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Cultura > Film > 19 Novembre 2012

Giornata mondiale dei diritti dei bambini: a Cinemazero c'è "Pa-ra-da" di Marco Pontecorvo

"Pa-ra-da" di Marco Pontecorvo

Pordenone (PN) - Martedì 20 novembre alle 20.45, in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dei bambini, Cinemazero e il Comitato Provinciale per l’Unicef di Pordenone propongono la proiezione – a offerta libera, il cui ricavato andrà in beneficenza – del film di Marco Pontecorvo "Pa-ra-da", anticipata da una proiezione dedicata alle scuole alle 9.00.

L’iniziativa conferma il sodalizio tra Cinemazero e Unicef, che da anni celebrano l’anniversario della Convenzione internazionale per i diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 23 anni fa, che per la prima volta ha messo nero su bianco i diritti civili e sociali dei bambini, riconosciuti non soltanto come persone da proteggere e tutelare ma anche come soggetti di diritto, protagonisti delle scelte che li riguardano e capaci di dire la loro.

"Pa-ra-da" racconta la Romania a tre anni dalla caduta del regime di Ceausescu, quando Miloud Oukili, clown di strada francese di origini algerine, giunge a Bucarest. Qui si trova di fronte a una realtà terribile: centinaia di bambini dai tre ai sedici anni vivono nel sottosuolo della città, sopravvivono grazie a furti, accattonaggio e prostituzione. Si tratta di bambini scappati da squallidi orfanotrofi o da altrettanto deleterie situazioni familiari. Miloud ha un sogno: vincere la loro indifferenza a tutto. Ci riesce con lavoro lungo e faticoso conquistandone la fiducia e trasformandoli in artisti di strada che oggi sono noti in tutto il mondo.
Marco Pontecorvo, noto direttore della fotografia, approfondisce la ricerca appassionata nei confronti delle storture della società che già era propria dell'indimenticato padre Gillo (a cui il film è dedicato). Lo fa con rispetto per la materia, consapevole com'è della difficoltà di raccontare una realtà che ha i suoi protagonisti (Miloud in testa) tuttora attivi e riconoscibili.

Pontecorvo tocca inevitabilmente le corde della commozione ma lo fa con pudore, attento a non realizzare un'agiografia dal tono un po' favolistico ma consapevole di una tragica condizione umana ancora non sanata (a Bucarest come in altre, troppe parti del mondo). La clownerie, così come nella vera storia dei ragazzi, diventa l'occasione di sorriso in mezzo al dolore. Si tratta però sempre di un sorriso amaro in cui una regola domina: quella del rispetto per la parola data e per le persone. Proporre questo film è uno dei modi per attivare ulteriori consapevolezze e attenzioni nei confronti dell’infanzia di qui e dei Paesi in via di sviluppo.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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