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Cultura > Arte > 05 Ottobre 2012

“Pietro Grassi. Pescatore di luce”: mostra antologica a Palazzo Costanzi

di Claudio Bisiani

Pietro Grassi, "Barcolana"

Trieste (TS) - L'energia prorompente della luce e le misteriose suggestioni del mare sono due dei richiami più vivi della pittura di Pietro Grassi a cui viene dedicata, dal 5 al 28 ottobre, una mostra antologica a Palazzo Costanzi. In esposizione 62 opere che ripercorrono in gran parte l'età matura dell'artista istriano fino agli ultimi lavori – uno di essi a immortalare lo storico pontone Ursus – realizzati nel 2008, poco prima della sua scomparsa.

La rassegna “Pietro Grassi. Pescatore di luce”, curata da Anna Krekic, è concepita per temi, attraverso i soggetti più cari all'autore: dalle immense marine illuminate di luce velata ma straordinariamente intensa e materica, ai colorati paesaggi carsici e alle nature morte; dalle misteriose e sfuggenti architetture, quasi simboli di un universo onirico del pittore che anticipano la frantumazione delle forme, fino alle pitture astratte, alle figure e al tema sacro.

Nato a Umago nel 1922, Pietro Grassi cresce in un ambiente proiettato naturalmente verso l'acqua. Il padre fanalista, il mare, i pescatori, l'architettura veneziana della sua città natale riempiono infatti il suo micromondo nel quale emerge la figura di Emma Corsi, zia materna e pittrice dilettante, che si rivelerà per lui una sorta di mentore in campo artistico. Con lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, dopo aver frequentato il liceo classico “Combi” di Capodistria, Grassi viene arruolato nell'esercito. Tornato a Umago dopo la prigionia in Austria, si trasferisce nel 1946 a Trieste che da quel momento diventa la sua città d'adozione. Entrato prima nella Polizia del Territorio Libero di Trieste e poi nel 1954 nella Polizia di Stato, Grassi dedica gran parte del suo tempo libero alla pittura che praticherà sempre da autodidatta e senza mai frequentare alcuna scuola d'arte, fino alla sua prima personale datata 1959 nello spazio espositivo del poeta Carolus Cergoly Serini. Una “prima” accolta con grande successo dal pubblico e dalla critica.

«Sono quadri che parlano da soli e non necessitano di alcun commento - ha detto Fabiana Martini, vicesindaco di Trieste, nel corso della presentazione della mostra a Palazzo Costanzi -. Quadri con tanta luce, tanta forza e tanta energia, che invitano alla contemplazione, a guardare lontano, ad allargare lo sguardo alle bellezze che ci circondano. E' un omaggio a Pietro Grassi, ma nello stesso tempo è anche un omaggio straordinario che il pittore fa alla città».

«La mostra è una nostra piccola vittoria - ha aggiunto Adriano Dugulin, direttore del Servizio promozione e progetti culturali del Comune di Trieste - dopo una storia molto travagliata e complessa, che grazie alla presente Amministrazione siamo riusciti finalmente a portare a termine. La pittura di Grassi colpisce per gli affascinanti paesaggi e gli orizzonti marini che spaziano verso nuovi luoghi e mondi sconosciuti, al cui interno ritroviamo sempre qualcosa di “acquatico”».
Quell'“anima marina”, come sostiene anche Claudio Magris nella prefazione al catalogo della mostra, che contraddistingue e caratterizza il cuore pulsante dell'opera pittorica di Pietro Grassi. Un artista schivo, che si emozionava davanti allo stupore che leggeva negli occhi di chi guardava meravigliato le sue tele. Capendo così che proprio in quell'istante era riuscito a trasmettere all'altro un po' della sua interiorità, un po' del suo amore per il mare e per la sua terra. Proprio come l'allestimento a Palazzo Costanzi riesce a trasmettere pienamente l'essenza di un autentico "poeta della luce", raffinato e sensibile. Un uomo di poche parole, ma di eloquente gesto pittorico, di forte suggestione, di toccante profondità. «Questo è papà - è stato il commento finale di Serena Grassi, una delle figlie dell'artista - e i suoi quadri infatti parlano da soli»Pietro Grassi, "Archi";.

La mostra antologica “Pietro Grassi. Pescatore di luce” – promossa dal Comune di Trieste, Servizio promozione e progetti culturali dell'Area Cultura e Sport, con il contributo della Fondazione CrTrieste e la partecipazione della famiglia Grassi – è visitabile ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 (ingresso libero), fino al 28 ottobre.

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