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Notizie > Incontri > 19 Dicembre 2012

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Film e sport a Cinemazero con "Dai un calcio al razzismo" e "Il Mundial dimenticato"

Il mundial dimenticato

Pordenone (PN) - Clara Salgado presenterà a Cinemazero giovedì 20 dicembre alle 21.00 il documentario "Dai un calcio al razzismo", frutto del lavoro svolto durante la 5° edizione del Torneo antirazzista di calcio a 5 che si svolse a Villanova di Pordenone nel luglio 2010. “Qualche anno fa, grazie ad un caro amico ecuadoregno conobbi questa bellissima e particolare manifestazione, un torneo di calcio Antirazzista, organizzata dall'Associazione Un calcio al Razzismo di Pordenone, nel quartiere dove abito da 18 anni, Villanova.

Così dopo aver vissuto quella incredibile esperienza, ho sentito un forte bisogno per condividere con gli altri quei momenti che altrimenti vengono ignorati o dimenticati, momenti nei quali per pochi momenti dimentichi di essere uno straniero e diventi parte dello stesso mondo. Un campetto di calcio significa anche questo: essere a casa anche quando la vera casa è a migliaia di chilometri”, racconta Clara Salgado.

Nata in Equador, si trasferisce in Italia nel 1994, dove scopre e coltiva il proprio talento di filmaker, che in questa occasione le ha permesso di catturare l’essenza della tre giorni di calcio e confronto nel campetto di quartiere, i dibattiti, i concerti, le cucine multietniche e la loro atmosfera intensa e gioiosa. Seguirà un’altra pellicola dedicata ad un episodio particolare della storia del calcio: "Il Mundial dimenticato" di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, proposto grazie alla collaborazione con il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, rappresentato durante la serata dal suo direttore Rodrigo Diaz.

Più che un semplice documentario sportivo, è un viaggio entusiasmante nella Patagonia di ieri e di oggi e nel leggendario campionato del 1942 giocato in quella terra lontana. 12 squadre rappresentative di altrettanti Paesi, schierate in campo dal delirante e visionario Conte Otz deciso ad organizzare a tutti i costi quei Mondiali di calcio che la guerra in corso fece saltare per due edizioni. Quel Mondiale fu caratterizzato non solo dalla partecipazione di giocatori non professionisti come operai, minatori, scavatori e ingegneri finiti nel sud dell'Argentina per costruire ponti e strade. C'erano militari, pescatori, esiliati e rivoluzionari in fuga dalla guerra. Quel Mondiale vide un'altra, storica Germania-Italia, finita 3-2 grazie ad un arbitraggio che il terzino destro Antonio Battilocchi, che all'epoca faceva l'operaio in una diga, definì (e definisce ancora oggi), "scandaloso". Un viaggio indietro nel tempo, nella storia delle nazioni e degli uomini, reso possibile dalle invenzioni di un personaggio eccentrico e straordinario come Guilliermo Sandrini, ex fotografo di matrimoni e cineoperatore di provincia, di origini italiane, con la passione di inventare e sperimentare.

Ingaggiato dal Conte Otz per filmare il grande evento, reinterpretando in chiave pacifista e interraziale il lavoro di Leni Riefensthal, regista del regime nazista che con il suo film sui Giochi Olimpici di Berlino del '36 aveva già rivoluzionato il modo di ritrarre la plasticità del gesto sportivo. Ed è proprio attraverso la figura di Sandrini, cui appartengono i resti ritrovati accanto alla preziosa cinepresa, che il documentario di Garzella e Macelloni si ammanta di fascino e curiosità e crea un piccolo gioiello di documentazione creativa. Sport, amoreClara Salgado e guerra, cinema e invenzione, natura e scienza fanno de "Il Mundial dimenticato" un piccolo gioiello di documentazione creativa, al confine con il surreale e la leggenda.

A completare questa panoramica la mostra fotografica di Marco Diodà, che ha accompagnato durante i 3 giorni di riprese la regista.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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