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Cultura > Film > 27 Luglio 2012

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Cinemazero: la programmazione in sala e all'aperto fino al 5 agosto

"Albert Nobbs" di Rodrigo Garcìa (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione di Cinemazero, nelle sale e all'aperto, dal 30 luglio al 5 agosto 2012.

Lunedì 30 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.45; ALBERT NOBBS di Rodrigo Garcìa
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin
Piazza Calderari; ore 21.30; LA NOTTE DI SAN LORENZO di Vittorio e Paolo Taviani - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero) - in collaborazione con il 31° Premio Sergio Amidei

Martedì 31 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.45; ALBERT NOBBS di Rodrigo Garcìa
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin

Mercoledì 1 agosto 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.45; ALBERT NOBBS di Rodrigo Garcìa
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin
Piazza Calderari; ore 21.00; CHICO & RITA di Tono Errando, Javier Mariscal, Fernando Trueba - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero)

Giovedì 2 agosto 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.30; IL PRIMO UOMO di Gianni Amelio
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; MEN IN BLACK di Barry Sonnenfeld

Venerdì 3 agosto 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.30; IL PRIMO UOMO di Gianni Amelio
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; MEN IN BLACK di Barry Sonnenfeld
Piazza Calderari; ore 21.00; IL SORPASSO di Dino Risi - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero) - in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, Roma

Sabato 4 agosto 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.30; IL PRIMO UOMO di Gianni Amelio
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; MEN IN BLACK di Barry Sonnenfeld

Domenica 5 agosto 2012
riposo.

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"Albert Nobbs" di Rodrigo Garcìa
Dopo averlo interpretato a teatro nel 1982 Glenn Close è finalmente riuscita, superati quasi trent'anni di ripetuti tentativi andati a vuoto, a portare al cinema questa figura controversa e drammatica. Lo ha fatto grazie al suo amico e regista fidato Rodrigo García, con cui negli ultimi anni aveva girato due lungometraggi. Rispetto ai precedenti lavori non si è puntato all'intimismo stilizzato e all'introspezione psicologica, quanto piuttosto alla ricostruzione storica precisa e alla messa in scena elegante. Già di per sé il soggetto di partenza conteneva elementi drammatici e insieme più leggeri in grado di funzionare a dovere. E così infatti succede nella prima parte di Albert Nobbs, retto dalla bella atmosfera e da una Glenn Close che nel costruire la mimica e la vita interiore del personaggio principale è sontuosa. A livello di lavoro sul corpo, sui gesti, sulla sottrazione dovuta alla ricerca di compostezza, la sua prova è degna di essere paragonata a quella del dolente maggiordomo Anthony Hopkins in un film per certi aspetti molto simile a questo, Quel che resta del giorno di James Ivory. Raffinato, gentile, pieno di trovate di fine umorismo, il film si sviluppa nella definizione della storia in maniera molto precisa. Accanto alla Close un gruppo di attori affiatatissimo, su cui spiccano la grintosa Janet McTeer, un raffinato Brendan Gleeson e la stella ormai consolidata di Mia Wasikowska.

"L'estate di Giacomo" di Alessandro Comodin
Presentato in anteprima mondiale al Festival di Locarno 2011 (dove si è aggiudicato il Pardo d’Oro “Cineasti del presente”) e selezionato in oltre 20 festival internazionali arriva finalmente nelle sale italiane L’ESTATE DI GIACOMO, il delicato e poetico film di Alessandro Comodin. Giacomo è un ragazzo di diciotto anni cui un’operazione chirurgica ha ridato l’udito. I rumori, i suoni, le voci della natura, permetteranno a Giacomo di vivere una vera iniziazione alla dimensione adulta e un nuovo apprendistato dei sensi. Tutto attorno a lui è fatato e tutto appare come una nuova scoperta. Girando nella campagna friulana, la macchina da presa di Comodin, trasparente, insegue Giacomo e Stefania, sua amica d’infanzia, nel bosco che costeggia il fiume. Loro due soli e liberi, durante un pomeriggio che sembra durare il tempo di un’estate … Prodotto dalla Faber Film in coproduzione con Tucker Film, la belga Les Films Nus di Bruxelles e la francese Les Films d’Ici – finanziato dal Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

"Il primo uomo" di Gianni Amelio
Senza mezzi termini il miglior film di Gianni Amelio almeno dai tempi de Il ladro di bambini. Adattamento del romanzo di Albert Camus, Il primo uomo ripercorre a ritroso le vicende di un personaggio straordinario, silenzioso e deciso, che ricerca nel proprio passato anche doloroso le convinzioni che lo hanno portato ad essere ciò che è nel presente. Lo stile del regista è come sempre asciutto ed elegante, evita inutili infarcimenti estetici e si concentra sulla pulizia e sull'efficacia dell'inquadratura. Ogni primo piano su volti segnati dalla loro vicenda personale è preciso, giustificato, emozionante. In questo lo supporta alla perfezione la fotografia accurata ma mai espressionista di Luca Bigazzi, tornato con questo lungometraggio ai livelli altissimi che gli competono. Anche la sceneggiatura alterna i piani temporali costruendo un equilibrio narrativo basato sulla vita interiore del personaggio principale, un'architettura narrativa complessa e sfaccettata che funziona a meraviglia. Poi ovviamente ci sono gli attori, tutti in stato di grazia. Jacques Gamblin possiede la malinconia e insieme il carisma necessari per sintetizzare al meglio l'anima di una figura complessa come Jean Colmery. Accanto a lui una schiera di volti che regalano dignità e verità a tutte le parti, anche le più piccole: su tutti vale la pena citare una sontuosa Catherine Sola nelle vesti della madre di Jean, interpretata in gioventù dalla brava Maya Sansa.

"Men in black 3" di Barry Sonnenfeld
Con Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Jemaine Clement, Michael Stuhlbarg, durata 105 min. - USA 2012.
Boris l'animale è un alieno brutto, sporco e cattivo. Rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, ubicato addirittura sulla luna, riesce a fuggire e a scatenare il panico sulla Terra, a cui dichiara guerra. Ma il vero obiettivo del boglodito è uccidere l'agente K, che quarant'anni prima lo avevo sbattuto in prigione e privato di un braccio durante un conflitto armato. L'evasione di Boris risveglia vecchi fantasmi nel laconico e inespressivo agente K, a cui J prova a strappare, senza successo, confessioni e sorrisi. L'imminente attacco alla terra e la ‘dipartita' di K, persuadono J a viaggiare indietro nel tempo, alla ricerca di un passato da modificare perché il futuro sia migliore e K un uomo finalmente felice e socievole. Precipitato letteralmente nel luglio del 1969, J assisterà in missione il giovane agente K, scoprendo dietro i segreti dell'universo quelli del suo cuore.

"La notte di San Lorenzo" di Vittorio e Paolo Taviani - CINEMA SOTTO LE STELLE, Arena Calderari (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero) - in collaborazione con il 31° Premio Sergio Amidei
Da un paese della Toscana nell'agosto 1944 un gruppo di uomini, donne e bambini fugge dai tedeschi nel rischioso tentativo di raggiungere la zona già occupata dall'esercito americano. Favola generosa di molte bellezze tra cui le immagini che come le rondini passano in folla, in continua oscillazione tra ricordi personali e memoria collettiva, cronaca e fantasia, epica ed elegia. Anticipa i temi di Claudio Pavone sulla Resistenza come guerra civile. Premio speciale della giuria a Cannes. Una delle 4 partiture musicali _ e la più calda _ scritte da Nicola Piovani per i Taviani. Fotografia: Franco Di Giacomo.

"Chico & Rita" di Vittorio e Paolo Taviani - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero)
Chico e Rita, la splendida animazione tra Jazz, Cuba e anni '50, ha vinto numerosi premi in concorsi internazionali, tra cui il Goya e gli European Film Award.
Tra ritmi cubani e storia appassionata, grande successo per l'animazione in rotoscopia di Javier Mariscal e Fernando Trueba, una coproduzione anglo-spagnola, che ha richiesto la realizzazione, prima, di tutte le riprese del film dal vivo, con attori reali in location di Cuba, Spagna, Ungheria e Isola di Man, e poi un'enorme lavorazione (svolta in Brasile) sopra ai fotogrammi per la trasformazione in cartone animato. Budget 9,2 milioni di euro.
 Il film si apre con l'ambientazione all'Avana, anno 1948, e racconta la storia di Chico e Rita... lui giovane pianista, che sogna di diventare qualcuno nel panorama jazz cubano, lei cantante dotata di una voce straordinaria. Attorno alla musica si svolge la loro travagliata storia d'amore, che li vede passare dal latin jazz e dal sensuale contesto cubano, per arrivare fino ai palcoscenici di New York. Ad accompagnare lo scorrere della storia i fantastici, sensuali ritmi di Dizzy Gillespie, Cole Porter, Thelonious Monk, Bebo Valdés.

"Il sorpasso" di Dino Risi - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero) - in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, Roma
l giorno di Ferragosto due occasionali amici, uno studente universitario un po' timido e un quarantenne immaturo, passano assieme la giornata spostandosi con l'auto. Le ore passano veloci in un susseguirsi di episodi tragicomici, fino all'epilogo inatteso e drammatico: la morte dello studente causata dall'incoscienza dell'altro. Si tratta di un autentico cult movie, tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un road movie; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco Gassman, finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente Trintignant si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo charme opaco di una zia del suo amico. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. Il sorpasso, al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema centenario.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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