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Notizie > Incontri > 09 Febbraio 2013

Allo Schmidl si parla di "grande cavalchina mascherata": il Carnevale all’ombra dei teatri triestini

Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste

Trieste (TS) - Al Museo Schmidl si festeggia il Carnevale con la conversazione, che comprende ascolti e proiezioni, proposta da Cristina Zacchigna, dal titolo "Grande cavalchina mascherata: veglioni e feste di carnevale all’ombra dei teatri triestini", in programma lunedì 11 febbraio, con inizio alle 17.30, nella sala “Bobi Bazlen” al piano terra di palazzo Gopcevich (via Rossini 4), dodicesimo appuntamento con il ciclo 2012-2013 dei Lunedì dello Schmidl.

L’uso di festeggiare il periodo carnevalesco con balli mascherati pubblici e privati è per Trieste una tradizione antica che risale al Trecento e che si può leggere attraverso l’usanza di “andar in sala”, che significava andare al Veglione mascherato. Dapprima ai balli del Ridotto del Teatro San Pietro, poi nella sala maggiore del Ridotto del Teatro Grande, e in seguito, dal 1879, con gli allestimenti dei balli al Politeama Rossetti: il ballo del popolo o ballo “cassòn” – come veniva comunemente chiamato per indicare che ci poteva entrar di tutto -, il veglione mascherato e lo sfarzosissimo Ballo dei Fiori del martedì grasso. Pur di far partecipare le proprie figlie in età da marito ai balli mascherati, le famiglie si indebitavano, come recita una famosa canzonetta popolare «De soto de la flaida le braghe i ga straponte, i ga ‘l capoto al Monte [di pietà n.d.r.] ma i vol far Carneval».

Tra i numerosi circoli privati che contribuivano a organizzare feste danzanti per bambini (detti “delle bambole”) e adulti, spicca il Circolo Artistico che, tra burlate, iniziative fantasiose, mascherate a tema e scherzi di diverso genere di cui parla Carlo Wostry nella sua esilarante «Storia del circolo artistico», idearono e organizzarono, con il contributo di Carlo Schmidl, il Concorso della canzone popolare triestina, che dal 1890 sarà indetto ogni anno nel periodo carnevalesco e che darà alla luce i più celebri Leitmotive dei veglioni mascherati e della tradizione popolare triestina.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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