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Cultura > Film > 23 Aprile 2013

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Cinemazero: la programmazione in sala dal 25 al 30 aprile

"Nella Casa" di François Ozon (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione settimanale nelle sale di Cinemazero fino al 30 aprile 2013
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GIOVEDÌ 25 APRILE 2013
SalaGrande ore 16.45-18.30-20.15-22.00 VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi
SalaPasolini ore 17.30 - 19.30 TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August
SalaPasolini ore 15.00 - 21.30 COME UN TUONO di Derek Cianfrance
SalaTotò ore 15.00-17.00-19.00-21.00 NELLA CASA di François Ozon

VENERDÌ 26 APRILE 2013
SalaGrande ore 18.30 - 20.15 - 22.00 VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi
SalaPasolini ore 17.30 - 19.30 TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August
SalaPasolini ore 21.30 COME UN TUONO di Derek Cianfrance
SalaTotò ore 17.00 - 19.00 - 21.00 NELLA CASA di François Ozon

SABATO 27 APRILE 2013
SalaGrande ore 18.30 - 20.15 - 22.00 VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi
SalaPasolini ore 17.30 - 19.30 TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August
SalaPasolini ore 21.30 COME UN TUONO di Derek Cianfrance
SalaTotò ore 17.00 - 19.00 - 21.00 NELLA CASA di François Ozon
ZANCANARO-SACILE OMAGGIO A DAMIANO DAMIANI 20.30 INGRESSO LIBERO

DOMENICA 28 APRILE 2013
SalaGrande ore 16.45 -18.30 - 20.15 - 22.00 VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi
SalaPasolini ore 17.30 - 19.30 TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August
SalaPasolini ore 15.00 - 21.30 COME UN TUONO di Derek Cianfrance
SalaTotò ore 15.00-17.00-19.00-21.00 NELLA CASA di François Ozon

LUNEDÌ 29 APRILE 2013
SalaGrande riposo
SalaPasolini ore 16.45 TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August
SalaPasolini ore 18.45 - 21.30 COME UN TUONO di Derek Cianfrance
SalaTotò ore 18.30 - 20.15 - 22.00 VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi

MARTEDÌ 30 APRILE 2013
SalaGrande ore 18.30 - 20.15 - 22.00 VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi
SalaPasolini ore 16.45 TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August
SalaPasolini ore 18.45 - 21.30 COME UN TUONO di Derek Cianfrance
Sala Totò ore 17.00 - 19.00 - 21.00 NELLA CASA di François Ozon.


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"Nella Casa" di François Ozon
Il cinquantenne Germain (Fabrice Luchini) è professore di letteratura presso il Liceo Flaubert in una cittadina francese. È un docente competente, ma è anche uno scrittore mancato perché carente di talento, sposato con Jeanne (Kristin Scott Thomas). All'inizio dell'anno scolastico Germain viene favorevolmente impressionato dalla qualità dell'elaborato del sedicenne Claude (Ernst Umhauer), un bel ragazzo di umili origini, che sembra timido. Il testo, fluido e sottilmente sarcastico, racconta l'amicizia con Rapha (Bastien Ughetto), un compagno di classe che ha suscitato il suo interesse perché appartiene a una famiglia borghese, apparentemente "perfetta". Ciò che intriga Germain e Jeanne (coinvolta dal marito) è la chiosa finale del tema: 'continua'. Affascinato dallo spirito di osservazione dello studente, Germain lo stimola a continuare a scrivere. Claude si insinua abilmente in seno alla famiglia del compagno, e diventa un habitué nella bella villetta. Quindi, settimanalmente, consegna a Germain le puntate di un'avvincente cronaca voyeuristica in cui descrive i dettagli "sorprendenti" di quel contesto. Dagli episodi narrati (e mostrati visivamente) emergono i problemi lavorativi del padre di Rapha (Denis Ménochet), un impiegato entusiasta della Cina e amante del basket, che pratica con il figlio, ma anche l'attrazione (fantasie e atti) di Claude nei confronti di Esther, la madre dell'amico (Emmanuelle Seigner), una donna molto attraente, interessata unicamente alla decorazione di interni. I racconti di quella intimità "normale" (e le imprevedibili svolte del plot) appassionano Germain che sviluppa una stretta relazione con l'allievo che, a sua volta, ne è lusingato. Il professore corregge la prosa dello studente, ma lo consiglia anche su come agire praticamente e ne diventa complice di intrighi, affinché la storia narrata continui. Una vicenda scandita da un ritmo teso e seducente fino al magnifico finale.
È una commedia drammatica, spiritosa e intelligente, che si sviluppa come un thriller con risvolti dark più che inquietanti. Scritta dallo stesso regista con uno stile incisivo e con dialoghi taglienti, adatta brillantemente "El chico de la última fila", una pièce teatrale del drammaturgo spagnolo Juan Mayorga. Ozon ripropone la sua abilità nel far emergere aspetti infausti da situazioni apparentemente ordinarie. All'inizio del film realtà e finzione appaiono ben distinte, ma poi, progressivamente, tutto si mescola e si confonde, in un gioco di apparenze e di macchinazioni divertenti e sinistre, con una perfetta combinazione di suspence e intrattenimento, anche grazie alle magnifiche performances di tutti gli attori. È evidente il riferimento a temi e suggestioni di altri maestri: in primis Chabrol e Buñuel, ma anche Rohmer e Haneke. In realtà Ozon riflette sul processo di immaginazione e di creazione narrativa. Il rapporto fra Germain e Claude evoca la manipolazione dello scrittore nei confronti del lettore o quella (reciproca?) dell'editore verso l'autore o del produttore verso il regista. In effetti il regista ha dichiarato di aver voluto sfruttare una chance per parlare indirettamente delle problematiche del suo lavoro, collocando lo spettatore all'interno del processo artistico.

"Viaggio sola" di Maria Sole Tognazzi
Irene è un'ispettrice alberghiera che valuta e giudica le prestazioni di hotel di lusso. Pignola e scrupolosa, soggiorna nell'albergo di turno all'insaputa di direttori e personale, infilando i guanti bianchi e spiegando il suo kit da lavoro. In volo tra una città e un'altra, Irene viaggia sola e dentro una vita a cinque stelle che le impedisce di mettere radici. A terra l'aspettano Andrea, ex fidanzato ed eterno amico, e Silvia, sorella con marito e prole, che sogna un giorno di vederla 'sistemata'. Attenta ai particolari, Irene sembra però perdere il quadro generale. Il decesso di un'antropologa conosciuta nella spa di un hotel berlinese la precipita nel caos, disorientandola come i direttori che ammonisce.
Dopo L'uomo solo di Favino, dentro una storia sentimentale che finisce, Maria Sole Tognazzi sceglie una protagonista femminile e la imbarca letteralmente nel mondo. Perché l'Irene di Margherita Buy è una cittadina dell'airworld che ha fatto dei non-luoghi la sua dimora mobile. Una donna che rifiuta la stasi e preferisce le zone liminali all'inquietante certezza della vita 'normale'. Angelo sterminatore a terra, Irene bacchetta con stile e discrezione chi dovrebbe offrire ai propri clienti un'esperienza indimenticabile, invitandoli a riconsiderare la gestione dell'albergo e a organizzarlo in modo migliore. Proprio come farà con la sua vita, in cui persevera determinata a bastarsi.
Almeno fino a quando non incontra una donna che come lei viaggia sola, affetta dal suo stesso nomadismo. Le parole e le teorie dell'antropologa, conosciuta ammollo in una spa, abbassano le sue difese, interrompendo la gestualità rituale e precipitandola nel 'disordine'. E in quel disordine Viaggio sola rivela la sua originalità, scartando i cliché della commedia sentimentale come un cliente occasionale di un albergo esotico devierà il desiderio per Irene, corteggiata davanti a un bicchiere di vino servito intempestivamente. L'esecutrice intransigente ha un punto debole nella solitudine a cui fa da contrappunto la vita 'familiare' della sorella, moglie e madre dentro il quotidiano. Vivere negli interstizi rende difficile entrare in intimità con l'altro, stringere relazioni autentiche, nutrire un sentimento ma d'altra parte l'umano non può godere di tutto, non può avere tutto, non può essere tutto.
Quello che caratterizza Irene è l'esperienza del limite e quello che intende il bel film della Tognazzi è la capacità di misurarsi con quel limite e con la propria solitudine, la capacità di restare soli, la capacità di accettarlo.
Il senso del film vive tutto negli occhi e nel portamento di Margherita Buy che fa del suo corpo il paradigma di una possibile modernità del femminile.

"Treno di notte per Lisbona" di Bille August
Ogni mattina, il professor Raimund Gregorius si reca nella scuola di Berna dove insegna. Ma una mattina riscrive per sempre il suo percorso: una ragazza disperata è in procinto di buttarsi da un ponte ed è proprio Raimund a fermarla prima che sia troppo tardi. La ragazza scappa, ma lascia dietro di sé un libro e un biglietto ferroviario per Lisbona. Raimund, spinto dal bisogno di cambiamento e da un’improvvisa sete di avventura, sale sul treno e, una volta in Portogallo, si mette sulle tracce dell’autore del libro, Amadeu de Prado, medico e membro della resistenza che si oppose al regime di Salazar. Nasce e si svolge all’insegna del travestimento, e dunque del falso, questo film di Bille August, che traduce sullo schermo un romanzo best-seller nei paesi di lingua tedesca firmato da Pascal Mercier, nom de plume di Peter Bieri.

"Come un tuono" di Derek Cianfrance
Luke è un pilota di motociclette, impiegato in uno spettacolo ambulante. Dovrebbe partire al seguito del carrozzone per una nuova meta, ma scopre di avere un figlio, Jason, nato da una breve relazione con Romina, una ragazza del posto. Resta, dunque, nella provincia dello stato di New York, per provvedere alla sua nuova famiglia e impedire che suo figlio cresca senza un padre, come è accaduto a lui. Le rapine in banche e le fughe in moto sono il metodo più veloce per procurarsi tanti soldi e in fretta, ma "chi corre come un fulmine, si schianta come un tuono", ed è così che la folle corsa di Luke si arresta davanti alla recluta di polizia Avery Cross, anch'egli padre da poco. Quindici anni dopo, Jason e il figlio di Avery stringono amicizia al liceo, ma il passato che li lega riaffiora e la vecchia violenza chiama nuova violenza. 
Il talento di Derek Cianfrance, alla boa del terzo film, è un talento evidente, tanto nell'uso della macchina da presa quanto, e soprattutto, nell'abilità narrativa. Mentre noi scopriamo lui, anche lui sembra scoprire se stesso, misurandosi in toni e registri diversi. Con Blue Valentine aveva raccontato meglio di chiunque altro, recentemente, la straordinaria forza sentimentale del quotidiano, la potenza di tuono di ciò che torna, mediato e deformato dal filtro del ricordo, dell'amore quando l'amore non vince più sul resto. Con Come un tuono allarga il campo e opta per una narrazione forte, che abbraccia più personaggi e più generazioni.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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