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Notizie > Attualità > 28 Novembre 2012

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Trieste scende in piazza per dire no al rigassificatore di Gas Natural a Zaule

Simulazione del rigassificatore a Zaule

Trieste (TS) - Si è tenuta oggi davanti al municipio di Trieste in occasione del consiglio comunale, al quale era presente anche il Presidente della Regione FVG Tondo, una manifestazione contro il rigassificatore. Alla manifestazione, oltre "TRIESTE GASATA – Comitato No al Rigassificatore" hanno aderito diversi partiti politici, sindaci, associazioni, studenti e singoli cittadini, ognuno con il proprio credo, ma tutti concordi nel dire no al rigassificatore a Zaule e nel ritenere una beffa la costruzione dell’impianto di Gas Natural e del suo business milionario nonché un affronto alla città e ai triestini.

Tema centrale del Consiglio comunale di questo pomeriggio l’occupazione. A proposito di occupazione "TRIESTE GASATA – Comitato No al Rigassificatore" ricorda che Gas Natural durante la sua campagna informativa, che si è svolta nel mese di ottobre, ha parlato di 1500 nuovi posti di lavoro. Da dati di ricerche universitarie e articoli giornalistici però, sugli oltre 30 impianti di rigassificazione installati a livello mondiale, si può ritenere credibile una occupazionalità media, composta prevalentemente da tecnici altamente specializzati (e in genere provenienti dai paesi della “casa madre”), che va dalle 30 alle 100 unità per impianto. Queste professionalità non esistono a Trieste, sono rare in Italia e pertanto l’occupazione non sarà certamente per il territorio.

Se consideriamo i danni che l’impianto proposto da Gas Natural può generare nei confronti di tutte le altre attività produttive che inevitabilmente sarebbero compromesse dall’inquinamento ambientale e dal blocco del traffico portuale, dipendente dal transito delle navi gasiere, i 70 posti di lavoro promessi dalla Gas Natural rappresenterebbero in realtà un danno occupazione in termini di occupazione per Trieste, dal porto al turismo e anche all’immagine della città.

Nei prospetti della Gas Natural, per il triennio di costruzione dell’impianto, si favoleggia di 1500 posti di lavoro. Non è stato chiarito tra quei 1500 lavoratori (ammesso che siano così tanti...) quanti saranno gli addetti triestini, considerato che per la costruzione dei serbatoi servirà una manodopera altamente specializzata (e non è scontato che gli operai della Sertubi e della Ferriera lo siano). In fase di appalto le aziende impiegate nella costruzione potranno essere polacche quanto siciliane.

Pare che la politica e i sindacati siano abbagliati dai grandi numeri promessi da Gas Natural, tralasciando l’emorragia di posti di lavoro, causati da un eventuale esercizio dell’impianto.

Aspettiamo da Gas Natural, politica e sindacati risposte precise in merito, ribadendo il nostro no questo “ecomostro”.

INFO/FONTE: TRIESTE GASATA – Comitato No al Rigassificatore

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