Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

Mostre > Friuli Venezia Giulia > PN > Pordenone

Bookmark and Share

Il mito di Primo Carnera

Il mito di Primo Carnera

A cento anni dalla nascita, avvenuta il 25 ottobre 1906, la leggenda di Primo Carnera continua. Leggenda perché l’esistenza, le vicissitudini, l’immagine popolare e le imprese sportive del primo pugile italiano divenuto campione del mondo hanno assunto un aspetto che ha travalicato la realtà, divenendo mito e simbolo per intere generazioni. Una trasfigurazione partita negli anni Venti, al debutto della carriera, e arrivata ai giorni nostri.
Nel centenario della nascita, la Provincia di Pordenone ed esaExpo propongono un evento espositivo degno di questa scadenza. Una mostra, curata da Roberto Festi e Ivan Malfatto, e un catalogo che vogliono affrontare il tema “Carnera” con un taglio trasversale e assolutamente originale, “accompagnando” la storia della vita del campione friulano con tutti quegli eventi e quei riferimenti che sono stati parte integrante della sua epoca.

Questi aspetti vengono ripercorsi nella mostra di Pordenone, che si articola in sette sezioni: 1) Il friulano Carnera. Emigrazione in Friuli Venezia Giulia fra Ottocento e Novecento; 2) La montagna Carnera: mito e leggenda dell’uomo gigante; 3) Carnera e il pugilato. La carriera sportiva; 4) Arte e sport negli anni del fascismo; 5) La lotta per vivere. Carnera e il catch; 6) Da Sequals a Hollywood. Carnera e il cinema; 7) La forza del mito. Le sezioni tracciano un confine che va oltre lo specifico legato al pugile e alla sua intensa attività agonistica, prima pugilistica e che vede il suo apice con il titolo mondiale dei pesi massimi conquistato il 29 giugno 1933 al Garden Bowl di New York contro Jack Sharkey e successivamente, dal dopoguerra e per quasi 18 anni, nel catch, antesignano dell’attuale wrestling, una “lotta per la vita” che Carnera affronta con tour estenuanti sui ring di tutto il mondo per riconquistare quella solidità economica che il pugilato e le traversie della guerra gli avevano negato.

In mostra gli oggetti culto della vita sportiva (la cintura mondiale di Carnera, i guantoni da combattimento, la corda da allenamento, le scarpette, i pantaloncini, ma anche la maglia azzurra, i palloni, e la mitica Coppa Rimet della nazionale italiana di Calcio due volte campione del mondo nel 1934 e nel 1938 e il corredo da corsa del pilota automobilistico Tazio Nuvolari) si accompagnano agli oggetti d’arte classica provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dal Kunsthistorischesmuseum di Vienna raffiguranti scene di pugilato e alle opere degli artisti del Novecento – con prestiti da importanti musei e collezioni private (Fortunato Depero, Tullio Crali, Carlo Vitale, Ivano Gambini, Mino Rosso, Renato di Bosso e il celebre ritratto di Carnera di Giacomo Balla) – che hanno raffigurato, tra gli anni Venti e gli anni Quaranta, il mito dello sport.
E ancora gli inediti manifesti di boxe provenienti dalla raccolta Salce con i significativi esempi di Carnera “testimonial” nella nascente pubblicità commerciale o quelli della trasvolata atlantica del decennale di Italo Balbo, impresa concomitante al successo mondiale di Carnera.
Fotografie, video inediti, le brochure e i bozzetti del “Conte di Savoia” e del “Rex”, i transatlantici protagonisti dei molti viaggi del campione friulano tra Europa e America; il suo manoscritto, una vera e propria autobiografia tracciata negli anni in cui viaggia nei cinque continenti per i combattimenti di catch; le strisce originali a fumetti con le sue “avventure” pubblicate dai quotidiani USA e da lui stesso firmate e quelle più recenti, opera di Davide Toffolo, che documentano con sensibilità e disincanto la mitica avventura dell’“uomo più forte del mondo”. Non da ultimo i molti materiali legati all’attività di Carnera nel mondo del cinema che lo vede coinvolto in 17 pellicole tra il 1933 e il 1959, spesso in ruoli marginali, ma sempre con l’aura mitica di chi è stato un protagonista.

La documentazione su Villa Carnera a Sequals, costruita nel 1932, rappresenta il nodo per ricongiungere l’uomo con le sue radici. Qui torna nel maggio del 1967 il vecchio pugile che decide il rientro in Italia quando ormai la morte è vicina. Lo scrittore Nantas Salvalaggio, che lo ha conosciuto in momenti diversi della sua vita, lo ricorda nell’introduzione al catalogo (a cura di Roberto Festi, 220 pp. con 200 illustrazioni) che accompagna la mostra. Quindici saggi, affidati a esperti delle varie tematiche, tracciano quella che può essere considerata la più completa ed esaustiva trattazione su Primo Carnera e il suo tempo.

Il mito di Primo Carnera
Palazzo della Provincia
Corso Giuseppe Garibaldi 8
Pordenone
PN
Orario - Ingresso: euro 5,00 (ridotto euro 3.00). Ridotto scolaresche euro 1,00
Dal 15/09/06 al 03/12/06

Per maggiori informazioni
Telefono: 0434-231418
Email: cultura@provincia.pordenone.it
Sito web: http://www.provincia.pordenone.it

Vedi Calendario Mostre >>>

in calendario