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Cultura > Film > 20 Luglio 2012

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Cinemazero: la programmazione in sala e all'aperto dal 23 al 29 luglio

"Polisse" di Maiwenn Le Besco (locandina film)

Pordenone (PN) - La programmazione settimanale di Cinemazero, nelle sale e all'aperto, dal 23 al 29 luglio 2012.

Lunedì 23 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.00 - 21.30; POLISSE di Maiwenn Le Besco
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; I COLORI DELLA PASSIONE di Lech Majewski
Piazza Calderari; ore 21.30; BENVENUTI AL NORD di Luca Miniero - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero)

Martedì 24 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.00 - 21.30; POLISSE di Maiwenn Le Besco
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; I COLORI DELLA PASSIONE di Lech Majewski

Mercoledì 25 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.00 - 21.30; POLISSE di Maiwenn Le Besco
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin

Giovedì 26 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.30; L'INDUSTRIALE di Giuliano Montaldo
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin

Venerdì 27 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.30; L'INDUSTRIALE di Giuliano Montaldo
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin
Piazza Calderari; ore 21.30; KAOS di Vittorio e Paolo Taviani - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero) - in collaborazione con il 31° Premio Sergio Amidei

Sabato 28 luglio 2012
Sala Pasolini; ore 19.30 - 21.30; L'INDUSTRIALE di Giuliano Montaldo
Sala Totò; ore 19.15 - 21.15; L'ESTATE DI GIACOMO di Alessandro Comodin

Domenica 29 luglio 2012
riposo

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"Polisse" di Maiwenn Le Besco
Maïwenn con questa sua terza regia ci propone un film che si colloca di diritto nell'ambito di quel settore della cinematografia francese interessato a portare sullo schermo la realtà pur rispettando le convenzioni della fiction cinematografica. Si tratta di un complesso gioco di equilibri in cui il risultato positivo può essere raggiunto solo grazie a una sceneggiatura che tenga costantemente conto del livello di verosimiglianza e di attori che sappiano ‘dire' e ‘agire' senza recitare. Con Polisse il risultato è pienamente raggiunto. La sceneggiatura, scritta dalla regista con Emmanuelle Bercot, ci immerge da subito nel diuturno proporsi di un inferno del sesso da cui bambini e bambine cercano di sfuggire temendo terribilmente le conseguenze che questo tentativo di fuga può loro procurare.
La regia è abilissima nel mettere loro di fronte uomini e donne umanamente incapaci di trasformare in routine dei contatti umani in cui la delicatezza (ma anche la ricognizione degli accadimenti) è elemento fondamentale. Così come è abile nel presentarceli come esseri umani che formano un'èquipe in cui le individualità sono spiccate e al cui interno si sviluppano relazioni e contrasti come in qualsiasi altro luogo di lavoro.

"I colori della passione" di Lech Majewski
I colori della passione è e vuole essere al contempo un'occasione di contemplazione e di meditazione. La sofferenza di Cristo è collocata nel qui ed ora di un popolo che, a sua volta, soffre. I persecutori sono spagnoli e il Bruegel di Rutger Hauer osserva la loro protervia denunciandola nel quadro. Mentre traduce in immagini e colori il mistero della Passione il pittore non smette di riflettere sul presente osservandone i più intimi dettagli. Ci si trova così, con Majevski, a contemplare non solo il mistero nascosto nel divino ma anche quello che sottende gli aspetti più oscuri e profondi della concezione dell'opera d'arte.
Sin dal folgorante inizio in cui l'artista colloca gli esseri umani in carne ed ossa sullo sfondo del paesaggio da lui dipinto veniamo fatti partecipi della scelta stilistica del film. Verremo accompagnati in un mondo e in un tempo che forse conosciamo poco. Ne osserveremo la quotidianità e vedremo come questa si traduca in simbolo alto.

"L'estate di Giacomo" di Alessandro Comodin
Presentato in anteprima mondiale al Festival di Locarno 2011 (dove si è aggiudicato il Pardo d’Oro “Cineasti del presente”) e selezionato in oltre 20 festival internazionali arriva finalmente nelle sale italiane L’ESTATE DI GIACOMO, il delicato e poetico film di Alessandro Comodin. Giacomo è un ragazzo di diciotto anni cui un’operazione chirurgica ha ridato l’udito. I rumori, i suoni, le voci della natura, permetteranno a Giacomo di vivere una vera iniziazione alla dimensione adulta e un nuovo apprendistato dei sensi. Tutto attorno a lui è fatato e tutto appare come una nuova scoperta. Girando nella campagna friulana, la macchina da presa di Comodin, trasparente, insegue Giacomo e Stefania, sua amica d’infanzia, nel bosco che costeggia il fiume. Loro due soli e liberi, durante un pomeriggio che sembra durare il tempo di un’estate … Prodotto dalla Faber Film in coproduzione con Tucker Film, la belga Les Films Nus di Bruxelles e la francese Les Films d’Ici – finanziato dal Fondo Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

"L'industriale" di Giuliano Montaldo
A tre anni da I demoni di San Pietroburgo, ultimo lungometraggio di finzione di una carriera registica cinquantennale, Giuliano Montaldo torna al cinema con un lavoro teso, suggestivo e azzeccato nella sua adesione alla storia contemporanea del Paese. L'Italia mostrata è, infatti, quella della grande crisi economica degli ultimi anni, terra degli imprenditori travolti dal fallimento e del denaro che brucia. Calato nella notevole fotografia di Arnaldo Catinari – plumbea, fredda, grigissima – questo racconto che conferma l'impegno civile dell'autore è dotato di apprezzabili evoluzioni, di graffianti riavvii e precise notazioni in grado di tenere desta l'attenzione fino all'ambiguo finale. L'aspetto economico – pubblico (la vicenda della fabbrica) e quello affettivo – privato (l'allontanamento della moglie) avvalorano insieme il totale fallimento del personaggio ben interpretato da Pierfrancesco Favino, cui sfugge il divario tra l'avventuroso passato del genitore e il suo spietato presente. Si tratta di una disfatta che coinvolge inoltre la figura paterna, assenza – presenza dietro a molti atteggiamenti di Nicola: nell'operaio più anziano della fabbrica o nell'amico imprenditore che incontra in piscina c'è, nemmeno troppo nascosto, il riverbero di un padre cui non vuole o non può dare delusioni. Il film di Montaldo ha il merito di far riflettere e di intrattenere, nella memorabile cornice di una Torino piovigginosa, livida e quasi priva di colore. Il critico cinematografico Steve Della Casa interpreta uno degli operai.

"Benvenuti al Nord" di Luca Miniero - CINEMA SOTTO LE STELLE, Arena Calderari (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero)
Congedato Massimo Gaudioso e arruolato Fabio Bonifacci, la commedia di Luca Miniero riprende il benvenuto scorso con qualche novità, riconfermandone la perfetta calibratura, gli ingredienti e i protagonisti sempre radicati nei tempi e nei ritmi degli sketch televisivi. Se il personaggio di Bisio scopriva a Sud il sole e il mare, la bonarietà e l'ospitalità della sua gente, quello di Siani imparerà il fascino della nebbia, sparata artificialmente, e il senso civico del milanese, che lava le strade di notte, combatte le polveri sottili, mette il casco in moto, in bicicletta e sul lavoro. Un anno trascorrerà tra happy hour e happy night, prima che il Mattia, perché il milanese ammette l'articolo determinativo davanti al nome proprio, possa trovare la maturità e ritrovare la sua procace Maria. Paolo Rossi straordinario nell'interpretazione del ‘metodo Marchionne'.

"Kaos" di Vittorio e Paolo Taviani - CINEMA SOTTO LE STELLE (in caso di pioggia la proiezione si terrà in sala Grande a Cinemazero) - in collaborazione con il 31° Premio Sergio Amidei
Quattro novelle di Luigi Pirandello (L'altro figlio, Mal di luna, La giara, Requiem) con un prologo e un epilogo in forma di "Colloquio con la madre" (tratto dal racconto Colloqui con i personaggi) in cui Antonutti impersona lo scrittore siciliano (1867-1936). Fedeli alla propria poetica, i Taviani hanno scelto quattro storie di campi e contadini, di umiliati e offesi alle prese con la miseria, l'ingiustizia, le superstizioni. La migliore è, forse, "Mal di luna" in cui si raggiunge una magica fusione tra orrore, pietà, erotismo; la meno riuscita è "Requiem" dove l'ideologia (gli intenti di analisi storico-sociale) ingenera un certo monumentalismo dilatato. In un secondo tempo i Taviani, che lo scrissero con T. Guerra, decisero di eliminare uno degli episodi: in Italia fu tolto Requiem, in Francia La giara.


INFO/FONTE: Cinemazero / Ufficio Stampa

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