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Cultura > Arte > 21 Marzo 2013

"La metafora del perturbante”: al Salone degli Incanti le opere dell'argentino Ricardo Cinalli

di Claudio Bisiani

Ricardo Cinalli - La metafora del perturbante

Trieste (TS) - Il “perturbante” freudiano e l'enigma della metafora compongono il poliedrico linguaggio figurativo di Ricardo Cinalli, pittore argentino nato a Santa Fe anche se ormai londinese d'adozione. Un tratto ricercato e di forte impatto emozionale che rievoca la grande tradizione classica italiana e quella rinascimentale europea, immergendosi al contempo nell'avanguardia metafisica che traduceva in forma e materia l'esperienza impalpabile dei sensi. Una ricerca pittorica complessa e articolata, che trova adesso un'esaltante sintesi nella mostra “La metafora del perturbante” allestita dal 23 marzo negli ampi spazi del Salone degli Incanti. Una location quanto mai adatta per gli affreschi monumentali di Ricardo Cinalli, che verranno presentati seguendo un percorso labirintico “a stanze”.

Le circa ottanta grandi opere della rassegna infatti – provenienti in massima parte da Londra, Parigi e Barcellona – sono state divise, a seconda della tematica trattata, in sette box separati per far riflettere il visitatore su diverse questioni antropologiche universali: amore, morte, tempo, religione ed arte. Un faccia a faccia serrato, suggestivo e coinvolgente con i problemi quotidiani dell'uomo contemporaneo e soprattutto con le domande più tormentate e impellenti dell'esistenza, gli escatologici “novissimi” latini (le “cose ultime, estreme”), in un dialogo socio-psicanalitico nel quale l'immagine diventa anche un riflesso del nostro mondo interiore. Quasi una sorta di test proiettivo: una “macchia di Rorschach” dell'inconscio individuale e collettivo.

Il viaggio monografico nell'universo fisico/metafisico di Cinalli si snoda quindi nel labirinto di stanze tematiche – realizzato nell'ex Pescheria dagli architetti Chiara Lamonarca e Marzia Decorte – dedicate alle suggestioni più care all'artista: Inversus III, Illusione versus Realtà (allegoria della caverna), La stanza delle Premonizioni, Eros & Thanatos, La Metropoli Utopica, I Viaggiatori Blu. Espresse con differenti tecniche – dal pastello su carta velina all'olio su tela, dall'affresco all'inchiostro – le opere in mostra raccontano l'immensa produzione del maestro argentino, dagli anni '80 ad oggi, «elaborando una scomposizione concettuale già avviata dal critico internazionale Edward Lucie Smith nell'intento di ordinare i diversi soggetti narrati da Cinalli: personaggi possenti e sproporzionati, esseri ambigui e grotteschi, figure mitologiche, esoteriche e sacre». Tra i lavori più evocativi esposti al Salone degli Incanti si staglia in particolare l'olio su tela “Ultima cena con diamantes” (2006) accanto alle imponenti opere su carta velina “Acto Primero” (2003), “Material World” (2006), “Nocturno” (2006) e “The birth of tragedy” (2012).

Visitabile dal 24 marzo al 27 aprile (da martedì a venerdì dalle 17 alle 20, festivi dalle 10 alle 20), la mostra “La metafora del perturbante” – nata dal progetto di Claudio Crismani, presidente dell'associazione culturale Woland – è realizzata in collaborazione con il Comune di Trieste e grazie al contributo della Fondazione CrTrieste. Accanto ad una brochure che ripercorre il cammino espositivo triestino, nei primi giorni di aprile verrà presentato un volume speciale su Cinalli pubblicato da Elzeviro Edizioni. La monografia di 250 pagine, corredata dalle fotografie di Neva Gasparo, raccoglie i testi dei critici d'arte Sanda Miller, Patricia Rizzo ed Edward Lucie Smith. La pubblicazione, innovativa nel suo genere, conterrà una decina di immagini multimediali che attraverso le ultime tecnologie Smartphone e iPhone consentirà l'accesso a numerosi altri contenuti, documenti e informazioni.

Sabato 23 marzo, nella giornata d'apertura della rassegna (presentazione alle 17 all'Auditorium del Museo Revoltella, inaugurazione alle 18.30 all'ex Pescheria), sarà ospite a Trieste la scrittrice Maria Kodama Schweitzer, vedova di Jorge Luis Borges, poeta e premio nobeRicardo Cinalli (foto: Associazione Culturale Woland)l argentino. Per l'occasione la Chamber Music allieterà la vernice con un concerto per violino e chitarra del Duo Skabar-Cibiz.
Per tutta la durata della mostra - che dopo Trieste proseguirà per Venezia, Milano, Firenze, Roma e Palermo - sono in programma alcuni eventi collaterali fra cui una convention sull'architettura di Ricardo Cinalli curata da Barbara Fornasir.

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