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Notizie > AttualitĂ  > 03 Maggio 2013

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Confesercenti: diffusi i risultati della raccolta di firme della campagna "Liberaladomenica"

Confesercenti - campagna "Liberaladomenica"

Trieste (TS) - In regione sono state raccolte 4293 sottoscrizioni a sostegno di una legge di iniziativa popolare che riporti nell’ambito dei poteri delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali lanciata da Confesercenti con Federstrade e il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana. I risultati regionali della raccolta di firme Liberaladomenica sono stati illustrati oggi, venerdì 3 maggio, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso l'Hotel Continentale di Trieste.

Anche in FVG, come in tutto il resto d'Italia, Confesercenti si è attivata interessando tutti i Comuni delle 4 province e attraverso le proprie sedi provinciali ha promosso, anche in collaborazione con le parrocchie, i sindacati dei lavoratori, le associazioni e gruppi spontanei come "Domenica no grazie Friuli" iniziative e banchetti per la raccolta delle firme. Avviata il 7 novembre scorso, la campagna ha oltrepassato a livello nazionale le 100mila firme, superando abbondantemente la soglia delle 50mila sottoscrizioni necessarie da raccogliere in sei mesi e da consegnare ora al Presidente di una delle due Camere. La proposta di legge di iniziativa popolare è stata depositata alla Corte di Cassazione il 13 novembre dal comitato dei Promotori.

A muovere l'iniziativa il fatto che negli ultimi anni il commercio abbia perso 100mila imprese. I consumi continuano a cadere e la disoccupazione è a livelli record. L’eccesso di liberalizzazioni ha avuto il solo effetto di penalizzare i piccoli e medi esercizi, aumentando i costi e distorcendo la competizione. Non vogliamo chiudere tutte le domeniche – spiegano i vertici Confesercenti- ma restare aperti solo quando è necessario. Altrimenti alle imprese già perse andranno presto aggiunte altre 80.000 che chiuderanno nei prossimi 5 anni, con la conseguente scomparsa di circa 240mila posti di lavoro”. Su scala nazionale, i primi tre mesi del 2013 rappresentano il peggior primo trimestre rilevato dall’anagrafe delle imprese dal 2004, con un saldo negativo di -31.351 imprese.
In particolare, in regione, secondo i dati diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane, nei primi tre mesi del 2013 in FVG sono state perse 878 imprese. A Trieste, dall’inizio dell’anno sono state perse 100 imprese, a Gorizia 5, a Udine 551, a Pordenone 222.

“La preoccupazione al di là dei dati, inconfutabili – hanno rimarcato il Presidente regionale, Giuseppe Giovarruscio e il Direttore regionale, Egidio Braicovich – deriva dalla sfiducia che traspare in tutti gli operatori dei vari settori”. “E - come sottolineato dal Direttore di Confesercenti Pordenone, Diego Simonetti - diventa sempre più difficile assistere le nostre imprese, oberate come sono da mille disposizioni legislative. Se a tutto ciò aggiungiamo la difficoltà di accesso al credito, ci si rende conto che il futuro non è affatto roseo”.

”Con questa iniziativa - ha affermato Simonetti - non vogliamo demonizzare le aperture festive, ma regolamentarle per renderle più rispondenti alle reali esigenze del comparto distributivo. Per una ripresa dell’economia interna è fondamentale la crescita dei consumi. Le aperture domenicali non contribuiscono al raggiungimento di questo obiettivo. Il reddito che ogni famiglia destina al consumo non aumenta di certo se i negozi tengono aperto indiscriminatamente tutte le domeniche. Le aziende, specialmente, quelle piccole, sono costrette a sopportare ulteriori aggravi gestionali. Sia i centri commerciali o le grandi superfici che le piccole attività rimangono aperte per il timore di perdere quote di mercato. Ma in ogni caso è una guerra che non porta alcun miglioramento economico: facilita invece il disagio sociale di tante persone costrette a sacrificare i rapporti sociali e in particolar modo la famiglia. Su questo punto c’è stata una grande sintonia tra noi e la Cei e per quanto riguarda la nostra provincia una sensibile collaborazione del vescovo, Monsignor Giuseppe Pellegrini”.

Quale amministratrice del gruppo Domenica no grazie Friuli, Elena Strizzolo, dipendente all'interno di un centro commerciale, ha portato testimonianza diretta di come la vita della commessa sia drasticamente cambiata in seguito al decreto Monti. “A ottobre 2012 ho creato il gruppo, che conta oggi oltre 2300 membri, per allinearmi agli altri gruppi di tutta Italia e tutti assieme promuovere e sostenere la campagna LiberalaDomenica. Chiediamo l'assoluta e urgente regolamentazione delle aperture degli esercizi commerciali e il ripristino di un tetto massimo di aperture domenicali concentrate in periodi sensati e utili (quindi escludendo quelle estive che non servono a nulla) e la tassativa chiusura nei giorni festivi. Tenere sempre aperto ha solo favorito lo sfruttamento del personale, chiamato a una presenza in tutti i festivi senza rotazione e spesso senza che il contratto lo preveda. La fortuna di avere un lavoro non deve significare annullamento della propria vita. Chiediamo solo di avere diritto ai nostri diritti” .
Nell'occasione sono stati presentati anche i nuovi vertici regionali di Confesercenti rinnovati nel corso dell'assemblea elettiva.
L'assemblea ha visto la riconferma del Presidente regionale Giuseppe Giovarruscio, la nomina del Vicepresidente Elio Manarini, del Direttore regionale, Egidio Braicovich e del Vicedirettore Alberto Cicuta.

Sono inoltre risultati confermati gli organismi rappresentativi provinciali di Trieste, Pordenone e Udine. “Per Gorizia ci stiamo riorganizzando - ha precisato Giovarruscio - e fra non molto apriremo un'unità locale della Confesercenti regionale”.
L'assemblea ha confermato la linea intrapresa dalla Confesercenti regionale, che va nella direzione dettata da Confesercenti a livello nazionale e prevede l'accorpamento dei servizi e la riduzione dei costi gestionali valorizzando le professionalità esistenti.
I vertici di Confesercenti regionale hanno ricordato in tal senso anche il recente e innovativo accordo raggiunto assieme ai Sindacati unitari del FVG con l'Ente Bilaterale del Veneto per la sperimentazione di un Ente bilaterale interregionale che opera unitariamente sia in Friuli Venezia Giulia che nel Veneto e che allarga di fatto alla nostra regione le prestazioni erogate dall'ente veneto. Il neocostituito organismo sarà in grado di innalzare l'offerta di servizi e prestazioni per gli iscritti regionali e per i loro dipendenti perseguendo contestualmente l'ottimizzazione delle risorse, secondo il principio di spending review tracciato da Confesercenti su scala nazionale.

Consentirà alla Confesercenti regionale e alle sigle sindacali unitarie di offrire alle imprese iscritte e ai loro dipendenti una serie di interessanti agevolazioni tra le quali: sostegno alla natalità (350 € per ogni figlio), rimborso libri di testo per le scuole dell’obbligo, rimborso per le spese di asili nido, materne ed elementari, una tantum di € 500 per figlio portatore di disabilità, rimborso di visite mediche oculistiche, rimborso per corsi di formazione obbligatori, rimborso per libri e manuali e licenze software, rimborso per spese di abbonamenti per attività sportive, rimborso per divise di lavoro e molto ancora.
Lo Sportello dove ottenere tutte le informazioni del caso e l'assistenza agli iscritti è attivo presso tutte le sedi Confesercenti regionali (Trieste, Udine e Pordenone) e presso le sedi dei sindacati unitari.


INFO:
Confesercenti FVG
mail: confesercenti.ts@libero.it
web: www.confesercentifvg.it


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