Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Cultura > Film > 26 Luglio 2012

Bookmark and Share

A Cinemazero si presenta il caso cinematografico targato Tucker film: "L’estate di Giacomo"

Scena dal film "L’estate di Giacomo"

Pordenone (PN) - Giovedì 26 luglio alle 21.15 a Cinemazero il regista Alessandro Comodin e gli attori Giacomo Zulian e Barbara Colombo presenteranno il caso cinematografico targato Tucker film "L’estate di Giacomo".

Giovedì 26 alle 21.15 a Cinemazero Alessandro Comodin presenterà – insieme agli attori Giacomo Zulian e Barbara Colombo – "L’estate di Giacomo", la delicata e poetica nuova distribuzione firmata Tucker Film. Le Monde l’ha definito “avvincente e tenero, di una limpidezza radiosa”, Variety “delicato e languido come un pomeriggio dorato”, l’Internazionale parla di “una radiosa opera prima”, ora sarà possibile vedere con i propri occhi questo piccolo/grande caso cinematografico – selezionato in 30 festival internazionali – che finalmente arriva a casa.

Comodin, classe 1982, è nato a San Vito al Tagliamento, ha studiato le tecniche del cinema a Bruxelles e si è fatto notare al Festival di Cannes nel 2009 con il suo primo film "Jagdfieber - La febbre della caccia" presentato alla Quinzaine des réalisateurs.

Con "L’estate di Giacomo" si è aggiudicato il Pardo d'Oro Cineasti del presente già all’anteprima mondiale al Festival di Locarno nel 2011.

Dalla Menzione Speciale Giuria Concorso Internazionale e Premio CG Home Video per il miglior film italiano al Festival dei Popoli 2011 di Firenze al Grand Prix du Jury and Prix Documentaire Grand Ecran al Belfort International Film Festival 2011 in Francia, al Woosuk Award/Grand Prize International Competition a Busan in Corea.

Alessandro Comodin, al suo esordio nel lungometraggio, filma luoghi e persone che conosce: i luoghi sono quelli della sua infanzia, e le persone sono suoi amici e parenti. I personaggi del film si chiamano con i veri nomi degli attori. La pellicola è un piccolo film famigliare, che idealizza i ricordi del regista in una natura idilliaca. Con lunghi piani-sequenza Comodin ci introduce nel fitto di un bosco, in riva ad un fiume, in un cascinale, tutti luoghi isolati in cui i tre personaggi del film (Giacomo, la sua amica e la sua fidanzata) sono le uniche figure umane. Un luogo fisico che è prima di tutto un luogo mentale, metafora di una condizione di vita, di un momento dell'esistenza che sta per svanire, lasciando il posto a quella che probabilmente sarà una più difficile (e meno esaltante) età adulta. Questo momento di sospensione, questa cerniera tra adolescenza e maturità e ciò che il regista è interessato a filmare: giochi e spensieratezza e chiacchiere sono le attività principali di un terzetto di ragazzi quasi ventenni eppure ancora bambini. La camera li segue curiosa a volte da lontano, regalando scorci di acque limpide e di lussureggiante vegetazione, a volte da vicino, permettendoci di apprezzare l'espressività dei volti degli attori. Il suono in presa diretta ci permette di cogliere i suoni della natura, mentre la colonna sonora propone i pezzi pop italiani che tutti gli/le adolescenti del nostro paese conoscono, e che realisticamente anche i protIl regista Alessandro Comodinagonisti del film ascoltano attraverso gli auricolari dei loro lettori musicali. L'estate di Giacomo è un film solare, piacevole per la sua semplicità: mostra solo ciò che è necessario, pur prendendosi il suo tempo e dimostra che per il cinema italiano è ancora possibile realizzare film poetici.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

Leggi le Ultime Notizie >>>