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Cultura > Teatro > 08 Gennaio 2013

Al Ridotto prolusione di Gianni Gori a "Il Corsaro" di Verdi

Un momento delle prove de "Il Corsaro" (foto: www.teatroverdi-trieste.com)

Trieste (TS) - Come titolo inaugurale della stagione d’opera e balletto nel nome di Verdi e nel bicentenario della nascita del Maestro, la Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" ha scelto proprio l’opera rappresentata in prima assoluta a Trieste, il 25 ottobre 1848, nel teatro allora denominato Grande. "Il Corsaro", opera dalla giovinezza verdiana, alle soglie della svolta creativa di Rigoletto, Trovatore e Traviata, ebbe vita travagliata (nei cosiddetti "anni di galera" del compositore) per le disavventure editoriali che molto avevano contrariato il Maestro, al punto che Verdi non venne a Trieste per seguire la messinscena della sua nuova opera. Il che fu per il pubblico triestino una grande delusione, solo in parte riscattata due anni dopo dalla presenza a teatro e nella nostra città di Verdi e del suo librettista per il debutto dello Stiffelio.

Riemerso dopo alterne fortune e dopo oltre un secolo di emarginazione, Il Corsaro si è rivelato opera-cardine della creatività verdiana, rientrando in repertorio a partire dalla storica edizione del 1971 alla Fenice di Venezia e subito dopo al Comunale di Trieste. Oggi l’opera, tratta da un poemetto di George Byron, si riconferma un affascinante laboratorio verdiano, svelando alcuni dei momenti più alti nella drammaturgia musicale romantica.

Della genesi, delle fortune e dei valori del Corsaro, parlerà martedì 8 gennaio alle ore 18, al Ridotto del Teatro (Sala Victor De Sabata), Gianni Gori.

Lo scrittore e critico triestino ripercorrerà (anche attraverso l’audizione delle pagine più significative) le vicende del Corsaro nel corso di quel 1848, anno fatidico per la storia europea e per le esperienze dello stesso Verdi dopo Nabucco, Ernani, Macbeth e prima della Luisa Miller.

La prolusione metterà soprattutto l’accento sul sulle prove che, smentendo un diffuso luogo comune, rivelano quanto Verdi avesse amato Il Corsaro, tanto da indirizzare da Parigi alla prima interprete dell’opera (il soprano Marianna Barbieri-Nini) una lunga lettera che è quasi un decalogo di interpretazione e di regìa musicale. Alle vicende e alle fortune del Corsaro verdiano, eroe romantico della libertà votato al sacrificio e alla morte, aggiungono interesse la particolare situazione politica e sociale di Trieste nel "quarantotto" ed i rapporti che da allora Verdi avrebbe avuto con la nostra città.

A 165 anni dal suo debutto, Il corsaro è atteso sulle scene triestine in un nuovo allestimento coprodotto dal "Verdi" e dall’Opera di MonteCarlo con scene di Pier Paolo Bisleri, dipinti di Franco Fortunato, costumi di Giuseppe Palella e luci di Iuraj Saleri.

"Il corsaro" è affidato al M° Gianluigi Gelmetti che riveste il ruolo di Maestro concertatore, direttore e regista per uno spettacolo carico di intensità e di suggestione. Assieme all’ Orchestra e al Coro della Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste, quest’ultimo istruito dal M° Paolo Vero, il M° Gelmetti porterà il cast artistico a dar vita ai personaggi della vicenda: il ruolo di Corrado è affidato al tenore Luciano Ganci; quello di Gulnara sarà interpretato dal soprano Paoletta Marrocu,; Alberto Gazale darà voce a Seid, mentre il soprano Mihaela Marcu sarà Medora. Nel cast anche Michail Ryssov, Romina Boscolo e Alessandro De Angelis. In un’unica recita, il 12 gennaio 2013, si esibirà un diverso cast composto da Sergio Escobar, Alisa Zinovjeva, Igor Golovatenko, Natalia Roman che interpreteranno i ruoli nell’ordine dei personaggi indicato.

Al "Verdi" di Trieste l’opera ritorna, dopo l’edizione del 1998 tutta triestina curata dallo scenografo e costumista Sergio d’Osmo, in un atteso nuovo debutto la sera dell’11 gennaio 2013. Si replica il 12, 13, 15, 17 e 19 gennaio 2013.


INFO/FONTE:
Ufficio Stampa Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
http://www.teatroverdi-trieste.com

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