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Notizie > Incontri > 18 Marzo 2013

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A FilmForum Festival la pornocineasta Anna Span: quando l'hard è femminista

Anna Span

Gorizia (GO) - Si chiama Anna Thompson ma in arte, e per i consumatori del mercato soft e hardpornografico, lei è semplicemente Anna Span, cineasta inglese con la passione per la sensualità e i suoi multiformi meandri sin da quando, poco più che adolescente, ha deciso di dedicarsi alla rappresentazione del piacere sessuale in una forma capace di coinvolgere anche le donne, anziché utilizzarle come semplice oggetto e ‘medium’ dell’immagine pornografica.

Anna Span è ospite fino a domani – martedì 19 marzo – di FilmForum Festival a Gorizia, dove una sezione “storica” della manifestazione, curata da Giovanna Maina, Federico Zecca ed Enrico Biasin - è appunto dedicata ai porn studies, ovvero alla pervasività dell’immaginario di genere – quello pornografico – e alle sue interazioni e contiguità con il cinema ‘mainstream. Candidata per i Democratici alle politiche 2010 in Gran Bretagna (“perché dare identità e dignità alle persone attraverso la rappresentazione del piacere è di per sé un atto politico”), Anna Span, classe 1972, laureata in belle arti e cinematografia, è oggi un nome molto noto nel suo Paese, protagonista di talk show e opinionista particolarmente ricercata.

Il suo è un impegno sul versante del cinema per certi versi ‘politico’ e ‘hardfemminista’: «Laddove – ha commentato oggi nell’incontro stampa che si è svolto a Gorizia - l’Italia resta purtroppo il regno dello sterotipo nell’immagine che rimanda della donna, dalle veline alla femmina ‘lavapiatti’ e casalinga. Mi sembra di tornare all’Inghilterra anni Settanta. Oggi il 30% delle donne consuma pornografia, sul web o con video. Il mio modo di fare cinema ne tiene conto: cerco non solo donne ma anche uomini attraenti, come protagonisti dei miei film, non rinuncio all’ironia, mi dedico a generose inquadrature sugli uomini anziché induguare solo sulle protagoniste: così rendo giustizia anche allo sguardo delle spettatrici e non solo del pubblico maschile. Le mie produzioni gravitano su Olanda dusk Tv, il canale satellitare a luci rosse dedicato alel donne. Ma per acquisti è monitorato anche il mio sito www.annaspansdiary.com Detesto, però, utilizzare parti del corpo per promuovere i miei film: bando ai seni enormi o agli uomini con grandi attributi. Mi piace rappresentare le persone ‘normali’».

E la censura, potrà mai insidiare istituzionalmente l’offerta porno sul web, come si è rischiato in queste settimane? «E’ impossibile – afferma Anna Span – ed è soprattutto una reazione conservatrice legata all’espansione del porno sui mercati internazionali. Aumenta la libertà e proporzionalmente aumentano le polemiche legate ai limiti di questa libertà. Ma devo dire che in Inghilterra registro più aperture che panico: è in corso una rivoluzione silenziosa ma reale nei costumi sessuali, nelle abitudini e nel modo di vivere il consumo della pornografia. Certo, in Italia si preferisce tradire, anziche’ condividere materiale erotico con il proprio partner: Invece il porno è più innocente di quanto si creda: tiene insieme molte relazioni perché permette di esplorare fantasie e offre soddisfazione al proprio immaginario, non necessariamente va praticato così com’è rappresentato. Il porno è la democrazia del corpo: come diceva Jaques Lacan, il piacere determina spesso il potere della persona».

La sezione "porn studies" di FilmForum Festival proseguirà con altri protagonisti: mercoledì 20 a Gorizia arriva il regista russo Vasyl Cherepanyn, direttore del Visual Culture Research Center (Kiev, Ukraine), editore del "Political Critique" magazine. Recentemente è stato coinvolto in un caso di censura da parte del suo governo che ha chiusa la mostra Ukrainan Body da lui curata perché accusata di pornografia, evento che presenta inquietanti analogie e assonanze rispetto al noto caso delle Pussy Riot. E domani, martedì 19, appuntamento con la saggista e ricercatrice Katrien Jacobs, docente di studi culturali e religiosi all’Università Cinese di Hong Kong, autrice di “People’s Pornography: Sex and Surveillance on the Chinese Internet”. Il volume punta sulla semplice e lapidaria affermazione che la ricerca del piacere sessuale sia collegato alle lotte per le libertà civili. Quest’opinione così forte, che appare evidente nella prima pagina del libro, rivela a proposito della situazione politica e della circolazione delle informazioni nell’attuale colosso Cina, probabilmente molto di più rispetto a qualsiasi ricerca o argomentazione addotta. Un saggAnna Span porno film director & productorio che offre una potenziale possibilità di comprensione dei blog di celebrità internazionali dissidenti come Ai Weiwei e Han Han, oltre ai più celebri a livello locale, ma solo come famigerati blog sul sesso, di altri esponenti come Mu Zimei.


INFO/FONTE:
FILMFORUM 2013 Ufficio Stampa
www.filmforumfestival.it
info@filmforumfestival.it

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