà in carico la gestione.

Aldilà delle soluzioni proposte dall'ad di Generali, Miracco, tra gli applausi, ha dichiarato: "Quali soluzioni, questo è un ente culturale intoccabile". "E fra dieci giorni - ha assicurato, il sindaco Roberto Cosolini dovrebbe incontrarsi proprio con Greco, momento in cui farà presente l'obiettivo di questa manifestazione: far diventare il San Marco un patrimonio monumentale. Speriamo che le Assicurazioni Generali si rendano consapevoli che non c'è altra strada- ha aggiunto, concludendo: "questa città è stata patria di mecenati. Ricordatevi, Assicurazioni, di quello che siete state per due secoli. Date prova concreta dell'amore per Trieste, salvando l'anima e il corpo di questo caffè".

Durante la serata, oltre ai versi di numerosi poeti locali e stranieri si sono susseguiti altri interventi. Toccanti anche le tante letture sul tema giunte a Trieste, alcune delle quali anche nella propria lingua madre, arrivate da Grecia, Albania, Turchia, Bulgaria. Un messaggio è stato inviato anche dall'assessore Gianni Torrenti, che non ha potuto essere presente.

Ma la vera animatrice della serata è stata la presidente dell'associazione che ha organizzato l'evento, Gabriella Valera Gruber, che ha ricordato che si continuerà a vigilare sul destino del San Marco, visto che sono tanti i semplici cittadini che qui, nel tempo, hanno incontrato la cultura declinata nell'operato di tante realtà. Ha parlato poi Stelio Vinci, autore di un libro uscito nel 1995 sullo storico caffè, che verrà ristampato a ottobre. Attorno a questa data spirerà la brezza del centenario del San Marco, inaugurato il 3 gennaio del 1914.

C'era poi il presidente della comunità croata Giancarlo Damir Murkovich, il quale ha ricordato i suoi genitori che qui "passavano le ore a tradurre poesie dal francese". Per lui, questi tavolini dalle gambe di bronzo e dai marmi rosei sono diventati, nel tempo, un luogo di piena integrazione, "dove ci si deve spronare a ricostruire un futuro per la città: un futuro che non abita più qui".

Hanno poi preso la parola il presidente del Centro Unesco di Trieste Paolo Alessi e Antonio Della Rocca, presidente del Pen Club di Trieste e membro del Pen Club International Board. Proprio qui, ha ricordato Antonio Della Rocca, è stato fondato, ad esempio, il Pen club della città, "così diverso dagli altri club del resto d'Italia per la sua cultura e suo respiro internazionale". Antonio della Rocca ha anche rivolto un pensiero a Franco Filippi che tanto ha contribuito a dare al San Marco il suo ruolo di generosa apertura culturale.

Ancora c'era Stefano Sacher musicista del Collegio mondo unito e Primos Repar (Lubiana) organizzatore del festival Review in review, che negli ultimi anni si è svolto in parte proprio nel caffè San Marco. Infine, anche la notissima attrice triestina Ariella Reggio, presente in sala, ha raccomandato "Bisogna organizzare cose così, bisogna sostenere il nostro San Marco".

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