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Notizie > Attualità > 09 Marzo 2013

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Il Forum delle associazioni culturali FVG lancia l'allarme: a rischio l'attività 2013

di Claudio Bisiani

Un momento della conferenza stampa al Caffè San Marco

Trieste (TS) - “Ricominciamo dalla cultura!”. E' questo lo slogan – ma anche il grido di dolore e al contempo l'auspicio e l'appello – del Forum delle associazioni e realtà culturali del Friuli Venezia Giulia che stamattina, al Caffè San Marco di Trieste, ha tenuto una conferenza stampa per denunciare l'emergenza in cui versano decine di sodalizi culturali della nostra regione - che operano in vari settori, dal cinema al teatro, dalla letteratura alla musica - a seguito del drastico taglio dei contributi pubblici. Sotto tiro, in particolare, c'è il mancato rifinanziamento della legge regionale 68/81 che sostiene, appunto, i progetti e l'attività di tante realtà culturali cosiddette “a tabella”.

Il rischio, sottolineano i rappresentanti delle oltre 40 associazioni che hanno finora aderito al Forum, è quello di «vedere letteralmente spazzato via il mondo dell'associazionismo e cancellate attività già radicate da tempo nel territorio, di alto valore divulgativo, alcune delle quali di rilievo internazionale».
A rincarare le critiche nei confronti delle “politiche” attuate dalla Regione FVG si aggiunge anche il recente provvedimento straordinario di finanziamento “a pioggia” a sostegno delle istituzioni culturali “stabili e strutturate” – in primis quelle teatrali (integrazione di 600mila euro nella Finanziaria 2013) – che hanno goduto di un occhio di riguardo a dir poco particolare.

Nell'appello del Forum, accanto alla necessità primaria di rifinanziare in tempi stretti la legge 68 per attuare i progetti per l'anno in corso altrimenti irrealizzabili, c'è la forte richiesta di eliminare le tante vessazioni burocratiche che rendono impossibile e incerta la programmazione pluriennale di eventi e manifestazioni. Nella legge, è stato inoltre evidenziato, sono presenti “figli” (gli istituti culturali "stabili") e “figliastri” (i soggetti culturali definiti “a tabella”) che subiscono un trattamento alquanto diverso e spesso sperequato.
«Bisogna cancellare la discrezionalità della politica e degli enti pubblici nella scelta di quale associazione finanziare e quale no. I criteri di selezione, ad esempio, delle pochissime domande accolte l'anno passato si sono rivelati discrezionali, farraginosi, a tratti surreali. Le priorità stabilite si sono prevalentemente concentrate su indicatori localistici, senza respiro internazionale, senza una reale attenzione alla continuità progettuale e alla qualità delle produzioni artistiche».

La scelta di chi finanziare o meno, sempre secondo i rappresentanti del Forum, dovrebbe fondarsi su una certificazione più attenta del merito, «privilegiando quei progetti che lasciano un “segno” importante sul territorio e valutando con attenzione come i soldi vengono realmente usati e in tasca di chi vanno». In quest'ottica, fra le richieste da avanzare alle istituzioni, sarebbe auspicabile innanzitutto «procedere ad un progressivo e rapido superamento della divisione dei beneficiari tra realtà “a tabella”, “a progetto” e “per posta puntuale”, addivenedo ad un sistema unico di presentazione e valutazione delle progettualità su base pluriennale, che garantisca coerenza con le priorità, trasparenza di valutazione e continuità di risultati».

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