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Cultura > Film > 28 Gennaio 2013

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Cinema: in versione inedita "Gli ultimi" di Vito Pandolfi e padre David Maria Turoldo

Locandina evento

Pordenone, Udine e Gemona (PN) - ll 31 gennaio 1963 usciva in sala a Udine "Gli ultimi" di Vito Pandolfi e David Maria Turoldo, film capolavoro sulla vita dei contadini friulani negli anni Trenta ispirato al racconto autobiografico di Turoldo "Io non ero un fanciullo". Grazie a Cinemazero, al CEC e alla Cineteca del Friuli, esattamente cinquant'anni dopo Gli ultimi ritorna, nella versione integrale inedita ora restaurata e digitalizzata, nelle sale della regione per tre serate: il 30 gennaio alle 20.45 a Cinemazero di Pordenone, dov'è stata anche allestita la mostra con le immagini scattate sul set dal fotografo casarsese Elio Ciol; il 31 gennaio alle 20.30 al Cinema Centrale di Udine, nello stesso giorno e nello stesso luogo della prima di cinquant'anni fa; il 6 febbraio alle 21 al Cinema Teatro Sociale di Gemona. A Pordenone saranno ospiti Elio Ciol e don Nicolino Borgo, presidente del Centro Culturale Il Ridotto di Coderno di Sedegliano.

Com'è noto, Gli ultimi racconta di un bambino, Checo, figlio di contadini affittuari, che per la sua indigenza viene deriso dai coetanei e chiamato spregiativamente "Spaventapasseri". Vi si ritrovano alcuni topoi della poesia turoldiana: i ricordi dell'infanzia, la figura della madre, la miseria vissuta con dignità. Come un romanzo di formazione, il film si snoda secondo alcune tappe che portano il protagonista alla consapevolezza, all'emancipazione e al riscatto finale. Checo simbolicamente rappresenta il Friuli con la sua umanità dimenticata; una terra isolata e depressa che farà della propria miseria non una vergogna ma un valore. Da notare la coincidenza di date che vede nel 31 gennaio 2013 sia il cinquantenario di un'opera così significativa per i valori della cultura e dell'identità friulana sia il cinquantenario della nascita dello statuto autonomo del Friuli Venezia Giulia, che pure data 31 gennaio 1963.

Il film naturalmente è anche opera di Pandolfi, uomo di teatro e intellettuale laico e marxista, legato a Turoldo dall'esperienza condivisa della Resistenza a Milano. Oltre alla regia, Pandolfi firma la sceneggiatura insieme a Turoldo, e parte dell'interesse dell'opera è dovuto proprio all'apporto, a volte di segno opposto, di due personalità di diversa estrazione culturale. Rileva Luca Giuliani nella sua analisi della genesi del film che "l'andirivieni di episodi e spunti narrativi nelle diverse sceneggiature è il risultato della tensione fra le spinte sociali e politiche vicine a Pandolfi e quelle umaniste di Turoldo. Anche i titoli provvisori ci paiono una chiave di lettura di questa dialettica: da una parte i campi, la miseria, dall'altra la trasfigurazione di questa condizione nella tensione verso il riscatto e la consapevolezza personale del fanciullo/spaventapasseri. Sembra di vedere Pandolfi che blocca gli slanci di Turoldo verso l'infinito (S) e Turoldo contenere le descrizioni di carattere sociale (...). E forse invece è proprio la collaborazione fra i due a dare voce a un esperimento significativo dell'epoca".

La versione del film che si vedrà a Pordenone, Udine e Gemona è quella presentata nel 1962 dagli autori alla Mostra del Cinema di Venezia e rimasta sinora inedita. "Gli ultimi" non fu accettato alla selezione veneziana ma fu comunque proiettato in una saletta del Lido; alcuni intellettuali e critici dell'epoca, una volta visto il film, suggerirono a Pandolfi di apportare alcune modifiche che risultarono nella versione distribuita in sala e finora conosciuta.
In anticipo sui tempi, e proprio per questo, "Gli ultimi" non ebbe successo ed è rimasto una rarità cinematografica, che ora ritorna a nuova vita.

Il film è stato infatti oggetto di una lunga e complessa operazione di recupero di cui si sono visti i primi importanti risultati già nel 2002, in occasione dei 40 anni dalla realizzazione, con il restauro della pellicola e la successiva uscita in vhs. Grazie alle ricerche che hanno portato a ulteriori ritrovamenti e al nuovo restauro digitale, per i 50 anni è stata realizzata un'edizione speciale in doppio dvd curata dalla Cineteca del Friuli, dal Centro Espressioni Cinematografiche di Udine e da Cinemazero di Pordenone, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, del Centro Culturale Il Ridotto di Coderno e con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale FVG.

Oltre alle due versioni del film, il cofanetto dvd presenta più di cento minuti di contenuti extra, un ricco carnet di materiali d'epoca, alcuni del tutto inediti: il trailer, il finale alternativo, i tagli di montaggio e di edizione, i sopralluoghi e i provini agli attori realizzati da Ciol e Pandolfi e ora recuperati presso l'archivio personale di Turoldo a Fontanella di Sotto il Monte grazie alla collaborazione con la Compagnia dei Serviti.

La mostra fotografica di Cinemazero, già allestita nel Palazzo del Consiglio Regionale a Trieste da novembre a inizio gennaio, propone alcune gigantografie delle immagini di Elio Ciol da lui stesso selezionate fra i circa duemila scatti realizzati sul set del film. Accanto alle fotografie di Elio Ciol sono esposte alcune vedute che il figlio Stefano propone oggi dei luoghi che 50 anni fa sono stati le ambientazioni delle riprese. Materiali di lavorazione con altri documenti e immagini saranno esposti in una piccola mostra anche al Cinema Sociale di Gemona.

Info:
CEC/Centro Espressioni Cinematografiche, Udine - ufficiostampa@cecudine.org
Cinemazero, Pordenone - cinemazero.ufficiostampa@gmail.com
La Cineteca del Friuli, Gemona - press.gcm@cinetecadelfriuli.org


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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