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Notizie > Attualità > 25 Settembre 2012

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Sabato 29 settembre finissage della mostra “Le collezioni d’arte dell’Itis”

Egidio Lancerotto - In famiglia - olio su tela

Trieste (TS) - Sabato 29 settembre alle ore 19 negli spazi al pianoterra dell’A.S.P. Itis di Trieste (via Pascoli 31), nell’ambito della rassegna “Le collezioni d’arte dell’Itis”, avrà luogo il finissage della mostra ideato, curato e condotto dall’arch. Marianna Accerboni: gli artisti Rossana Longo, Antonio Sofianopulo e Massimo Premuda incontreranno i curatori Daniele D’Anza e Matteo Gardonio per approfondire il rapporto tra arte del passato e arte contemporanea alla luce delle opere esposte.

Alle ore 19.45: Itis le storie esemplari, testimonianze in diretta degli ospiti Itis emersi con successo nella società; e di particolari esempi di bontà e di generosità all’Itis, ieri e oggi. Per concludere così, con un segno di ottimismo e di fiducia nell’uomo e nel futuro, questo appuntamento espositivo realizzato per i 150 anni dell’inaugurazione della sede Itis. Seguirà un Vin d’honneur (info 335 6750946).

Marianna Accerboni, triestina, è architetto, scenografo e critico d’arte e d’architettura. Collabora da anni come critico militante con varie testate, riviste specializzate ed emittenti radio-televisive. Già allieva e collaboratrice del grande scenografo Luciano Damiani, idea e organizza, in qualità di curatore e di progettista dell’allestimento e della linea grafica, mostre ed eventi d’arte in Italia e all’estero (Roma, Firenze, Trieste, Bruxelles, Austria, ecc.), in cui, alla competenza critica commistiona inediti interventi di luce, che realizza con l’ausilio delle più sofisticate tecnologie. Dalla metà degli anni Novanta lavora infatti su tale tema, nel cui ambito ha ideato scenografie d’avanguardia da realizzarsi attraverso raggi laser, allestimenti e scenografie di luce per concerti, spettacoli teatrali e mostre d’arte ed eventi multimediali e di luce per spazi urbani e musei.

Rossana Longo (Trieste, 1973), ha frequentato nella città natale l’Istituto E. e U. Nordio, la Scuola Libera di Figura al Museo Revoltella con Nino Perizi e Vittorio Porro, la Boston Visual School, l’atelier di Walter Falzari, la Scuola dell’Acquaforte Carlo Sbisà; a Venezia l’Accademia di Belle Arti, a Firenze la Scuola di Grafica Il Bisonte, a Barga (Toscana) il corso di stampa quadricromatica di Swietlan Kraczyna. Nel 2011 viene selezionata da Sgarbi per la Biennale Diffusa FVG all’interno della 54° Biennale di Venezia. Nel 2002 ha creato 3 tondi ad affresco per la facciata della Chiesa di S. Apollinare a Trieste, nel 2011/ 2012 ha una Crocifissione a olio su tela per il Vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi e una Crocifissione per il ricreatorio della Chiesa N.S. di Sion. Predilige l’affresco, il disegno e la grafica e stampa in proprio tutte le incisioni.

Massimo Premuda (Trieste, 1978), artista e curatore italiano, lavora con le più importanti realtà triestine per l’arte contemporanea e dal 2007 sta conducendo una ricerca visiva sull’architettura animale e gli animali architetti attraverso foto, video e installazioni. Nel 2005 partecipa a due eventi della 51° Biennale di Venezia; nel 2006 vince il “Premio Fondazione CRTrieste” per il miglior progettista triestino del VII Concorso Internazionale di Design Trieste Contemporanea, presieduto da Gillo Dorfles; nel 2011 vince la partecipazione al RAVE workshop, visiting professor Adrian Paci, e viene selezionato da Sgarbi per la Biennale Diffusa FVG all’interno della 54° Biennale di Venezia; nel 2012 è invitato a condurre il workshop “The Radiant City” nell’ambito di Maribor 2012-European Capital of Culture.

Antonio Sofianopulo è nato a Trieste nel 1955, città dove vive e lavora. Compie studi artistici, ma la sua formazione avviene principalmente in famiglia con la madre Renata, pittrice e pubblicitaria e con il prozio Cesare pittore simbolista allievo di von Stuck. Espone dal 1977 e ha tenuto personali al Centro M. Merkouri di Atene, a Trieste al Palazzo Gopcevich di Trieste per il Museo Revoltella, allo spazio Juliet di Casier, alle Gallerie Victor Saavedra di Barcellona e Franco Toselli di Milano e alla Duetart di Varese. Sulla sua opera hanno scritto tra gli altri Roberto Vidali, Valerio Dehò, Vittorio Sgarbi, Alessandra Tiddia ed Elena Pontiggia. E’ stato tra i fondatori della rivista internazionale d’arte contemporanea Juliet. Sue opere si trovano presso il museo d’arte moderna “P.Revoltella” di Trieste e in diverse collezioni private in Italia e all’estero.

La mostra “Le collezioni d’arte dell’Itis” è realizzata dall’'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Itis - storica Istituzione fondata a Trieste all’inizio dell’800 per sostenere i meno abbienti - in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’inaugurazione della sede di via Pascoli. Nell’esposizione, voluta dal Presidente dell’Ente avv. Raffaella Del Punta, vengono proposte per la prima volta al pubblico, accuratamente schedate a cura di Daniele D’Anza e Matteo Gardonio, le preziose collezioni d’arte donate all’Istituzione nel corso del tempo da artisti e benefattori. La raccolta consta di circa 200 dipinti, realizzati dal ‘500 a oggi, e di una cinquantina di sculture, quest’ultime perlopiù esposte in permanenza al pianoterra nel ‘pantheon’ dei benefattori, e ricostruisce, grazie anche al volume in cui sono pubblicate, il respiro della cultura e della storia triestina al XIX secolo a oggi.

La mostra propone una trentina di opere pittoriche e grafiche di artisti antichi, moderni e contemporanei: lavori di alcuni tra i più importanti artisti veneziani e giuliani, ma anche romani, napoletani e olandesi, attivi in un arco temporale che va dal ‘500 agli inizi del ‘900; di particolare rilievo una battaglia del rarissimo Pauwel Casteels, un capolavoro come l’Autoritratto del napoletano Paolo De Matteis, ma anche opere prime della pittura veneziana seicentesca, oggi in piena ascesa sul piano critico, di Giovan Antonio Fumiani e Giuseppe Diamantini.

La parte più ricca riguarda la pittura fra ‘800 e ‘900 e particolarmente gli artisti triestini: basti pensare all’opera forse più nota della collezione, La fruttivendola veneziana di Umberto Veruda. Ma v’incontriamo anche Ercole Calvi o Egisto Lancerotto, particolarmente graditi al gusto borghese di fine secolo, o un ‘foresto’ quale il friulano Antonio Zuccaro, attivo soprattutto nel litorale dalmata; o ancora un’accattivante marina di Guido Grimani.
Da considerarsi parte integrante dell’espositizione anche il corridoio al pianterreno con le opere di artisti contemporanei, perlopiù viventi, la sezione con artisti contemporanei ‘da non dimenticare’ come Apollonio Zvest, Giorgio Milia o Ottavio Bomben e Bruno Chersicla, e nella sala Maggiore al 1° piano le opere di Manuela Sedmak, Serse Roma e Mario Sillani Djerrahian (mostra visitabile fino al 30 settembre con orario: da lun a ven 10-12 e 16-19/ sabato 10-12).

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