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Notizie > Incontri > 04 Maggio 2013

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Lo zoppolo e le piroghe: incontro al Museo del Mare con il capitano Bruno Volpi Lisjak

Civico Museo del Mare - interni

Trieste (TS) - Nuovo appuntamento lunedì pomeriggio, 6 maggio, con i “Lunedì Marinari” del Civico Museo del Mare. Alle ore 18 infatti, nella Sala dei Portolani della sede museale di via di Campo Marzio 5, il capitano e storico della pesca Bruno Volpi Lisjak presenterà il suo più recente libro “Lo Zoppolo-Cupa del Golfo di Trieste e le piroghe”. Introdurrà Franco Cossutta, ingegnere navale e presidente dell'Associazione Culturale "Museo della pesca del Litorale Triestino".

Con la pubblicazione di questo libro Trieste si è arricchita di un pezzo di storia inedita in ambito locale e nazionale. L'autore triestino è il cap. Bruno Volpi Lisjak, ex dirigente dell'Arsenale Triestino San Marco, già noto per "La spettacolare pesca del tonno nel Golfo di Trieste" e per il contributo su "La pesca" nel volume "Storia economica e sociale di Trieste" nonchè per molte altre pubblicazioni in italiano e sloveno.

Il nuovo libro è incentrato sullo zoppolo, imbarcazione monossile scavata da un tronco in uso per più di un millennio sulla costa del litorale triestino, da Servola fino alle foci del Timavo. Uno dei moventi che lo ha spinto ad avviare una serie di ampie ricerche storiche sull’argomento è stata la presenza a Trieste dell'unico esemplare di zoppolo rimasto, costruito nel 1882 e ora esposto al Civico Museo del Mare. Ciò indusse l'autore a compiere dettagliate ricerche in loco e in diversi Paesi dell'Europa centrale, in Dalmazia, in Grecia, Turchia, Russia e fino al mar Baltico, nonché nell'Archivio di Stato di Trieste e nell'Archivio diplomatico del Comune di Trieste. Seguì una lunga ricerca bibliografica sulla storia russa antica ed europea. Il desiderio di Lisjak è di valorizzare questo unico esemplare rimasto in Europa, che dimostra l'evoluzione di una piroga lacustre o fluviale per l'uso in mare e in special modo nel Golfo di Trieste così esposto alle forti raffiche di Bora.
L'unicità del reperto, e perciò il suo grande valore anche a livello internazionale, deriva dal fatto che solamente qui, sulla costa triestina, lo zoppolo rimase in uso così a lungo, fino al 1947, quando in tutta l'Europa fu molto prima rimpiazzato da barche più grandi e maneggevoli per la pesca. Le piroghe che sono esposte nei vari musei provengono infatti da ritrovamenti archeologici, mentre la nostra "Lisa" fu prelevata direttamente dal mare, dal noto “raccoglitore” e collezionista di antichità e di reperti particolari Diego de Enriquez che la acquistò dal pescatore di Aurisina Gruden.

Il libro spazia quindi sull'impiego delle piroghe nel mondo e sui metodi di costruzione. Interessante la menzione della più famosa piroga d’America con la quale il futuro presidente John Fitzgerald Kennedy si salvò, nel corso della 2° guerra mondiale, dopo esser stato affondato dai giapponesi nell'Oceano Pacifico. Un capitolo a parte tratta delle piroghe degli Slavi che, assieme ai Vichinghi, scesero dal Baltico lungo i fiumi russi fino al Mar Nero, assalendo più volte Costantinopoli e giungendo fino a Creta. Siccome queste e altre storie assunsero nel tempo l'aspetto di fantasie irreali, alcuni archeologi cecoslovacchi vollero costruire una piroga sul modello di una antica di 6500 anni fa riuscendo a raggiungere Lisbona remando dalla Sicilia, in occasione della Fiera Internazionale del 1998.

Non mancano poi vecchie storie tramandate per tradizione orale, compresa una narrazione avente conferma nei documenti dell'archivio del Principe della Torre e Tasso di Duino, secondo la quale nel 1730 pescatori a bordo di uno zoppolo catturarono una balena. Al termine viene descritta la costruzione di una replica dello zoppolo effettuata nel 1998 presso la Società velica di Sistiana che porta appunto il nome sloveno di “Cupa”.
Il libro è redatto con modalità scientifica, con ampie citazioni di fonti, in modo da consentire agli studiosi la possibilità di compiere verifiche o ulteriori approfondimenti. E’ scritto tuttavia con un linguaggio semplice così da leggersi con facilità, come un interessante racconto, anche corredato da numerose fotografie e illustrazioni.

L’incontro si svolge in collaborazione con l'associazione di volontariato “Cittaviva” e l’ingresso è gratuito fino al limite dei posti disponibili.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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